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Strategia 2020
Clicca qui per leggera la nota del Commissario Straordinario della CRI Francesco Rocca
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Il Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca torna a rispondere in video ai volontari sulle diverse tematiche riguardanti il processo di riorganizzazione e modernizzazione dell’Associazione. Nel nuovo intervento si parla di trasparenza, risanamento economico, rapporti con il Movimento Internazionale e comunicazione interna.
Lo spazio Croce Rossa in Movimento è uno spazio trasparente di informazioni aggiornate su tutti i cambiamenti che ci riguarderanno, affinché la CRI sia sempre di più un bene di tutti.
Nell’ambito di “Solferino 2010”, evento in corso fino al 27 giugno a Solferino (Mantova) che vede ogni anno riunirsi migliaia di volontari e operatori della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa nei luoghi della storica battaglia del 1859 che ispirò ad Henry Dunant l’idea di Croce Rossa, si svolgerà oggi la XVII edizione della Fiaccolata, suggestiva processione che ripercorre simbolicamente il tragitto dei soccorritori che trasportarono i feriti da Solferino al primo avamposto medico a Castiglione delle Stiviere. Al corteo, che partirà alle ore 20.00 da Piazza Castello di Solferino e percorrerà circa 12 km fino a Piazza Duomo a Castiglione, parteciperanno il Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca (nella foto durante il saluto alle delegazioni internazionali), il Sindaco di Solferino Germano Bignotti e per l’occasione sarà presente anche il Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Prenderanno inoltre parte alla processione 25 bambini haitiani con i loro familiari giunti in Italia lo scorso mese di gennaio dopo il sisma che sconvolto Haiti e accolti presso la Croce Rossa Italiana di Civitella d’Agliano (Viterbo).
Ieri, secondo giorno del Corso di Comunicazione e Ufficio Stampa della Croce Rossa Italiana, che si sta tenendo a Roma nella sede del Comitato Centrale. Paolo Liguori e Barbara Carfagna hanno parlato delle nuove frontiere del giornalismo raccontando le proprie esperienze sul campo.
Dall’impegno nei luoghi colpiti dal terremoto alle attività in favore delle persone migranti, dalla nuova dimensione dell’Associazione alle sfide future. Così il Presidente della CRI, Francesco Rocca, in un’articolata intervista al Corriere dell’Umbria e Corriere di Viterbo, traccia il bilancio 2016 della Croce Rossa Italiana.
“La Croce Rossa nasce per ascoltare i bisogni della gente – ha dichiarato Rocca – e per essere al servizio delle persone. E pur aprendosi alla modernità non deve mai tradire lo spirito originario”.
Cari volontari di Croce Rossa Italiana,
sono particolarmente emozionato nello scrivere questo messaggio perché questo è stato un anno particolare, importante, emozionante, ma anche purtroppo drammatico.
Già, drammatico perché non si possono dimenticare le scosse di terremoto che hanno fanno tremare l’Italia centrale e hanno ucciso centinaia di nostri concittadini, le tragedie in mare, la povertà nelle nostre strade, il disagio sociale di tanti: tutte situazioni che fanno riflettere sulle sfide quotidiane che dobbiamo e dovremo affrontare.
Circa cinquanta centauri hanno aperto ufficialmente l’edizione 2016 di Solferino. Quest’anno infatti l’inaugurazione di uno degli appuntamenti più importanti della Croce Rossa è spettata alle due ruote dei soci CRI che, domenica scorsa, con le loro moto hanno percorso i luoghi che ispirarono a Henry Dunant l’idea di Croce Rossa, durante la storica battaglia di Solferino del 1859. Lì, dove è nata un’idea straordinaria secondo cui una persona in difficoltà deve essere aiutata indipendentemente dalla divisa che indossa. Ed è quella stessa idea che ancora oggi, a più di 150 anni dalla firma della I Convenzione di Ginevra, anima l’impegno della Croce Rossa Italiana e dell’intero Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.
“Serve una ‘coalizione umanitaria’ tra gli Stati che decidono di non chiudere gli occhi davanti alle tragedie in mare e che vogliono affrontare i flussi migratori in maniera coordinata e seria. Non siamo davanti a un’emergenza, questa è una crisi epocale che continuerà ad andare avanti fino a quando non si aggrediranno le cause che portano migliaia di persone a lasciare Paese, casa, tradizioni e in molti casi affetti. Ci sono Governi che sono sempre pronti a discutere di guerre e forniture d’armi, ma che rimangono in un assordante silenzio quando si tratta di parlare di proteggere e trattare con dignità le persone che scappano da guerre, carestie, violenze: è un atteggiamento ipocrita e senza vergogna”. (Foto di Alessia Lai)
Un convoglio di 44 veicoli carichi di aiuti umanitari sta per entrare nella città siriana di Madaya, a circa 40 km da Damasco, assediata da mesi dalle forze governative e dove dallo scorso dicembre sarebbero morte per gli stenti almeno 23 persone. Altri 21 camion di aiuti raggiungeranno i villaggi sciiti di Foua e Kafraya nella provincia nord occidentale di Idlib. Lo ha reso noto il portavoce del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) in Siria, Pawel Krzysiek. Gli aiuti del CICR, della Mezzaluna Rossa Siriana e delle Nazioni Unite comprendono beni di prima necessità quali cibo, medicinali, coperte, latte per neonati. Il convoglio è partito questa mattina da Damasco e al momento si trova alle porte di Madaya, ormai allo stremo; gli ultimi aiuti sono giunti nello scorso mese di ottobre e la popolazione, circa 40mila persone, sta morendo di fame, ridotta a mangiare le foglie degli alberi.
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), fianco a fianco con la Mezzaluna Rossa Siriana (SARC) e le Nazioni Unite, ha iniziato nel pomeriggio di ieri a fornire aiuti di vitale importanza per migliaia di persone che vivono in tre zone assediate della Siria, Madaya, Foua e Kefraiya. Il convoglio di aiuti umanitari partito da Damasco ieri mattina, che trasportava cibo, medicinali, prodotti sanitari, coperte e altri materiali, è riuscito a raggiungere le città di Madaya, al confine con il Libano, e Foua e Kefraya nella provincia di Idlib, in seguito alla crescente preoccupazione da parte della comunità internazionale per la sofferenza di migliaia di persone che vivono in queste zone sotto assedio da mesi, ormai ridotte a morire di fame.