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Progetto chiuso

BRAT – Balkan Route: Accoglienza in Transito

Balkan Route Hospitality in Transit

Il progetto BRAT si è svolto nell’arco di tre anni nei Cantoni di Una-Sana, Sarajevo e Tuzla, le aree della Bosnia ed Erzegovina maggiormente interessate dai flussi migratori lungo la Rotta Balcanica. L’iniziativa, promossa da IPSIA come ente capofila in partenariato con Caritas Italiana e Croce Rossa Italiana, ha visto la collaborazione dei partner locali EMMAUS, Caritas BiH e la Società della Croce Rossa di BiH. L’intervento è stato realizzato con il finanziamento e il supporto dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

L’azione ha risposto alle criticità strutturali emerse a partire dal 2018, caratterizzate da una gestione istituzionale fragile e da una capacità ricettiva inadeguata nei Centri di Transito ufficiali, dove le condizioni logistiche risultavano al di sotto degli standard internazionali. L’intervento ha affrontato sia l’emergenza umanitaria dei migranti privi di sistemazione costretti in insediamenti informali, sia la carenza di servizi di assistenza sanitaria e psicologica, potenziando  contemporaneamente le competenze degli operatori locali e contrastando l’atteggiamento di chiusura delle comunità residenti.

Obiettivi dell'Intervento

L’obiettivo generale del progetto è stato quello di favorire una gestione del fenomeno migratorio in Bosnia ed Erzegovina più sicura, sostenibile, responsabile e conforme agli standard internazionali.Gli obiettivi specifici e le azioni realizzate hanno garantito:

  • Rafforzamento della governance e delle competenze locali: Realizzazione di corsi di formazione avanzata per gli operatori sul campo, azioni di advocacy ed esperienze di scambio di buone pratiche con le autorità territoriali.
  • Miglioramento delle condizioni di accoglienza e protezione: Potenziamento dei servizi psicosociali all’interno di 4 Centri di Transito e creazione di strutture alternative territoriali, tra cui 3 Case Rifugio (Safe Houses) per soggetti vulnerabili e minori non accompagnati e 3 Centri Diurni aperti anche alla popolazione locale.
  • Assistenza sanitaria e di prima necessità: Erogazione di servizi di primo soccorso, assistenza medica di base e distribuzione di beni essenziali (cibo e kit igienici) sia all’interno che all’esterno dei campi, unitamente a campagne di prevenzione sanitaria comunitaria.
  • Coesione sociale e sensibilizzazione: Promozione di eventi di incontro tra comunità locali e persone migranti, campagne pubbliche di sensibilizzazione e interventi a supporto dei servizi territoriali (mensa sociale, servizi per l’infanzia).

Impatto e Risultati Raggiunti

L’intervento ha generato un impatto strutturato a livello politico, operativo e culturale, raggiungendo i seguenti risultati concreti:

  • 9.693 persone migranti hanno usufruito di un livello avanzato di assistenza, accoglienza e servizi di protezione dedicati.
  • 32.680 individui hanno registrato un diretto miglioramento delle proprie condizioni di salute fisica e di benessere psicologico.
  • 504.630 cittadini della popolazione locale sono stati raggiunti da iniziative di sensibilizzazione, campagne informative ed eventi di integrazione comunitaria.
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