Migranti, proseguono gli sbarchi. La Croce Rossa Olandese ha realizzato un reportage sulle attività di assistenza ai porti della CRI in Sicilia

migranti arrivatia cagliari
Foto Comitato Provinciale CRI di Cagliari – Sbarco del 30 maggio 2015 a Cagliari

In questi giorni sono continuati gli sbarchi sulle coste italiane. Al porto di Reggio Calabria è arrivata oggi la nave Phoenix con a bordo 267 persone e altre 276 sono giunte a Pozzallo (RG) con la nave Chimera della Marina Militare. E’ previsto per domani mattina l’arrivo a Palermo della nave Dattilo con a bordo 717 migranti e i corpi di 12 persone recuperati dalla Guardia Costiera dopo un naufragio al largo delle coste libiche. In Italia, secondo i dati del Ministero dell’Interno, nei primi sei mesi del 2015, da gennaio a giugno, sono sbarcate 70.354 persone, di cui 55.394 uomini, 8.567 donne, 6.393 minori (4.344 non accompagnati). La Croce Rossa è impegnata nelle attività di assistenza e accoglienza ai porti con centinaia di volontari e operatori del Reparto Regionale di Sanità Pubblica, con ambulanze, tende a montaggio rapido, automezzi per il trasporto di persone e materiale. Un lavoro enorme, per cui la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR) ha lanciato nello scorso mese di maggio una raccolta fondi (Emergency Appeal). Non sono mancati da parte delle altre Società nazionali di Croce Rossa solidarietà e riconoscimento del grande impegno di volontari e operatori. La Croce Rossa Olandese a questo proposito ha effettuato un ampio reportage sulle attività svolte dalla CRI, diffondendolo sul proprio blog. Pubblichiamo di seguito la prima parte. Merlijn Stoffels visita i profughi via mare in Sicilia – blog 1“Spero caldamente di poter convincere i Paesi Bassi a contribuire agli aiuti umanitari per questa gente”.”Isole stupende con spiagge paradisiache, sole e cielo azzurro. Pittoreschi paesini con porticcioli variopinti, pranzi luculliani accompagnati da vini deliziosi. Veleggiare sulle acque azzurre. Sono queste le immagini che mi vengono in mente se penso al Mar Mediterraneo. In stridente contrasto con la realtà dei migranti. Per loro il Mar Mediterraneo è la zona di confine più pericolosa al mondo, nel peggiore dei casi persino la loro tomba. Le cifre indicano che i rischi vanno oltre ogni immaginazione: negli ultimi 18 mesi sono più di 5.000 le persone che non sono sopravvissute alla traversata. A rischio della propria vita, in condizioni drammaticamente critiche, mettono a repentaglio la propria esistenza nella speranza di trovare un rifugio sicuro. Per raggiungere la loro meta finale, attraversano il mare su gommoni precari e talvolta sgonfi, sotto il sole cocente, senza mangiare né bere, unico bagaglio i vestiti che hanno indosso.

  

migrante soccorsa da volontari in Calabria
Foto CRI Calabria. Sbarco a Reggio Calabria del 2 luglio 2015

170.000 migranti via mare hanno raggiunto le coste italianeIn aereo mi dirigo in Sicilia, l’isola italiana dove al momento arriva la maggior parte dei migranti. Solo un paio d’ore di viaggio, comodamente seduto, gustando un pasto squisito accompagnato da una rinfrescante bevanda. Impossibile immaginare una differenza più grande dai migranti. Lo scorso anno solo in Italia sono giunti ben 170.000 migranti via mare. Il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo la Croce Rossa Italiana, il numero di migranti aumenterà ancora nei prossimi mesi, perché in estate sono di più le persone che osano affrontare il viaggio in barca. Il mare è più calmo e le condizioni meteorologiche sono più stabili, molti di loro infatti non sanno nuotare. Di contro c’è che il sole cocente e il caldo torrido aumentano il rischio di ustioni, disidratazione e insolazioni. Se il flusso di migranti continua a crescere, la Croce Rossa Italiana prevede che già questo mese, giugno 2015, le risorse umanitarie saranno esaurite.Migranti via mare sulle isole grecheSempre più sono anche i migranti che decidono di provare la traversata in direzione Grecia. Il numero di persone arrivate nel paese negli ultimi mesi è già sei volte maggiore di quello dello scorso anno. Poco prima di partire ho visto un reportage del programma televisivo Nieuwsuur sui migranti via mare arrivati sull’isola greca di Lesbos. Tra loro tante donne e bambini. Secondo il giornalista non ci sono fondi sufficienti per gestire adeguatamente il flusso di migranti. Non è stata organizzata alcuna accoglienza e le scorte alimentari sono insufficienti. Una turista intervistata dice che la situazione l’ha colpita molto e scoppia in lacrime quando vede le barche dei migranti che arrivano al mattino. Mi chiedo quale sarà la mia, di reazione, quando in settimana vedrò arrivare i migranti nel porto di Catania. Nell’ultimo week end in Italia sono arrivate già più di 5.000 persone.

  

volontari distribuiscono aiuti
Foto Comitato Provinciale CRI di Cagliari – Sbarco del 30 maggio 2015 a Cagliari

Più conflitti su vasta scala che maiSi tratta del mio primo viaggio umanitario in Europa, il nostro continente. Non pensavo vi fosse un nesso diretto con i miei viaggi nelle zone di conflitto in Siria e Sudan meridionale. E invece c’è. In questo momento storico sono più che mai i conflitti su vasta scala in corso. La conseguenza è l’enorme numero di migranti alla ricerca di un luogo sicuro dove poter ricominciare una vita. Nel proprio paese è impossibile rimanere, semplicemente perché è troppo pericoloso. Spesso neanche nei paesi vicini possono sopravvivere, perché non c’è lavoro e gli aiuti sono insufficienti. Non stupisce, in fondo, se si pensa che il numero di profughi siriani oggi in Libano è pari a un quarto della popolazione libanese. Unica opzione per molti migranti è continuare a fuggire, nella speranza di trovare un luogo sicuro dove poter costruire un futuro. Ciò che segue è spesso un’odissea di mesi ricca di pericoli, sfruttamento ed altre privazioni. In Libano e Giordania ho visto dove vivono i profughi. In campi costituiti da tende, a volte presso famiglie che li ospitano. Ma spesso in condizioni pessime, per cui devono persino dormire a turno perché i posti non sono abbastanza. Nel peggiore dei casi in strada. I migranti via mare che incontrerò in Italia hanno vissuto tutto ciò e sono sopravvissuti.Più aiuti attraverso la Croce RossaSono in Sicilia per raccogliere i racconti dei migranti via mare e far capire perché l’aiuto della Croce Rossa è di importanza cruciale. Mi chiedo in cosa mi imbatterò nei prossimi giorni. Cosa ne è di questi migranti una volta in Europa. Come vengono accolti, se ci sono aiuti sufficienti, ma, soprattutto, prospettive future. Lo scoprirò questa settimana in una visita al più grande centro in Italia, Mineo, dove al momento sono alloggiati circa 4.000 migranti. La Croce Rossa rafforzerà gli aiuti per i migranti via mare tanto in Grecia quanto in Italia. La Croce Rossa olandese ha già messo a disposizione € 20.000 delle proprie riserve. Ma serve molto di più per evitare che gli aiuti si esauriscano a breve. Spero caldamente di poter convincere i Paesi Bassi a contribuire agli aiuti”.

          

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