Donati 20.000 euro a CRI per emergenza Nepal da “uno scout e da un gruppo di vecchine”. Così si è firmato il gruppo di donatori anonimi che in una lettera ha inviato il denaro

Nepal immagini post terremoto
Terremoto Nepal foto FICR

“Affinché questa donazione possa aiutare a salvare la vita di tanti, soprattutto bambini, che si sono ritrovati senza più nulla. Sono sicuro, anzi siamo sicuri, ne facciate buon uso”. Si conclude così la lettera che la Croce Rossa Italiana ha ricevuto lo scorso 20 maggio.

Una missiva che accompagnava un plico contenente 20mila euro da destinare alla raccolta fondi per il Nepal aperta dalla CRI all’indomani del tragico terremoto del 25 aprile scorso. A inviare la lettera anonima, con preghiera di restare nell’anonimato, uno scout “chi vi scrive è uno Scout che per tanti anni si è accostato con spirito di servizio a molte e diverse realtà di sofferenza e bisogno”. Un mediatore, in realtà, come si scopre continuando nella lettura della missiva, che è stato pregato di fare da ‘esecutore’ da un gruppo di donne anziane “che hanno trascorso la vita lavorando  e che lentamente, immerse nella preghiera, affrontano la vecchiaia e la solitudine”. “Donne che nel frattempo hanno messo da parte delle piccole offerte con l’intenzione di utilizzarle a favore degli altri quando lo avrebbero ritenuto più opportuno”. Poi il terremoto, quelle immagini di disperazione e sofferenza che hanno scosso tutto il mondo mostrando un paese, già afflitto dalla povertà, inginocchiarsi di fronte alla potenza dei disastri naturali. “Vogliono che la loro donazione sia da ricondurre a delle semplici mamme che hanno perso i loro figli e chiedono che chi riceverà questi soldi faccia una preghiera per loro, per le anime di quei figli defunti e per tutte le mamme e i papà che nel mondo sono sopravvissuti ai propri figli”.

  

Nepal immaini post terremoto
Terremoto Nepal foto FICR

Ringraziando per la generosa offerta nata dal cuore, la Croce Rossa Italiana ricorda il suo impegno in Nepal grazie all’operato delle sue infermiere volontarie e di un medico ormai sul campo da tre settimane per alleviare la sofferenza delle persone colpite dal recente terremoto. Un lavoro difficile portato avanti in condizioni precarie e con turni massacranti che però ogni tanto riserva anche belle sorprese. Come quelle vissute pochi giorni fa e raccontate da Sorella Dalzini, medico specializzato in ostetricia e ginecologia che riportiamo qui di seguito.“Ieri la giornata è iniziata con un lieto evento – raccontano le Infermiere Volontarie CRI – la nascita, alle ore 10, di un bambino. Sorella Dalzini ha collaborato assistendo la brava ostetrica locale durante il parto, facendo così nascere il suo secondo bambino nepalese. Avevamo da poco terminato quando ci hanno chiamato perché stava nascendo un bimbo in posizione podalica e non si trovava l’ostetrica. Sorella Dalzini ha cominciato a visitare la donna e a riscontrare il battito cardiaco fetale, nel frattempo è arrivata anche l’ostetrica e in collaborazione è nato il terzo bambino per noi. Siamo tutte molto soddisfatte e serene”.Quindi ancora grazie a “uno scout e a un gruppo di vecchine” così come loro si firmano nella lettera perché la Croce Rossa Italiana si è già attivata per mandare presto questa somma in Nepal affinché questo prezioso ‘tesoretto’ possa essere impiegato per salvare vite umane come da richiesta delle sue donatrici  soprattutto ora che l’emergenza si fa più drammatica con l’arrivo dei monsoni.Aiuta anche tu il Nepal. Tutte le info su:  http://cri.it/emergenzanepal

  

          

Categorie: News

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