IFRC

Il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, è impegnato sin dai primi istanti per garantire supporto alla popolazione

Cosa sta accadendo

La grave escalation militare iniziata lo scorso 28 febbraio in Medio Oriente sta duramente colpendo le comunità del Paesi coinvolti, ma l’impatto della crisi si fa sentire in tutta la regione, con implicazioni a livello globale.

Gli attacchi di Israele e Stati Uniti d’America contro installazioni militari e governative in tutto l’Iran hanno visto la risposta di Teheran, con il lancio di missili contro basi israeliane e obiettivi statunitensi nei paesi del Golfo confinanti.

In Iran la situazione umanitaria sta diventando sempre più instabile, mentre in Libano si è aggravata con l’intensificarsi delle ostilità: nuovi sfollamenti stanno causando una grande pressione sui servizi pubblici e sui centri di accoglienza.

Le popolazioni direttamente colpite stanno pagando un prezzo molto alto, con morti e feriti, danni alle abitazioni, alle scuole, agli ospedali e ad altre infrastrutture civili essenziali.

Dall’inizio della crisi, un membro del personale della Società della Mezzaluna Rossa Iraniana è stato ucciso e 10 soccorritori sono rimasti feriti mentre conducevano operazioni di soccorso e assistenza. In Libano, quattro paramedici della Croce Rossa Libanese coinvolti in due missioni di soccorso hanno riportato ferite e uno di loro è purtroppo morto successivamente.

La sicurezza e la protezione degli operatori umanitari devono essere una priorità assoluta per garantire che possano svolgere la loro missione. Il rispetto dell’emblema della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e del diritto internazionale umanitario rimane una condizione essenziale affinché operatori e volontari possano continuare a raggiungere chi ha urgente bisogno di aiuto.

“Siamo molto preoccupati. L’escalation delle ostilità in Medio Oriente ha conseguenze molto gravi dal punto di vista umanitario su tutta la regione. A pagare il prezzo più caro di questa grave spirale di violenza è la popolazione. Non ci stancheremo mai di ripetere che i civili e i presidi sanitari non sono un bersaglio e che il Diritto Internazionale Umanitario deve essere rispettato, sempre. Che devono essere garantite la sicurezza e la protezione degli operatori umanitari, affinché possano svolgere la loro missione salvavita”.
Rosario Maria Gianluca Valastro
Presidente della Croce Rossa italiana

In Medio Oriente, la Croce Rossa Italiana mantiene da anni stretti rapporti di cooperazione con diverse Società Nazionali della regione – attraverso le proprie delegazioni – in particolare in Libano, Siria e nei Territori Palestinesi Occupati, sostenendo programmi umanitari e interventi di emergenza a favore delle comunità colpite dalle crisi.

Aggiornamenti da Beirut: la nostra delegata regionale per l’area Medioriente e Nord Africa, Alessia Borzacchiello.

Come puoi aiutare

Sul campo fin dai primi istanti

In Iran la situazione umanitaria sta diventando sempre più instabile. Le interruzioni delle comunicazioni limitano la possibilità di verificare l’entità degli sfollamenti. Le priorità riguardano l’assistenza sanitaria salvavita e la continuità delle cure per i pazienti cronici. È urgente il ripristino dei servizi di approvvigionamento idrico, servizi igienico-sanitari e igiene nelle aree che hanno subito gravi danni alle infrastrutture. La Società della Mezzaluna Rossa Iraniana (IRCS) ha dispiegato oltre 200 squadre operative impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso, nella risposta medica di emergenza e nell’assistenza umanitaria.

In Libano si registra un aggravamento della situazione di insicurezza a causa dell’inasprimento delle ostilità. Gli ordini di evacuazione dal sud del Paese e i continui attacchi stanno contribuendo a un rapido peggioramento della situazione umanitaria, con un crescente fabbisogno di alloggi di emergenza, servizi sanitari e aiuti umanitari. Secondo i dati ufficiali, sono ormai un milione le persone sfollate. La Croce Rossa Libanese continua a fornire servizi medici di emergenza compreso il soccorso e il trasporto in ambulanza dei feriti verso gli ospedali, servizi trasfusionali e unità mediche mobili per l’assistenza sanitaria di base e la distribuzione di aiuti nei centri di accoglienza.

In Israele, Magen David Adom ha innalzato il livello di allerta al massimo, mobilitando un totale di 39.000 persone tra operatori e Volontari e dispiegando oltre 2.000 ambulanze e veicoli di pronto intervento. Fornisce cure salvavita in diverse città colpite dagli attacchi missilistici e effettua trasferimenti di pazienti da strutture non protette a luoghi sicuri.

Nei Territori Palestinesi Occupati, la situazione continua a essere critica sia in Cisgiordania che a Gaza, ulteriormente aggravata dall’escalation regionale. La chiusura dei checkpoint, le interruzioni delle forniture energetiche e delle catene di approvvigionamento compromettono i mezzi di sussistenza e i servizi essenziali, mentre la carenza di carburante e di forniture mediche mette a rischio la capacità del sistema sanitario di erogare cure alla popolazione. La Mezzaluna Rossa Palestinese continua a mobilitare volontari e operatori per fornire supporto sanitario e psicosociale alle comunità colpite, sta rafforzando la propria preparazione verificando le scorte, aumentando l’impiego di ambulanze nelle aree ad alto rischio e difficili da raggiungere e coordinandosi quotidianamente con le proprie sedi locali.

La Siria sta continuando ad accogliere un numero crescente di persone in fuga dal Libano attraverso i valichi di frontiera, il che sta generando urgenti necessità umanitarie nei punti di accoglienza e lungo le rotte di transito.

In Iraq, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Turchia, Yemen, Egitto e Giordania, le rispettive Società Nazionali hanno attivato misure di preparazione alle crisi e sono pronte a intervenire con Volontari addestrati per il soccorso e le cure mediche, ambulanze preposizionate e hub logistici attivati per supportare i Paesi vicini ove necessario.

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