L’incontro, tenuto il 6 maggio, si inserisce nella settimana delle celebrazioni per i 160 anni del Comitato bolognese, nato presso l’Archiginnasio di Bologna il 6 maggio 1866 con il nome di Comitato di Soccorso pei militari malati e feriti in tempo di guerra, come evoluzione dell’Associazione Medica Bolognese costituita nel luglio del 1862.
Dalla battaglia di Solferino ai conflitti ibridi, dalla Pace di Vestfalia alle guerre combattute con i droni, la conferenza, ospitata nella sede CRI dello storico Palazzo Fava Marescotti, ha offerto l’occasione per approfondire il ruolo dell’Istituto Internazionale di Diritto Umanitario di Sanremo, realtà che dal 1970 promuove attività formative rivolte a ufficiali provenienti da numerosi Paesi sui temi legati ai conflitti armati e alle norme che li regolano.
Nel corso dell’intervento, il Generale Battisti ha ripercorso le origini storiche del Diritto Internazionale Umanitario, partendo dalla battaglia di Solferino e San Martino del 1859, cui assistette Henry Dunant. Il relatore ha poi illustrato i principali riferimenti del diritto consuetudinario, soffermandosi anche sugli emblemi oggi utilizzati dal Movimento.
Ampio spazio è stato dedicato all’evoluzione degli scenari operativi contemporanei. “Siamo arrivati alle guerre di sesta generazione”, ha spiegato Battisti, “in cui la tecnologia sostituisce il numero e la rapidità prevale sulla massa”. Cyberwarfare, guerra dell’informazione e misure sanzionatorie sono oggi elementi che incidono sempre di più sulle strategie internazionali. La distinzione tra pace e guerra appare sempre meno netta e anche strumenti non strettamente militari – propaganda, manipolazione mediatica e operazioni cibernetiche – assumono un ruolo centrale accanto all’impiego delle forze armate.
Le aree urbane, inoltre, sono diventate i principali teatri operativi: ai conflitti convenzionali si sono progressivamente affiancati attori sempre più difficili da inquadrare e forme di conflittualità continue, che hanno modificato gli schemi tradizionali della guerra classica e della deterrenza strategica.
Oggi – ha osservato il relatore – sono numerosi i conflitti presenti nel mondo e persino il contrasto ai narcotrafficanti può assumere caratteristiche riconducibili a un conflitto armato. In questo contesto, la popolazione civile finisce spesso coinvolta in modo diretto, talvolta anche attraverso pratiche come l’utilizzo di scudi umani o azioni suicide.
Il Generale ha quindi affrontato il tema delle nuove sfide emergenti e delle basi giuridiche che regolano l’uso legittimo della forza, evidenziando come il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario continui a rappresentare un riferimento fondamentale anche nei conflitti contemporanei, sempre più complessi e difficili da gestire.
Alla relazione è seguito un partecipato momento di confronto con il pubblico presente.
Questo scambio si è rivelato particolarmente significativo perché, per noi di Croce Rossa, la conoscenza del Diritto Internazionale Umanitario, della storia e dei diritti, insieme a un’informazione corretta e non condizionata da polarizzazioni, rappresentano strumenti importanti per promuovere convivenza civile, consapevolezza e percorsi di pace.
