Solo nel 2024, oltre 2.000 sono morte o risultano scomparse nel mar Mediterraneo e 1.357 in Europa (fonte OIM). Dietro questi numeri ci sono vite, quelle di donne, uomini, bambine e bambine, storie interrotte, famiglie lasciate nell’incertezza, che lanciano una sfida importante a istituzioni, organizzazioni e società civile.
Con il progetto Trust (Transnational Response for the Unaccounted through Search and Tracing), la Croce Rossa Italiana, quella francese, svedese e portoghese, grazie al supporto della Commissione Europea, lavoreranno per rafforzare la capacità degli Stati membri dell’Unione Europea di fornire una risposta più efficace, coordinata e umana ai casi di migranti scomparsi e deceduti e delle loro famiglie, migliorando i meccanismi di segnalazione, ricerca e identificazione ai diversi livelli, in linea con gli obiettivi generali dell’UE relativamente allo sviluppo di una politica migratoria comune e al rafforzamento del dialogo tra le parti interessate.
Oggi a Roma, presso la sede del Comitato nazionale della CRI, si è svolto l’evento inaugurale del progetto, a cui hanno partecipato il Presidente della CRI, Rosario Valastro, Olivier Bertrandt, Unità Anti-smuggling e anti-traffiking, Direzione generale Migrazioni e Affari interni della Commissione Europea, il Capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione Ministero dell’Interno, Rosanna Rabuano, Rossella Di Liberto, Responsabile del Servizio Restoring Family Links, Unità Migrazioni della Croce Rossa Italiana, Amandine Roussel, Protecting Family Links (PFL) Adviser dell’ICRC (Delegazione di Parigi), oltre ad una delegazione delle Società nazionali di Croce Rossa che sono partner del progetto e a rappresentanti dell’Agenzia dell’Unione Europea per l’asilo, di OIM, UNHCR, UNICEF, Save the Children, Istituto Superiore della Sanità (ISS) e Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà (INMP). L’obiettivo di Trust, progetto di durata biennale, è rafforzare le capacità nazionali e transnazionali di risposta al fenomeno dei migranti scomparsi, con attenzione specifica alla dimensione legale, istituzionale, forense e della comunità. Il tutto attraverso il raggiungimento di obiettivi specifici: · Mappare i meccanismi nazionali, le lacune legislative e le buone prassi esistenti in tema di migranti scomparsi. · Migliorare le capacità di istituzioni e terzo settore nell’ambito delle procedure di identificazione, ricerca e rintraccio di migranti scomparsi tramite il rafforzamento mirato delle capacità e la condivisione di conoscenze. · Migliorare l’accesso delle famiglie ai meccanismi di segnalazione tramite informative e supporto psicosociale. · Rafforzare il coordinamento tra i principali attori coinvolti nelle procedure di segnalazione, rintraccio e identificazione dei migranti scomparsi a livello nazionale e transnazionale. · Elaborare raccomandazioni rivolte a istituzioni nazionali e europee in tema di migranti scomparsi. |
Ogni anno, migliaia di migranti scompaiono lungo le rotte migratorie verso l’Europa, a causa di eventi critici, naufragi, limitazione della libertà personale, mancanza di accesso a mezzi comunicazione o circostanze affrontate lungo percorsi migratori rischiosi.
Secondo l’OIM, solo nel 2024, 2.475 persone sono decedute e scomparse nel Mar Mediterraneo e 1.357 in Europa. Quando ciò avviene, le famiglie interrompono i contatti, senza notizie sulla sorte dei loro congiunti, nell’attesa di sapere se vivi o deceduti. Il tema presenta complesse sfide rispetto alle procedure di identificazione e ad una gestione dignitosa dei resti umani, incluse informazioni da restituire alle famiglie. L’assenza di chiari meccanismi di segnalazione e rintraccio di migranti scomparsi, l’insufficiente standardizzazione e centralizzazione dei dati (sia sui resti umani non identificati che sugli eventi che hanno portato alla scomparsa dei migranti) all’interno di ciascun paese, nonché la mancanza di un efficace scambio di informazioni e di cooperazione tra le autorità competenti a livello nazionale e transnazionale, sono alcuni degli ostacoli che impediscono una risposta tempestiva a questo fenomeno.
L’azione proposta dal progetto Trust mira a colmare tali lacune, in linea con il Patto UE su migrazione e asilo, il Piano d’azione rinnovato dell’UE contro il traffico di migranti (2021-2025), il Regolamento AMIF (2021/1147) e le raccomandazioni del Comitato Internazionale di Croce Rossa relative a migranti dispersi e loro famiglie. Obiettivo generale è rafforzare la capacità degli Stati membri dell’UE di garantire una risposta più efficace, coordinata e umana ai casi di migranti scomparsi e deceduti e delle loro famiglie, migliorando i meccanismi di segnalazione, ricerca e identificazione ai diversi livelli, in linea con gli obiettivi generali dell’UE relativamente allo sviluppo di una politica migratoria comune e al rafforzamento del dialogo tra le parti interessate. Rivolto a interlocutori coinvolti per aspetti di diversa natura (istituzioni, organizzazioni intergovernative e umanitarie, famiglie di migranti scomparsi, società civile), il progetto mira a documentare buone prassi, elaborare raccomandazioni, e sviluppare azioni di capacity building, inclusi strumenti operativi e formazioni. Il progetto coinvolge quattro Stati membri dell’UE che rappresentano dinamiche migratorie distinte, quadri giuridici e risposte istituzionali differenti, pur condividendo carenze strutturali comuni e sfide specifiche. L’obiettivo generale viene declinato in obiettivi specifici intesi a sviluppare in Italia, Francia, Portogallo e Svezia modelli adattabili di segnalazione, ricerca e identificazione di migranti scomparsi e deceduti, promuovendo una comunità transnazionale di buone prassi sulla materia.
