Valastro: "Siamo quelli che garantiscono l'ultimo miglio e che vedono davvero i bisogni delle persone"
In oltre 500 sono arrivati a Roma da tutta Italia in rappresentanza dei Comitati territoriali della CRI per riunirsi e condividere le due giornate di lavori, il 25 e 25 ottobre, dell’ultima l’Assemblea nazionale ordinaria della Croce Rossa Italiana prima del rinnovo delle cariche statutarie, che avverrà nel 2027.
Prima dell’apertura dei lavori, che si sono svolti nella sede del Comitato nazionale della CRI, in via Ramazzini, è stato trasmesso il videomessaggio di saluto del Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che ha ringraziato l’Associazione ricordando che “I valori della CRI sono tanti. Principi determinati da una grande capacità, da corsi di formazione, da persone preparate ed esperte che ogni giorno non affrontano solo sfide ma si confrontano e lavorano in squadra per dare maggiori tutele, maggior sicurezza e per accompagnare le persone a superare le difficoltà quotidiane”. Il presidente del Municipio XII di Roma, Elio Tomassetti, presente all’Assemblea, ha portato il saluto di Roma Capitale, sottolineando come il Municipio benefici “dell’avere la sede nazionale della CRI in questo pezzo di città. Una presenza importante e la garanzia, per chi amministra, che sul territorio c’è un supporto solido”.
L’Assemblea si è aperta con un forte richiamo al principio di Umanità, che rimane il faro delle azioni della Croce Rossa Italiana e di tutto il Movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Lo ha sottolineato, nella sua relazione, il Presidente nazionale, Rosario Valastro, che è partito da un focus sulla “crisi esistenziale delle organizzazioni umanitarie” che oggi operano in un quadro internazionale in cui problemi nuovi si uniscono a sfide non risolte. “Conflitti e crisi – ha sottolineato – alimentano fenomeni di vulnerabilità, spostamenti forzati delle popolazioni, con evidenti effetti sulla salute pubblica e sulla sicurezza alimentare. E sembra che riducano il Diritto Internazionale Umanitario a un orpello”.
“Noi siamo qui per ribadire che il diritto e le politiche umanitarie vanno sempre rispettati in quanto rappresentano lo strumento per tutelare la dignità umana, e si fondano su principi conquistati con fatica e che trascendono confini, politica e opportunismi contingenti. Oggi, da qui, – ha continuato il Presidente nazionale – la Croce Rossa Italiana, tramite il suo più alto organo, unisce nuovamente la sua voce a quella di tutto il Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, che richiama l’imperativo di porre la salvaguardia della vita umana, la tutela della salute pubblica e la resilienza delle comunità al centro delle decisioni politiche e delle architetture di sviluppo sostenibile”.











Dal locale al globale, Rosario Valastro ha delineato una Croce Rossa Italiana sempre più capillare sul territorio nazionale, con 1.407 tra Comitati e Sedi territoriali percepiti come un’unica Associazione. “Una rete dal potenziale immensa, radicata nei territori e formata da donne e uomini che sanno come e dove agire. 153mila Volontari e 10mila persone in attesa di diventarlo”. Un dato in controtendenza rispetto al trend nazionale che vede in calo l’impegno nel volontariato.
“Noi dobbiamo raccontare il quotidiano, con le piccole o grandi cose che facciamo. Raccontando cosa vediamo di notte per strada, come le persone che avevano sbagliato ed erano cadute oggi sono le prime ad aiutare. Raccontando come abbiamo visto le persone migranti, e cosa abbiamo ascoltato sui loro viaggi e la violazione dei loro diritti”, ha continuato.
Il Presidente CRI ha quindi tratteggiato la presenza quotidiana dell’Associazione al fianco delle vulnerabilità, quelle di sempre e quelle emergenti, per intercettare le nuove povertà e le solitudini involontarie sempre più diffuse, come quelle delle persone anziane e con fragilità e dei loro caregiver. Una Croce Rossa Italiana riconosciuta come interlocutrice e partner autorevole, che ha portato la voce e del volontariato in Parlamento e nelle istituzioni, con audizioni e la firma di accordi e protocolli. E poi la proiezione internazionale, con i numerosi progetti di cooperazione e il supporto alle popolazioni colpite da conflitti e disastri, in Medio Oriente – con numerosi progetti a Gaza, in Ucraina e, da ultimo, nel Venezuela colpito dal drammatico sisma di fine giugno.
“La fiducia è stata un punto chiave di questo mandato, sin dall’inizio” ha sottolineato Rosario Valastro nel bilancio dei quasi quattro anni di presidenza. Una fiducia che emerge anche dalla crescita del numero dei donatori privati che riconoscono nella CRI un’associazione affidabile e realmente vicina ai bisogni delle persone.
“Noi possiamo e dobbiamo fare molto, perché siamo quelli che garantiscono l’ultimo miglio, che vivono e operano nelle comunità e ne conoscono i bisogni e le vulnerabilità: non le ascoltano, non le immaginano, non le leggono. Le vedono, le vivono e si danno da fare”, ha concluso il Presidente CRI.











