CRI impegnata nel coordinamento del Gruppo di Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa a supporto del nuovo trattato
Manca poco all’appuntamento di gennaio 2027 che vedrà l’apertura conferenza diplomatica sul Trattato sulla protezione delle persone in caso di catastrofi, che si terrà a Bangkok presso la sede regionale delle Nazioni Unite.
L’incontro rappresenterà il momento conclusivo di un percorso avviato nel 2016, e che ha visto il momento di svolta nel 2024, quando l’Assemblea Generale ONUa deciso all’unanimità di elaborare e adottare uno strumento giuridicamente vincolante sulla “protezione delle persone in caso di catastrofi” (Protection of Persons in the Event of Disasters – PPED), basato sul Progetto di articoli adottato dalla Commissione di diritto internazionale.
Molti sono i temi di rilevanza globale e di diretto interesse per il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Al centro dei negoziati ci saranno, infatti, la tutela dei diritti fondamentali e della dignità umana in caso di grandi calamità, il riconoscimento di un obbligo di cooperazione internazionale – comprendente anche i membri del nostro Movimento, le facilitazioni utili a consentire un’assistenza umanitaria internazionale rapida, efficace e basata sui Principi fondamentali di umanità, neutralità e imparzialità, nonché un vincolo per gli Stati ad attivarsi in un’ottica di riduzione del rischio.
A due mesi dalla discussione del documento finale, con la campagna Earths Missing Treaty, la Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC) punta lanciare un monito globale, rafforzando il proprio appello alle autorità internazionali in vista della conferenza nel quale si discuterà il contenuto del trattato.
La campagna sottolinea – infatti – un concetto tanto semplice quanto difficile da accettare: gli astronauti sono tutelati da un trattato internazionale che stabilisce l’obbligo globale di soccorrerli e assisterli in caso di necessità. Le persone colpite da disastri sulla Terra ancora no.
Oggi più che mai, con l’aumento dei disastri – sempre più frequenti e violenti a causa della crisi climatica – occorre essere in grado di garantire l’attivazione di meccanismi di risposta internazionale e, ove necessario, assistere chi ha perso tutto a causa di tali eventi. Solo nel 2025, 358 catastrofi legate a rischi fenomeni naturali hanno colpito oltre 110,2 milioni di persone in tutto il mondo, causando perdite economiche stimate in 169,7 miliardi di dollari. L’obiettivo comune deve essere proteggere le a nostra generazioni attuali e garantire maggiore sicurezza per quelle future. Se siamo in grado di stabilire delle regole comuni per il salvataggio di chi torna dallo spazio, possiamo – e dobbiamo – farlo anche per tutelare le persone sulla Terra.
Un impegno che riguarda anche la Croce Rossa Italiana, in prima linea da sempre nella definizione delle priorità e delle responsabilità stabilite dal diritto internazionale e che, nel corso dell’ultimo anno, ha istituito e coordinato un Gruppo informale di Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa a supporto del nuovo trattato, oltre 40 da ogni regione del mondo. Il lavoro tecnico e di diplomazia umanitaria svolto all’interno del Gruppo ha consentito la condivisione delle strategie di advocacy in coordinamento con l’IFRC, utili a garantire che il nuovo trattato internazionale sulla protezione delle persone in caso di disastro abbia un impatto concreto sulle comunità più esposte, sia in linea con le priorità umanitarie del nostro Movimento, riconoscendone il ruolo decisivo nel settore della gestione dei disastri.
