Il sostegno della Croce Rossa Italiana alla popolazione civile ucraina
4 anni fa la guerra è arrivata in Ucraina, come un incubo ad occhi aperti, trasformando vite normali in una lotta quotidiana per la sopravvivenza. Quando tutto cambia, assieme alle case crollano le certezze e si vive nella paura: di non sopravvivere, di non potersi prendere cura dei propri cari, di non avere più un futuro.
02
MARZO
2022
Noi, quel futuro lo abbiamo voluto ricostruire da subito: siamo arrivati nell’emergenza, il 2 marzo 2022 con un lungo convoglio carico di aiuti e di una promessa: “Non vi lasceremo soli”.
3.800
Tonnellate di aiuti
1.000 mq
hub logistico
3.600
persone soccorse
96
alloggi per chi
ha perso la casa
+ 45.000
raggiunte
dalle cliniche mobili
82.000
persone sensibilizzate
su mine inesplose
UN ABBRACCIO LUNGO MIGLIAIA DI CHILOMETRI
3.800
TONNELLATE
di aiuti
Dalla prima missione, partita nel pieno dell’inverno, mentre il freddo rendeva ancora più drammatica la situazione della popolazione, altri 65 convogli hanno percorso migliaia di chilometri per consegnare aiuti e portare l’abbraccio della CRI a chi ha visto crollare la propria vita in un attimo. Più di 3.800 tonnellate di medicinali, generi alimentari, vestiti, coperte, kit di primo soccorso sono stati consegnati alla Consorella ucraina per essere distribuiti alla comunità.
PIANIFICARE PER AIUTARE MEGLIO
Sappiamo che l’aiuto arriva prima e meglio se si è efficienti e organizzati. Per questa ragione la Croce Rossa Italiana ha costruito a Suceava, città rumena al confine con l’Ucraina, una base logistica con un magazzino di 1.000 metri quadri per lo stoccaggio e il transito dei beni da far arrivare alla popolazione in difficoltà. L’hub logistico della CRI è diventato il cuore pulsante di una macchina umanitaria che non si è mai fermata, non solo un magazzino ma un avamposto di speranza che ha permesso di trasformare la generosità di migliaia di persone in un supporto tangibile e tempestivo.
un HUB
1.000 mq
RAFFORZARE LA RISPOSTA ALLE EMERGENZE SIGNIFICA SALVARE VITE
In guerra, l’emergenza è quotidianità. Gli Emergency Response Team (ERT) sono la principale struttura di gestione delle crisi della Croce Rossa Ucraina. Operano in coordinamento con il Sistema di Protezione Civile Ucraino (SESU) e intervengono in seguito agli attacchi missilistici, forniscono primo soccorso, distribuiscono beni di prima necessità e aiuti alimentari, predispongono e gestiscono punti mobili di riscaldamento durante l’inverno, svolgono evacuazioni sanitarie urgenti. La Croce Rossa Italiana assiste la Consorella ucraina nella gestione operativa degli ERT nelle zone di Vinnytsia e Zhytomyr attraverso la fornitura di equipaggiamenti tecnici e il supporto alla definizione di procedure operative grazie a eventi di formazione e esercitazioni. Rafforzare gli ERT significa garantire una risposta efficace e coordinata alle emergenze.
Significa salvare vite. Nel 2025, sono state 3.600 le persone che hanno beneficiato dell’intervento di questi team sempre pronti a portare soccorso nei momenti più difficili.
3.600
PERSONE
SOCCORSE
IN EMERGENZA
UN LUOGO IN CUI TORNARE A VIVERE
La casa è il luogo sicuro. Quando la guerra la distrugge, il senso di smarrimento si aggiunge al terrore delle bombe. Dare alle persone sfollate la possibilità di tornare a sperare nel domani era il nostro obiettivo quando abbiamo deciso far nascere dei piccoli villaggi a Zhytomyr e Chernivtsi costruendo moduli abitativi in legno che potessero rappresentare un nuovo inizio per chi aveva perso tutto. 56 case in legno sono già state consegnate ad altrettante famiglie che non avevano più un luogo in cui vivere, altre 40 sono quasi terminate e aspettano solo di essere abitate.
HA PERSO TUTTO
ASSISTENZA E CURA PER I PIÙ FRAGILI
Vivere in un Paese in guerra, significa non avere più accesso a cure primarie certe e sicure. Per dare assistenza sanitaria a migliaia di sfollati interni e ai più vulnerabili come malati cronici, persone con disabilità, anziani, donne e bambini, la Croce Rossa Italiana ha avviato un progetto per sviluppare cliniche mobili (Mobile Health Units) nelle regioni ucraine di Vinnytsia e Zhytomyr attraverso la donazione alla Consorella di 28 ambulanze e attrezzatura medica, il supporto nella definizione di procedure standard e nella formazione di figure professionali. Dal 2022 più di 45.000 persone sono state raggiunte da questi presidi sanitari itineranti.
dalle cliniche mobili









Abbiamo fatto ancora di più: in tre missioni di evacuazione, abbiamo portato in salvo, in Italia, 245 persone vulnerabili, segnalate dalla Croce Rossa Ucraina e affette da gravi disabilità motorie e cognitive, molte delle quali provenienti da zone di conflitto. Perché sappiamo bene che i più fragili, in guerra, sono due volte vittime. Ora sono al sicuro, lontani dalla paura.
57 di loro sono nelle strutture CRI di Levico e Marina di Massa e ne assistiamo una ospitata in un’altra struttura a Bologna. Li abbiamo portati in Italia per assicurargli una protezione che non avevano più a causa del conflitto e oggi continuiamo a prenderci cura di loro.
La terza età, che purtroppo spesso si accompagna alla solitudine, in un Paese devastato da un conflitto può diventare una condanna definitiva all’invisibilità. Attraverso la condivisione di strumenti e buone pratiche, la Croce Rossa Italiana ha supportato la Consorella ucraina nel programma Home-Based Care (HBC), portando nelle case di oltre 500 persone anziane non solo aiuto materiale ma calore umano, creando un legame, un appuntamento che si fa cura e fa sentire meno soli.
IL PERICOLO DELLE MINE INESPLOSE:
FORMARE OGGI PER PROTEGGERE IL DOMANI
Durante e dopo un conflitto, la terra sulla quale hai sempre camminato può diventare nemica: le mine e le bombe inesplose sono una minaccia nascosta e letale. Il progetto “Demining Ukraine: Strengthening community awareness on mine risks prevention and assistance to the victims”, promosso dalla Croce Rossa Italiana in collaborazione con la Croce Rossa Ucraina e finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha lavorato sulla prevenzione dei rischi legati a mine e residuati bellici esplosivi (ERW) nelle province di Zhytomyrska, Kyivska e Chernihivska. Abbiamo rafforzato le competenze di 560 membri tra staff e Volontari della Consorella, persone che ora possono aiutare la comunità a difendersi in modo più efficace da un pericolo invisibile che incomberà anche negli anni a venire. Oltre 82 mila persone sono state raggiunte da azioni di sensibilizzazione e formazione su questo rischio. Le abbiamo aiutate a proteggersi di più e meglio, anche nel futuro.
82.000
PERSONE
SENSIBILIZZATE
E FORMATE
RESTORING FAMILY LINKS:
UN SUPPORTO PER CHI HA PERSO LE TRACCE DEI PROPRI CARI
In guerra non è solo il rumore delle bombe a fare paura. Il silenzio può significare l’assenza di un padre, una madre, un figlio, la rottura di un legame, che rimane sospeso in attesa di conoscere il destino di chi è scomparso senza lasciare traccia. C’è chi cerca degli affetti di cui non si hanno più notizie e che ad oggi sono persone disperse e chi cerca notizie di familiari prigionieri di guerra. Per loro il servizio Restoring Family Links della Croce Rossa è, da sempre, un faro nel buio, un supporto nel limbo dell’incertezza sul destino delle persone amate. Relativamente al conflitto armato tra Ucraina e Russia, il Servizio RFL della CRI ha preso in carico ad oggi 93 richieste di assistenza alle famiglie separate. Sono casi che riguardano la ricerca di parenti, il rintraccio di prigionieri di guerra, il mantenimento dei contatti tramite lo scambio di Messaggi di Croce Rossa: 93 storie di attesa e speranza che accompagniamo con sensibilità e umanità.
La dignità del lavoro,
per ricominciare
In tanti hanno lasciato le zone colpite dal conflitto.
Fuggire, uscire dall’Ucraina, rappresentava la sola possibilità di sopravvivere e proteggere i propri cari. Per facilitare l’inclusione sociale e lavorativa delle persone arrivate in Italia nell’agosto del 2022, è nato il progetto “LISA per la crisi in Ucraina”, finanziato attraverso parte delle numerose donazioni ricevute, che per 17 mesi ha assistito 65 beneficiari in un percorso di formazione. Grazie al progetto, in 32 hanno potuto beneficiare anche di un percorso di inserimento professionale. Ripartire da zero non è facile, avere un lavoro è un primo passo che può restituire dignità e fiducia nel futuro.
Tutto questo è stato possibile grazie ai nostri sostenitori che, con le loro donazioni, hanno dato sostanza al nostro impegno sul campo in Ucraina. Ci hanno permesso di tendere un filo rosso che non si è mai spezzato e che oggi è parte di una trama che continua a significare protezione, aiuto, supporto per chi continua a vivere la realtà del conflitto.






