Dalla preparazione nelle emergenze al ricordo dei colleghi Volontari scomparsi in Bosnia fino al contrasto alle nuove povertà, con un forte appello al rispetto del Diritto Internazionale Umanitario. Intervistato a RaiNews 24, il Presidente nazionale della CRI, Rosario Valastro, ha analizzato lo scenario attuale, nazionale e internazionale, riaffermando i principi alla base dell’azione della Croce Rossa.
Al centro dell’intervista rilasciata nella trasmissione Mattina 24 di Rai News 24, il Presidente Nazionale CRI, Rosario Valastro, ha fatto un forte richiamo alla necessità che sia rispettato il Diritto Internazionale Umanitario. L‘analisi dello scenario internazionale, con oltre 130 guerre nel mondo, ha dato a Valastro l’occasione per sottolineare che a preoccupare non è soltanto l’alto numero dei conflitti, ma le modalità con cui si combattono: sempre più irrispettose delle Convenzioni di Ginevra e delle norme fondamentali del DIU. “Quando comincia la guerra non finisce l’umanità e non è vero che in guerra tutto è concesso”, ha affermato il Presidente, aggiungendo che “Attaccare la popolazione civile, gli ospedali, le scuole o peggio gli operatori sanitari e umanitari è una modalità disumana di gestire un conflitto che rischia di generare un pericoloso effetto domino e un’assuefazione inaccettabile alla violenza”.
“Questo sta creando più morti, più sofferenze, più feriti in una maniera assolutamente senza precedenti”, ha continuato Valastro. “L’altro giorno è stata attaccata una scuola dove venivano distribuiti aiuti. Mi viene da pensare che sono state violate almeno tre norme del diritto internazionale umanitario” ha commentato in riferimento al recente bombardamento, in Ucraina, di una scuola utilizzata per distribuire aiuti umanitari e accogliere civili.
“La comunità internazionale e gli stati su questo non dovrebbero avere mezze misure. La violenza contro gli operatori sanitari, la distruzione di ospedali, di luoghi di cultura o di monumenti è vietata dalle convenzioni. Questo, oltre a creare distruzione e sofferenza crea anche un senso di assuefazione. Un senso di normalizzazione per cui è lecito farlo anche non in guerra, anche nel nostro Paese. Ogni giorno mi trovo a telefonare a qualche sede di Croce Rossa sul territorio nazionale perché qualche operatore è stato malmenato in ambulanza, oppure nel pronto soccorso c’è stata una qualche violenza. Ecco, questa è qualcosa di inaccettabile che deve essere fermato prima possibile”.
Un richiamo deciso alle responsabilità della comunità internazionale nel far rispettare le norme del DIU che il Presidente ha sottolineato anche per quanto riguarda la situazione in Medio Oriente, riportando i dati drammatici che vengono da Gaza: dal 7 ottobre 2023 la Mezzaluna Rossa Palestinese ha perso 58 operatori, mentre continuano a non arrivare aiuti sanitari e beni di prima necessità per decine di migliaia di sfollati, a Gaza e in Cisgiordania. “Noi cerchiamo di fare il possibile anche aiutando la nostra consorella, la Mezzaluna Rossa palestinese. In questi mesi abbiamo aiutato decine di migliaia di persone, anche con il supporto psicosociale. Abbiamo portato materiale sanitario, circa 10.000 kit, abbiamo cercato di aiutare quattro ospedali, decine di ambulanze della consorella. È una goccia in un oceano, ma tentiamo di agire nei limiti di quella che è la situazione”.
Nella lunga intervista, c’è stato anche spazio per la conferma dell’operatività e della prontezza della Croce Rossa Italiana in caso di emergenza nazionali: “Siamo sempre pronti, in quanto parte del Sistema Nazionale di Protezione Civile, ad agire con mezzi di soccorso, con l’eventuale necessità di insediare dei campi o delle strutture di sostegno e anche col supporto psicologico”.
Alla domanda sul tragico incidente dell’elicottero precipitato nei giorni scorsi in Bosnia, in cui hanno perso la vita due colleghi, esempio dell’impegno umanitario e sanitario della CRI, il Presidente Valastro ha risposto con un ricordo commosso, raccontando chi erano e con quanta dedizione operassero il Capitano Franco Adriano Zecchillo e la Sergente Maggiore Laura Procacci, “una grande esperienza da un lato e una grande passione giovanile dall’altro”. Un pensiero è andato anche al Tenente Colonnello Flavio Favari, medico sopravvissuto all’incidente e attualmente in cura presso l’ospedale di Verona.
E poi, lo sguardo a quello che quotidianamente la Croce Rossa Italiana fa nei nostri territori, con l’impegno dei Comitati CRI in oltre 1.400 Comuni italiani attraverso il supporto alle nuove vecchie e nuove vulnerabilità: gli sportelli sociali, le “Officine della Salute”, gli “Itinerari” della prevenzione sanitaria. “La povertà infatti – ha sottolineato Valastro – non è solo rinunciare a una parte del proprio cibo. La povertà significa rinunciare al riscaldamento a casa, significa rinunciare a fare studiare i figli, significa rinunciare alle cure. E quello che cerchiamo di fare sul territorio è proprio supportare le famiglie”.
In chiusura, il Presidente della CRI ha ricordato l’impegno dell’Associazione nella formazione delle nuove generazioni. “Lo scorso anno abbiamo coinvolto 264 scuole e 11.000 studenti nelle Olimpiadi di Primo Soccorso. Quest’anno i numeri in sono raddoppiati. Mi piace ricordarlo perché proprio oggi, a Roma, si aprono gli Stati Generali della Gioventù della Croce Rossa. Ai nostri giovani Volontari va il mio più grande in bocca al lupo nel continuare ad agire sempre con quella speranza che chi crede nell’umanità porta avanti da più di 160 anni”.
