Giornata Mondiale in ricordo delle vittime della strada: la proposta della CRI al Governo per salvare vite

 
La proposta della CRI al Governo nella Giornata in ricordo delle vittime della strada
 

Il 18 Novembre è la “Giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada”, promossa dall’ONU e dalla “Federazione europea vittime della strada”. L’iniziativa, che cade ogni terza domenica del mese di novembre, è una ulteriore occasione per rimarcare la proposta già veicolata dal Presidente Francesco Rocca al Governo italiano ed esprimere la solidarietà della CRI all’Associazione Italiana dei Familiari e delle Vittime della Strada.

Aumento costante dei morti sulla strada

In Italia, secondo l’Istat, nel 2017 a causa di incidenti stradali ci sono stati 3.378 decessi, contro i 3.283 del 2016. I feriti sono stati 246.750. Questo testimonia come i mezzi di locomozione siano potenziali armi letali. Ancora più preoccupanti, però, sono i dati relativi all’inizio del 2018, secondo cui i morti sulle strade sono aumentati del 20%.

La proposta

Il rischio di incorrere in incidenti di viaggio non potrà mai essere eliminato del tutto, ma ci sono modi per ridurne l’entità e dare alle persone migliori possibilità di sopravvivere. Uno di questi è inserire, come già accade in altre nazioni in Europa e nel mondo, la formazione al primo soccorso nel corso per il conseguimento della patente di guida, che permetta di dare una pronta risposta e salvare vite nel caso ci si trovasse sulla scena di un incidente. Questo tipo di formazione non deve essere recluso nel recinto del volontariato, ma dovrebbe essere esteso al maggior numero possibile di cittadini, in modo che siano loro stessi a poter intervenire nell’immediato in caso di incidenti stradali. E’ stata quindi formalizzata una proposta diretta, concreta e fattibile alle istituzioni italiane: inserire la formazione al primo soccorso nei requisiti per il conseguimento della patente di guida.

Il reato di omicidio stradale

Il numero sempre crescente di vittime di incidenti ha alimentato una grande mobilitazione nell’opinione pubblica, portando la politica a prendere posizione attraverso l’istituzione del reato di omicidio stradale, normato con la legge n.41 del 23.03.2016. “La mia formazione di giurista e la mia professione di avvocato – scrive Rocca sul suo sito ufficiale www.francescorocca.eu – mi portano a ritenere che l’istituzione di un nuovo reato e l’introduzione di misure repressive non sono misure da sole sufficienti a risolvere un problema. Purtroppo le pene, anche detentive, non sono un valido deterrente e, comunque, l’intervento penale arriva inevitabilmente quando il danno è irreversibile, come lo è una vita perduta. Quando si tratta di incidenti stradali, purtroppo, ognuno di noi può trovarsi a essere vittima, ma anche involontario carnefice. Non sarebbe auspicabile che ognuno di noi potesse trovarsi invece a essere colui che ha salvato una vita?”.


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