CRISI MAGHREB – Libia: Croce Rossa, urgente applicare il diritto dei conflitti

“Negli ultimi giorni, i medici locali hanno assistito ad un forte incremento di vittime che arrivano negli ospedali di Ajdabiya e Misurata”, ha detto oggi il presidente del CICR, Jakob Kellenberger. “Misurata è stata teatro di pesanti scontri e raid aerei negli ultimi giorni. Siamo stati informati da fonti attendibili che 40 pazienti sono stati curati per le ferite, alcune molto gravi, in una struttura medica in città e che 22 corpi sono stati portati lì”. “Nel frattempo il nostro team chirurgico in Ajdabiya, nell’est del Paese, ha aiutato ad operare alcuni dei 55 feriti trasportati nell’ospedale della città solo in questa settimana. Questo è solo uno dei segni che il conflitto si sta intensificando. La nostra preoccupazione è che i civili stiano accusando il colpo della violenza. Crediamo che molte persone ad ovest della Libia siano state colpite in maniera ancora più grave dai combattimenti rispetto a coloro che sono ad est”. “Tutte le parti in conflitto devono distinguere sempre tra civili e combattenti”, ha detto il presidente del CICR. “Solo gli obiettivi militari possono essere attaccati. E’ urgente che questo obbligo sia rispettato in un contesto dove la maggior parte delle ostilità sembra concentrarsi in zone densamente popolate, dove i civili sono particolarmente a rischio. Sono vietati attacchi indiscriminati. I feriti e i malati di tutte le parti devono essere curati e le strutture mediche, le ambulanze e il personale sanitario devono essere rispettati e tutelati”.Kellenberger ha detto che il CICR sta lavorando per avere accesso a tutte le persone detenute dalle autorità libiche e dall’opposizione armata per questioni relative agli scontri. “Tutti i detenuti devono essere sempre trattati con umanità e detenuti in condizioni decenti”, ha dichiarato. Il Presidente del CICR ha espresso disappunto per il fatto che l’organizzazione ancora non ha accesso anche a quelle zone in cui gli scontri sono stati più violenti. “E’ inaccettabile che, 24 giorni dopo l’inizio degli scontri, la maggior parte del Paese resti ancora tagliata fuori dagli aiuti umanitari”, ha detto. “La nostra sfida più grande è ora quella di raggiungere le zone maggiormente colpite dai combattimenti, per aiutare a curare i feriti di guerra e a seguire le ricerche delle persone scomparse, così come abbiamo fatto nella parte orientale del Paese da quando siamo arrivati il 27 febbraio”. Il presidente del CICR ha sottolineato l’importanza della cooperazione con lo staff e i volontari della Mezzaluna Rossa libica nel rispondere alla crisi.

  

  

          

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