IFRC

Premio di Laurea
"Giuseppe Barile e Pietro Verri"

In linea con il proprio mandato istituzionale, la CRI promuove la diffusione del Diritto Internazionale Umanitario (DIU), anche attraverso iniziative di carattere scientifico e accademico. In tale contesto è stato istituito il Premio di laurea “Giuseppe Barile e Pietro Verri”, bandito con cadenza biennale. Il Premio rappresenta già da alcuni anni un’iniziativa di grande rilievo per l’Associazione e una preziosa occasione di rafforzamento dei legami con il mondo universitario e con le giovani generazioni.

I due premi di laurea, dell’ammontare di €1.250,00 ciascuno (da intendersi al lordo di eventuali oneri fiscali e previdenziali), vengono attribuiti a dissertazioni inerenti ai temi di diritto internazionale umanitario, dei diritti umani, dei rifugiati, e dei disastri, già presentate e discusse presso università italiane nel periodo indicato nel bando di ogni edizione e che abbiano riportato una votazione finale di almeno 100/110.

La Commissione di valutazione, composta da tre accademici specialisti della materia, è nominata con delibera del Consiglio Direttivo Nazionale della CRI tra i membri del Comitato Scientifico della CRI – Sezione DIU, su indicazione della Coordinatrice della Commissione Nazionale DIU della CRI e del Coordinatore del Comitato Scientifico della CRI – Sezione DIU.

I dettagli e le modalità di partecipazione sono indicati nel bando di ogni edizione.

Eventuali richieste di informazioni possono essere inviate al seguente indirizzo: premio.barileverri@cri.it

Personalità a cui è intestato il premio

Giuseppe Barile: Giuseppe Barile (1919–1989) fu un importante giurista italiano di diritto internazionale nel secondo dopoguerra. Formatosi presso la Sapienza Università di Roma sotto la guida di Tomaso Perassi, insegnò a lungo all’Università di Catania e concluse la carriera all’Università degli Studi di Milano. Nei suoi studi analizzò il rapporto tra diritto internazionale e diritto interno e fu tra i primi a valorizzare il ruolo dei diritti umani nell’ordinamento internazionale. Tra le sue opere principali vi sono le “Lezioni di diritto internazionale”.

Pietro Verri: Il Generale Pietro Verri (1908 – 1988) è stato una figura di spicco dell’Arma dei Carabinieri, distinguendosi come pioniere nella diffusione del Diritto Internazionale Umanitario (DIU) in Italia e ricoprendo la carica di Vice Comandante Generale. Autore del fondamentale “Dizionario di diritto internazionale dei conflitti armati“, ha contribuito significativamente allo sviluppo della dottrina giuridica militare e alla collaborazione tra l’Italia e il Comitato Internazionale della Croce Rossa.

XVI EDIZIONE

La partecipazione è aperta a tutti gli studenti e le studentesse le cui tesi di laurea magistrale e/o specialistiche siano già state presentate e discusse presso università italiane nel periodo che va dal 1° agosto 2024 al 31 maggio 2026.

XV EDIZIONE

Vincitori:

  • Rita Freni, “La Convenzione sui diritti del fanciullo nei sistemi regionali di tutela dei diritti umani”, Università di Catania.
    Motivazione: La tesi si contraddistingue per un’analisi originale di un tema poco sviluppato in dottrina, tramite un’accurata ricostruzione dell’influsso della prassi della Convenzione sui diritti del fanciullo e del suo organismo di controllo nei sistemi regionali inerenti la tutela dei diritti umani.
  • Ricci Francesca, “Verso l’istituzione di un crimine internazionale di Ecocidio”, Università di Firenze.
    Motivazione: La tesi affronta, con padronanza argomentativa, un tema emergente nel dibattito inerente il diritto internazionale penale tramite una vasta analisi delle possibili soluzioni inerenti l’identificazione e repressione del crimine di ecocidio.

XV EDIZIONE

Vincitori:

  • Lorenzo Acconciamessa, “Il diritto di accesso alla giustizia come causa di esclusione dell’illecito internazionale: verso una consuetudine regionale europea”, Università Cattolica del Sacro Cuore.
    Motivazione: La tesi si contraddistingue per un’analisi accurata del complesso tema, condotta con sicura padronanza metodologica e puntuale esame delle fonti rilevanti.
  • Beatrice Parentella, “Culture and cultural defense in international criminal justice”, Università di Trento.
    Motivazione: La tesi affronta, con rigore scientifico e piena padronanza argomentativa e linguistica, un tema nuovo, anche per il tramite di interessanti ricostruzioni della rilevante prassi della Corte penale internazionale.
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