La nuova vita di Zoe: aiuto cuoco grazie alla Croce Rossa Italiana

 
 

Nel video, lanciato in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, la ragazza racconta la sua esperienza in Italia e il corso professionale frequentato grazie al progetto Esiras della CRI
 
“La mia vita inizia ora”. Ha l’entusiasmo contagioso e la determinazione di chi è consapevole di essere di fronte a un bivio importante. Zoe ha ventinove anni, è arrivata dall’Uganda ed è la protagonista del video lanciato dalla Croce Rossa Italiana per celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato

Zoe ha appena terminato il corso di aiuto cuoco e la sua è una delle tante storie delle decine di ragazzi e ragazze che hanno partecipato ai corsi professionalizzanti del progetto Esiras (Employability and Social Integration of Refugees and Asylum Seekers), realizzato dalla CRI con l’obiettivo di favorire l’integrazione socio-lavorativa di persone rifugiate e richiedenti asilo. 

 

“In un certo senso mi sento un po’ un dottore. Cucinare per qualcuno, offrire cibo è un po’ come aggiungere vita. È stata un’opportunità incredibile”, racconta Zoe. 
Attraverso la voce di Zoe, la CRI vuole far conoscere sogni, speranze ma anche le difficoltà vissute dai rifugiati arrivando in Italia: “È stata una sfida, perché era tutto nuovo per me, a cominciare dalla lingua. Soprattutto il modo in cui una donna nera viene vista”.  

Panettieri, magazzinieri, giardinieri, sarti, aiuto cuochi: sono otto i corsi organizzati a Milano dalla CRI per ‘accompagnare’ i partecipanti verso il mondo del lavoro e la piena integrazione; migliaia le ore di lezione teoriche e pratiche e oltre cento le persone che li hanno frequentati, ottenendo un attestato. Il progetto Esiras è stato realizzato dalla CRI insieme alle consorelle in Austria, Cipro, Danimarca, Francia, Gran Bretagna e Slovenia e finanziato dalla Commissione Europea per l’Occupazione e l’Integrazione Sociale. 

“Ora mi sento in grado di poter fare tutto. Ho appreso la teoria, ma soprattutto la pratica. In futuro potrò anche tornare in Uganda e aprirmi un ristorante”, confida Zoe, che, però, ci tiene anche a rivolgere un pensiero a chi, come lei, ha lasciato il proprio Paese in cerca di un’opportunità: “Le persone che sono qui dovrebbero focalizzarsi su ciò che vogliono realmente, perché niente arriva facilmente. 

 

Quindi, se hanno l’occasione giusta, non devono lasciarsela sfuggire, devono avere passione e fare di tutto per migliorare la propria vita”. 

 
 
 

 

 

 

 
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