Comitato Internazionale della Croce Rossa, budget 2013: garantire la risposta giusta al momento giusto

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Ginevra – Milioni di persone in tutto il mondo soffrono gli effetti di conflitti armati sempre più complessi e di altre situazioni di violenza, con poche prospettive di un significativo miglioramento nelle loro vite quotidiane. Per contrastare questa situazione, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) sta chiedendo 1,17 miliardi di franchi svizzeri (0,97 miliardi di euro, pari a 1.210 milioni di dollari) per coprire le proprie attività umanitarie nel 2013. Il bilancio del CICR per il prossimo anno comprende le cifre iniziali di 988,7 milioni di franchi svizzeri per le operazioni sul campo e di 186,8 milioni di franchi per il sostegno fornito dalla sede centrale dell’organizzazione a Ginevra.”Questo bilancio ci consentirà di mantenere una vasta gamma di attività in risposta ad una vasta gamma di esigenze, tenendo in considerazione la difficile condizione di sicurezza”, ha detto il Presidente del CICR Peter Maurer, parlando in una conferenza stampa a Ginevra, in occasione del lancio di appelli di emergenza dell’organizzazione. “Nel 2013, il CICR si occuperà di una serie di situazioni molto diverse e con una grande varietà di conseguenze per uomini, donne e bambini che sono feriti, malati, sfollati, detenuti o separati dalle loro famiglie”, ha detto Maurer. “Il mix di conflitti acuti e prolungati condurrà ad un aumento complessivo della portata delle attività umanitarie da svolgere, sia per alleviare bisogni immediati sia per sostenere a lungo termine la resilienza delle persone”. “Il numero di civili coinvolti nel crescente conflitto in Siria rappresenta una grande preoccupazione, così come la ripresa dei combattimenti e di numerosi abusi nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo”, ha spiegato il presidente del CICR. “La popolazione del nord del Mali sta diventando sempre più vulnerabile a causa della scarsità di cibo e dell’interruzione di servizi essenziali per effetto del conflitto armato. Le prospettive sono sconfortanti per la popolazione dell’Afghanistan, che ha affrontato pericoli e abusi negli ultimi tre decenni. Il conflitto in Sudan e Sud Sudan, che ha costretto migliaia di persone a fuggire dalle loro case, non mostra segni di cedimento. Forme di violenza diverse più che  conflitti armati, come la violenza tra comunità in alcune parti dell’Asia e scontri tribali in diverse nazioni africane, sembrano essere causa di ulteriori ed enormi sofferenze. Inoltre, la crisi economica potrebbe portare una maggiore instabilità in alcuni paesi”.”Mentre la Siria, la Repubblica Democratica del Congo e il Mali possono finire in prima pagina, noi siamo al lavoro anche dove la sofferenza non fa relativamente notizia, come nelle Filippine, in Madagascar o nella Repubblica Centrafricana”, ha detto Maurer.Violenza, abusi e interruzione dei servizi sanitari, di acqua e corrente elettrica hanno un impatto drammatico sui civili. “Alcune delle situazioni più urgenti che il nostro staff ha in corso sono quelle in cui vengono negati i servizi di base a intere comunità, perché il conflitto sta limitando la loro libertà di movimento, o quelle in cui gli attacchi contro ambulanze, il personale medico, soccorritori e ospedali rendono difficile o impossibile prestare un soccorso di emergenza rapido e vitale”.Nel 2013 le maggiori operazioni del CICR in termini di spesa saranno in Afghanistan, Iraq, Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan, Siria, Israele e territori occupati, Sudan, Mali/Niger e Yemen. L’Africa rappresenterà ancora una volta oltre il 40 per cento degli impegni operativi del CICR in tutto il mondo.”Il nostro budget rispecchia pienamente il nostro obiettivo di agire rispondendo ai bisogni nella maniera più adatta e significativa. La nostra intenzione è quella di tenere sempre conto delle circostanze in cui si trovano le persone, i rischi e pericoli ai quali sono esposti, il loro sesso e la loro età. Prendiamo anche in considerazione il livello di accesso a disposizione del CICR, il grado in cui è accettata la nostra organizzazione e il tipo di rischi per sicurezza con cui ci si confronta”, ha detto Maurer. “Per il CICR, il 2012 è stato uno degli anni più difficili di sempre in termini di sicurezza. Nel 2013, il giusto equilibrio tra i rischi assunti e la portata della risposta umanitaria resterà un compito non facile. Per avere successo in questo impegno, il CICR dovrà fare tutto il possibile per garantire che sia accettato come neutrale, indipendente e imparziale”.Per svolgere le sue attività, il CICR conta su 12.000 persone in campo che lavorano in stretta collaborazione con le Società Nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, ma anche, sempre più, in collaborazione con altre organizzazioni internazionali o locali. In Nepal, per esempio, dove il CICR sostiene le famiglie delle persone scomparse – molte delle quali sono governate da donne – si sta lavorando in stretta collaborazione con le organizzazioni locali che forniscono sostegno economico, assistenza legale, riabilitazione medica e il sostegno della comunità.”Ora più che mai, siamo pienamente impegnati a fare tutto il possibile per aiutare le persone che hanno bisogno, ovunque si trovino”, ha detto il presidente Maurer. “Ma è importante ricordare che la vita di innumerevoli persone che hanno bisogno di protezione e assistenza, in definitiva, dipende dal continuo sostegno dei nostri donatori”.

  

  

      

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