Terremoto Irpinia. Rocca: “Quarant’anni fa la Croce Rossa in prima linea. Un ricordo indelebile nella mente e nel cuore dei nostri soccorritori”

 
 

“Un soccorritore non dimentica. Ogni volta è lo stesso scenario e, nello stesso tempo, qualcosa di unico e irripetibile che resta indelebile nella mente e nel cuore. Tanti dei nostri volontari custodiscono la memoria dell’esperienza in Irpinia.

Scossa di magnitudo 6,9
Circa tremila morti, più di ottomila feriti e trecentomila senzatetto: questi i drammatici numeri dopo che la terra tremò, in Irpinia, quarant’anni fa. Una terribile scossa di magnitudo 6,9 il cui epicentro fu registrato tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania. Il sisma interessò un’area di 17mila chilometri quadrati. Alcuni dei paesi vicini all’epicentro furono quasi rasi al suolo, altri gravemente danneggiati. Simbolo della tragedia, il crollo della Chiesa Madre di Balvano, dove morirono 77 persone, per lo più bambini e ragazzi.

Il lavoro della CRI
I Volontari e i Corpi Ausiliari della Croce Rossa Italiana rimasero accanto, per diversi mesi, alle popolazioni così duramente colpite. Contribuirono alla prima fase di ricerca dei sopravvissuti assistendo i feriti, distribuendo soccorsi e coordinando la solidarietà delle altre Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Un ricordo indelebile
Nell’esprimere il ricordo commosso della CRI per tutte le vittime del sisma, voglio dire grazie, a quarant’anni di distanza, alle migliaia di volontari e operatori che parteciparono a quella grandissima operazione di soccorso, svolta con mezzi, tecnologie e condizioni non paragonabili a quelle dei nostri giorni”.

Così il Presidente CRI-IFRC, Francesco Rocca, sul sito ufficiale www.francescorocca.eu

 

 

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