IFRC

Immagina un inverno a 20 gradi sotto zero.

E immagina di non poter stare al caldo nella tua casa.

È quello che sta accadendo in questi giorni in Ucraina, dove i massicci attacchi militari alle infrastrutture energetiche del 9 e del 20 gennaio hanno causato interruzioni nelle forniture di elettricità, riscaldamento, acqua e gas in molte città, le più gravi dall’inizio del conflitto.

Quando manca l’energia, gli impianti di riscaldamento centralizzato si spengono, l’approvvigionamento idrico viene interrotto, gli ascensori smettono di funzionare, le famiglie non sono in grado di cucinare o lavarsi. Le persone che fanno affidamento su apparecchiature mediche alimentate dalla corrente elettrica sono esposte a gravi rischi.

Attualmente, la situazione più critica si registra a Kiev e nelle zone limitrofe, dove circa 4.000 edifici sono rimasti senza riscaldamento e le interruzioni delle forniture energetiche hanno colpito anche scuole, asili e strutture sanitarie, limitando l’accesso ad ambienti sicuri e servizi essenziali.

Bambini, anziani, persone vulnerabili con malattie croniche, sono costretti a vivere in case gelide, al buio, senza la possibilità di cucinare pasti caldi e provvedere all’igiene personale. Secondo le previsioni meteorologiche, nei prossimi giorni le temperature notturne scenderanno al di sotto delle medie stagionali, fino a -20 °C, aumentando ulteriormente i rischi per la sicurezza delle persone già in estrema difficoltà.

Mentre le autorità ucraine continuano a lavorare senza sosta per ripristinare le infrastrutture, le esigenze umanitarie immediate riguardano principalmente l’accesso a abitazioni riscaldate sicure, comprese le strutture messe a disposizione di chi non può rimanere in case dove le temperature si aggirano tra i 5 e i 12 gradi.

Dall’inizio delle interruzioni del riscaldamento e dell’elettricità su larga scala, la Croce Rossa Ucraina (URCS), con il contributo dei partner del Movimento della Croce Rossa, sta sostenendo la risposta all’emergenza a Kiev e nelle zone circostanti, lavorando in stretta collaborazione con il Servizio di emergenza statale dell’Ucraina (SESU). La Consorella gestisce 6 strutture riscaldate dove vengono assistite circa 1.500 persone al giorno e ha messo a disposizione 545 generatori di energia elettrica. I 250 Volontari della URCS mobilitati in questa emergenza sono presenti anche nei punti di riscaldamento mobili e nelle cucine da campo del SESU, dove distribuiscono pasti e bevande caldi, forniscono primo soccorso psicologico e generi di prima necessità. Attraverso il suo programma di assistenza domiciliare, l’URCS raggiunge anche le persone con mobilità ridotta che non sono in grado di accedere autonomamente ai rifugi riscaldati. Per sostenere questa risposta su larga scala, mantenere i punti di riscaldamento a piena capacità, estendere l’assistenza ai luoghi  in cui il ripristino dei servizi è in ritardo e adattare rapidamente la risposta in caso di ulteriore deterioramento delle condizioni, sono necessarie risorse aggiuntive e flessibili.

Fin dalle prime fasi del conflitto, la Croce Rossa Italiana si è mobilitata per rispondere sia ai bisogni umanitari delle persone rimaste in Ucraina, sia alle necessità di chi ha cercato asilo oltre confine.

Ma, a quasi quattro anni dal 24 febbraio 2022, le necessità umanitarie in Ucraina rimangono immense.

In questo inverno rigido, che aggrava una situazione già enormemente difficile, vogliamo poter fare ancora di più per la popolazione ucraina stremata dalla paura, dalle privazioni e dall’insicurezza.

Per questo abbiamo bisogno di te: il tuo contributo potrà diventare un abbraccio che scalda, un pasto che conforta. Potrà riaccendere un poco di speranza in chi da anni vede solo il buio della guerra.

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