Ogni giorno, lungo le rotte migratorie, donne, uomini e minori sono esposti al rischio di tratta e sfruttamento.
Per questo l’Unione europea ha posto al centro della propria strategia non solo il contrasto ai trafficanti, ma soprattutto la capacità di riconoscere e proteggere tempestivamente le potenziali vittime.
Individuare le vittime il prima possibile, offrire un’assistenza che tenga conto dei traumi subiti e creare sistemi di segnalazione realmente efficaci sono passi indispensabili per garantire protezione e diritti.
Eppure, la realtà racconta una storia diversa. I più recenti rapporti della Commissione europea e dell’Agenzia dell’Unione europea per l’Asilo mostrano che identificare le persone più vulnerabili continua a essere una sfida, soprattutto nei principali punti di sbarco di Paesi come Italia, Spagna e Grecia. Proprio lì, dove migliaia di persone arrivano in cerca di sicurezza, il rischio che le vittime della tratta restino invisibili è ancora troppo alto.
In questo contesto, il progetto PIHMAC intende rafforzare le capacità dei diversi attori coinvolti nella prevenzione della tratta di esseri umani e creare un ambiente sicuro per le vittime di tratta nelle regioni ultraperiferiche e insulari di Italia, Spagna e Grecia. L’obiettivo principale del progetto è rafforzare le competenze nel riconoscere l’emersione precoce delle vulnerabilità, nonché organizzare eventi di coordinamento transnazionale sugli ultimi sviluppi in materia di tratta di esseri umani, a vari livelli di soggetti interessati, tra cui operatori di prima accoglienza, mediatori, pubbliche amministrazioni, giornalisti e operatori sanitari.
PIHMAC è un progetto finanziato dalla Commissione Europea attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI).
Coordinato dalla Croce Rossa Italiana, il progetto è realizzato insieme alla Croce Rossa Spagnola (CRE), INTERSOS Hellas, IROKO Onlus e Weavers of Hope (WoH)
Gli obiettivi
Migliorare la diffusione delle informazioni all’arrivo, attraverso la collaborazione con le parti interessate nei punti di sbarco
Rafforzare le competenze nel riconoscere l’emersione precoce delle vulnerabilità e attuare un’assistenza informata sui traumi
Migliorare il supporto alle vittime e alle potenziali vittime della tratta attraverso segnalazioni sicure e servizi medici da trasmettere, poi, agli enti specializzati
Rafforzare il coordinamento transnazionale nello scambio di buone pratiche e protocolli nei punti di sbarco
Formare chi è in prima linea
Uno dei pilastri del progetto è il rafforzamento delle competenze degli operatori che lavorano a stretto contatto con le persone migranti.
Nel marzo 2026 sono state realizzate cinque giornate formative con oltre 90 partecipanti, dedicate a mediatori culturali, operatori e Volontari della Croce Rossa Italiana con profilo sanitario.
Un impegno che continua
Contrastare la tratta di esseri umani significa costruire reti di collaborazione, investire nel rafforzamento delle competenze e sviluppare strumenti capaci di rilevare tempestivamente le situazioni di vulnerabilità da trasmettere, poi, agli enti specializzati.
Con PIHMAC, la Croce Rossa Italiana rinnova il proprio impegno nella tutela della dignità delle persone migranti, contribuendo a rafforzare un sistema di protezione sempre più efficace, coordinato e orientato ai diritti umani.
