La ripresa delle ostilità nello Yemen, intensificatesi a partire dal 10 settembre 2026, continua a provocare drammatiche conseguenze sulla popolazione civile. Nelle ultime settimane, l’inasprimento della situazione sul campo ha causato un forte incremento dei flussi migratori via mare verso il nord del Gibuti, in particolare nella regione di Obock. Quasi 4.000 persone sono state costrette a fuggire alla disperata ricerca di sicurezza e protezione. Tra di loro, la metà bambini di età inferiore ai 14 anni.
I rifugiati giungono attraverso i punti di approdo di Obock/Escale, Moulhoulé, Khor Angar e Godoria, per poi essere indirizzati al campo di Markazi, l’hub principale dove sono concentrati i servizi di accoglienza e assistenza. Qui, la maggior parte delle famiglie versa in condizioni di estrema vulnerabilità e precarietà. I bisogni primari identificati dalla Mezzaluna Rossa di Gibuti sul campo comprendono alloggio, acqua e servizi igienico-sanitari (WASH), cibo, beni per la casa, assistenza sanitaria, supporto psicologico, protezione e ripristino dei legami familiari.
La risposta sul campo della Mezzaluna Rossa del Gibuti (DRCS)
La Consorella del Gibuti sta guidando le operazioni di soccorso grazie a squadre di tecnici e volontari a Obock/Escale e nel campo di Markazi in coordinamento con le autorità regionali e in collaborazione con i principali partner umanitari, tra cui UNHCR, WFP e UNICEF.
Gli operatori e i volontari stanno fornendo aiuti di prima necessità, tra cui:
- Distribuzione di cibo e riserve di acqua potabile;
- Allestimento di ripari temporanei per proteggere le famiglie dalle estreme condizioni climatiche;
- Interventi di primo soccorso sanitario e supporto psicologico per adulti e minori traumatizzati dalla fuga.
Il ruolo e la presenza costante della Croce Rossa Italiana
La Croce Rossa Italiana è presente nel campo di Markazi al fianco della Consorella di Gibuti. L’intervento attuale si inserisce nel quadro di un impegno umanitario che la CRI porta avanti nella regione da diverso tempo, a testimonianza di una cooperazione solida e continuativa lungo la rotta migratoria orientale.
In particolare, la CRI è impegnata nel supporto alle persone vulnerabili attraverso:
- Restoring Family Links (RFL): Servizi dedicati al rintraccio dei dispersi e al ricongiungimento dei legami familiari interrotti durante la fuga.
- Valutazione e monitoraggio: Analisi costante dei bisogni emergenti all’interno del campo per calibrare efficacemente la risposta umanitaria.
- Coordinamento e sensibilizzazione: Attività logistiche, di coordinamento sul campo e campagne di sensibilizzazione sui diritti e sulla prevenzione.
Questo supporto rafforza la risposta della Mezzaluna Rossa del Gibuti e contribuisce a mobilitare risorse e attenzione per rispondere alle esigenze in continua evoluzione delle persone assistite nel campo.
La situazione rimane tuttavia critica e la possibilità di ulteriori arrivi continua a mettere sotto pressione la capacità di accoglienza, gli alloggi, le riserve idriche, i servizi igienico-sanitari, la gestione dei rifiuti, la logistica e le risorse dei volontari. Le famiglie vulnerabili ospitate nell’hangar principale di Markazi rimangono in condizioni precarie in attesa di alloggi più adeguati, mentre la Consorella si trova ad affrontare una capacità limitata di veicoli che incide sul monitoraggio, il coordinamento e il supporto operativo.
Per ripercorrere le tappe della presenza della Croce Rossa Italiana in Gibuti e approfondire le azioni intraprese lungo la rotta migratoria orientale, è possibile consultare il report dedicato: Gibuti: la risposta umanitaria lungo la rotta migratoria orientale.





