In occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione e della Giornata mondiale del pane, la Croce Rossa Italiana ha partecipato, venerdì 16 ottobre 2026, al convegno “Non si butta via niente: pane, eccedenze alimentari e nuove misure per la donazione”, nella Sala degli Atti Parlamentari del Senato della Repubblica. L’incontro, promosso con il supporto del Sen. Luca De Carlo, Presidente della Commissione Industria e Agricoltura del Senato, e aperto dal benvenuto di Antonella Rizzato, Amministratore Delegato di Grande Impero, ha riunito attorno a una tavola rotonda istituzioni, industria alimentare, grande distribuzione e Terzo settore, con l’intervento del Delegato Tecnico Nazionale Sociale e Inclusione sociale della CRI, Andrea Vulterini. Nel decimo anniversario della legge 19 agosto 2016, n. 166 (“legge Gadda”), che ha reso l’Italia un punto di riferimento europeo nel recupero delle eccedenze a fini di solidarietà sociale, l’evento ha permesso di fare il punto su quanto costruito in questo decennio e sulle misure per rendere la donazione più semplice, capillare ed efficace, a partire dalla logistica e dal sostegno a chi dona e a chi distribuisce.
Da sempre in prima linea contro la povertà alimentare, solo nel 2025 la CRI ha raggiunto oltre 145mila persone, distribuendo 1 milione e 130mila pacchi alimentari e quasi 600mila pasti, per circa 3mila tonnellate di cibo. Un impegno rafforzato dal contrasto allo spreco alimentare, con oltre 130 Comitati territoriali oggi attivi in tutta Italia nel recupero di prodotti in eccedenza o prossimi alla scadenza destinati alle persone in condizione di bisogno. “Questo non sarebbe stato possibile senza la legge Gadda: una rete di 152mila Volontarie e Volontari ha bisogno di norme rigorose e procedure chiare, e l’intervento del legislatore ha rappresentato un passaggio abilitante soprattutto a tutela dei beneficiari sotto il profilo igienico-sanitario, elemento centrale per la Croce Rossa Italiana”, ha evidenziato il DTN Andrea Vulterini, ricordando come la legge abbia promosso anche un cambiamento culturale verso la circolarità, incoraggiando imprese, Terzo settore e cittadini a vivere il recupero delle eccedenze come una pratica concreta di responsabilità sociale e ambientale.
La CRI ha trasformato questa opportunità in un impegno operativo nelle comunità, costruendo sinergie tra Comitati territoriali e donatori locali — spesso più esposti al rischio di spreco rispetto alla grande distribuzione — e redistribuendo gli alimenti tramite pacchi alimentari, Empori Solidali, mense solidali e servizi di Unità di Strada rivolti alle persone senza dimora. A tale attività strutturale si affiancano progetti nazionali come “Non buttiamola via” e “From Waste to Aid”, che hanno raggiunto direttamente 15mila persone vulnerabili, consentito di organizzare decine di eventi di sensibilizzazione nelle scuole e nelle piazze e rafforzato l’infrastruttura logistica di stoccaggio, trasporto e mantenimento della catena del freddo e del caldo. Centrale e identitaria resta inoltre la formazione dei Volontari, protagonista anche del recente campo nazionale di formazione a Tor Vergata con oltre 1.500 partecipanti da tutta Italia: grazie alla legge Gadda, la CRI ha infatti elaborato linee guida interne per garantire modalità corrette e sicure di gestione, conservazione e redistribuzione degli alimenti.
Pur tracciando un bilancio positivo di questi dieci anni grazie alla sinergia tra pubblico, privato e Terzo settore, per la CRI l’impegno non potrà dirsi concluso finché ci sarà una persona a soffrire di povertà alimentare e finché lo spreco non sarà ulteriormente ridotto. Per fare meglio e di più, l’Associazione lavora già su tre assi: la sensibilizzazione ed educazione di operatori, partner privati, cittadini e studenti; la formazione dei Volontari sulla corretta gestione degli alimenti, poiché chi soffre di povertà alimentare si trova paradossalmente a sprecare più cibo avendo accesso a prodotti di minore qualità; il rafforzamento della catena logistica per le oltre 1.000 sedi CRI sul territorio, affinché ciò che viene recuperato sia gestito responsabilmente senza diventare a sua volta spreco e possa portare aiuto ovunque e per chiunque.
