IFRC

Oltre 5 mila presenze a Solferino per l’appuntamento che, ogni anno, celebra la nascita della Croce Rossa. In quattro giorni di eventi al Villaggio CRI, allestito per la prima volta in quella che sarà la location definitiva anche negli anni a venire, migliaia di Volontari provenienti da tutta Italia e dall’estero hanno condiviso eventi, tavole rotonde, momenti di approfondimento e, infine, la storica Fiaccolata che nella serata di sabato ha illuminato la strada che conduce da Solferino a Castiglione delle Stiviere.

In questa edizione, la dimensione internazionale del Movimento è emersa con forza grazie alla presenza dei rappresentanti di circa 60 Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa provenienti da Europa, Asia, Medio Oriente, Americhe e Africa. Nella giornata di venerdì 26, le delegazioni si sono confrontate in una sessione plenaria per discutere dell’importanza della protezione dell’azione umanitaria e del ruolo centrale dei Volontari nelle complesse sfide poste dalla contemporaneità.
La cerimonia conclusiva della quattro giorni si è svolta, come da tradizione, in Piazza Castello a Solferino. Aperta dagli interventi di Edoardo Italia, Vicepresidente e Rappresentante dei Giovani della CRI, e Debora Diodati, Vicepresidente della CRI, la serata ha visto salire sul palco la Presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), Kate Forbes. Quest’ultima ha lanciato la campagna globale “Light in the darkness”, un profondo invito alla riflessione su quali azioni siano necessarie, oggi, per rafforzare la pace nel mondo.

“Mentre camminiamo insieme oggi, ricordiamo che non stiamo semplicemente seguendo le orme di chi ci ha preceduto. Stiamo portando avanti una fiamma che ci è stata affidata: una fiamma di umanità, compassione e pace. E mentre oggi portiamo le nostre luci, ricordiamo anche che questo viaggio non finisce a Solferino”, ha commentato la Presidente Forbes.

Il momento culminante ha visto protagonista Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, che nel suo discorso rivolto a Volontarie e Volontari ha voluto sottolineare come il senso profondo di Solferino sia rimasto immutato nel tempo: “Cambiano le sofferenze, cambiano i disastri, ma il percorso è sempre lo stesso: è quello del 25 giugno del 1859. La battaglia di Solferino era finita; un esercito se ne andava vittorioso, mentre un altro era in rotta, e i feriti sapevano di non doversi aspettare alcun aiuto, alcuna compassione. Come i vulnerabili di oggi: sanguinanti, umiliati, privati della loro dignità, addirittura moribondi, continuavano ad essere considerati dei nemici. Lo erano per tutti, tranne per quei primi soccorritori che si misero a disposizione senza discriminare nessuno”, ha ricordato Valastro.

“In questo percorso – ha sottolineato il Presidente della CRI – ci sono i veri vincitori. Sono gli uomini e le donne capaci di vedere le sofferenze di un altro uomo, di un’altra donna; capaci di portare aiuto e di ascoltare. Noi non ci metteremo il cuore in pace mai, e continueremo a dire che non occorre lasciare solo nessuno, che occorre lasciare agire la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa ovunque, perché l’aiuto non ha confini. Occorre capire che le immagini di devastazione che vediamo non sono lontane, e il dolore non è confinato nei libri di storia”.

A chiudere il suo intervento, un forte richiamo all’attualità e alla solidarietà internazionale, in pieno spirito umanitario: “Con queste fiaccole camminiamo insieme a chi scappa dalle guerre e dalle sofferenze, e camminiamo assieme a tutte le nostre colleghe e ai colleghi che in Venezuela si sono dati da fare da subito per aiutare chi ha perso tutto”, ha concluso Valastro, esprimendo così la vicinanza dell’intero Movimento alla popolazione venezuelana duramente colpita dal devastante sisma dei giorni scorsi.

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