Le Crocerossine all'Adunata Nazionale Alpini di Treviso

  Le Crocerossine all'Adunata Nazionale Alpini di Treviso  

Un gruppo di 18 Crocerossine domenica 14 maggio, ha avuto l’onore di marciare tra i reparti dell’Associazione Nazionale Alpini nella 90.a adunata di Treviso, portando sul petto con orgoglio quella stessa Croce che ha confortato e salvato innumerevoli soldati, tra cui molti Alpini, feriti nelle due Guerre e assistiti dalle Infermiere Volontarie CRI.

  

Infermiere Volontarie Croce Rossa e ufficiali del corpo degli AlpiniInfermiere volontarie della Croce Rossa 

 Alcuni ufficiali del Corpo degli Alpini durante l'adunata di TrevisoL'Ispettrice Nazionale delle Infermiere Volontarie CRIIIVV schierate durante l'adunata degli Alpini di Treviso 

La manifestazione ha visto la presenza delle maggiori autorità civili e militari: il Ministro Sen. Roberta Pinotti che, come sempre, ha salutato le Crocerossine presenti con affetto a conferma del solido legame tra il Corpo delle Infermiere Volontarie CRI e le Forze Armate.L’Ispettrice Nazionale, presente sin dalla giornata di sabato, assieme all’Ispettrice Regionale, Sorella Luisa Facchinato e all’Ispettrice di Treviso Sorella Daniela Vendrame, ha incontrato il Governatore del Veneto Luca Zaia, con il quale si è a lungo intrattenuta ed insieme hanno salutato le Sorelle venete alle quali sono state volte parole di particolare apprezzamento da parte del Governatore.

 Le Infermiere Volontarie CRI con il governatore del VenetoIspettrice Nazionale delle Infermiere Volontarie CRIInfermiere Volontarie della Croce Rossa sfilano durante l'adunata degli Alpini di Treviso Monica Dialuce Gambino Ispettrice Nazionale delle Infermiere Volontarie CRIInfermiere volontarie della Croce Rossa a Treviso per l'adunata degli AlpiniInfermiere Volontarie della Croce Rossa 

Cordiale e sincero il saluto alle Crocerossine da parte del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano e del Generale Danilo Errico, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito che si sono intrattenuti a lungo colloquiando con le Sorelle.Nessuna retorica e nessuna malinconia, ma come riportato da don Bruno Fasani, direttore del mensile L’Alpino: «Si va all’Adunata non per la nostalgia, ma per la disponibilità a essere protagonisti dentro il tempo in cui ci è dato di vivere».

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