Sulla Gazzetta Ufficiale del 21 ottobre 2020 n. 251 è stato pubblicato il decreto ministeriale istitutivo del Registro Unico Nazionale del Terzo settore (RUNTS) recante “Definizione delle procedure di iscrizione degli enti, delle modalità di deposito degli atti, delle regole per la predisposizione, la tenuta, la conservazione del Registro unico nazionale del Terzo settore”.

Si aggiunge dunque un tassello importante alla riforma del Terzo settore. Con l’istituzione del RUNTS si avrà infatti un unico registro per il Terzo settore, gestito sia a livello nazionale dall’Ufficio statale incardinato presso il Ministero, sia a livello decentrato dagli uffici regionali, con regole uniformi sul territorio nazionale per l’iscrizione, la trasmigrazione e i controlli. Il Registro sarà composto da sette sezioni, di cui una dedicata alle “Organizzazioni di volontariato”.

Ciascun ente non potrà essere contemporaneamente in più di una sezione, fatta eccezione per le reti associative che potranno essere iscritte sia come “reti” presso l’Ufficio Statale, sia come autonomo ente del terzo settore presso l’Ufficio Regionale di riferimento. Proprio le reti associative nazionali rivestiranno un ruolo decisivo nell’economia del sistema, alla luce delle specifiche prerogative assegnate loro nei confronti degli enti aderenti tra cui il monitoraggio delle attività e l’autocontrollo.

Il registro non è comunque ancora operativo. Per l’entrata in vigore del RUNTS servono ancora sei mesi, il tempo cioè richiesto da Unioncamere per l’elaborazione dell’infrastruttura telematica del registro. Le operazioni di trasmigrazione dagli attuali registri dovrebbero partire, come dichiarato dal Ministero del Lavoro, dunque nel marzo 2021 e le prime a trasmigrare saranno odv (e aps) attualmente già iscritte nei registri regionali vigenti.


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