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La Croce Rossa Italiana al fianco di MOICA (Donne Attive in Famiglia e Società) nel convegno nazionale che si è tenuto presso la Biblioteca della Camera dei Deputati per parlare di medicina genere-specifica, nell’approccio ai pazienti e alle pratiche cliniche a tutela di entrambi i sessi.

Molte malattie comuni a donne e uomini presentano spesso differente incidenza, sintomatologia e gravità. Donne e uomini possono inoltre avere risposte diverse alle terapie e manifestare reazioni avverse ai farmaci in modo differenziato. 

Con l’approvazione della Legge 3/2018, è stato garantito l’inserimento del concetto di “genere” in tutte le specialità mediche e nella sperimentazione clinica dei farmaci, ponendo finalmente attenzione alle differenze di sesso, definite dalle caratteristiche biologiche della persona, e alle differenze di genere, legate a fattori socioeconomici e culturali che influenzano la salute e la malattia.

Il convegno “Medicina di genere: a che punto siamo?”, organizzato da MOICA (Donne Attive in Famiglia e Società), si è tenuto lo scorso 20 marzo presso la Camera dei Deputati (Palazzo San Macuto). L’evento, patrocinato dalla Croce Rossa Italiana, ha ripercorso attraverso gli interventi di esperti, rappresentanti istituzionali e attori del mondo associativo e sociale, le evoluzioni e le azioni future di un’Italia che, tra le prime nazioni nell’UE, ha mostrato sensibilità al tema, promuovendo equità in salute e qualità dei servizi sanitari.

“Oggi molti progressi sono stati fatti, ma restano resistenze culturali e stereotipi. Serve un impegno collettivo e una forte volontà per il futuro di una sanità sempre più moderna, efficiente e a misura di individuo”, ha dichiarato il Ministro delle Riforme Istituzionali Elisabetta Casellati che, già nel 2005, da Sottosegretario alla Salute, avviò il primo tavolo tecnico di medicina di genere coinvolgendo ISS, AIFA, ASSR e la Società Italiana di Farmacologia.

“L’auspicio è che questo convegno aiuti a fare il punto su quanto è stato fatto e possa servire da ulteriore stimolo per la ricerca e l’attuazione di politiche paritarie in ambito sanitario”, ha sottolineato la Presidente nazionale Moica – Donne Attive in Famiglia e Società APS.

L’inclusione di una prospettiva di genere nella medicina e nella ricerca è un passo fondamentale per garantire equità e appropriatezza della cura, contribuendo a rafforzare la centralità della persona.

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