Dal 2 al 6 marzo 2026, si è tenuta presso la sede ONU di Ginevra la sessione di lavoro del Gruppo di esperti governativi sulle armi autonome (Group of Governmental Experts related to emerging technologies in the area of lethal autonomous weapons systems – GGE LAWS), istituito nell’ambito della Convenzione sulle armi convenzionali, cui ha partecipato attivamente anche la CRI come parte della delegazione del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.
Da circa un decennio, le preoccupanti questioni sollevate dallo sviluppo e dall’impiego delle armi autonome in situazioni di conflitto armato sono dibattute da Stati e organizzazioni della società civile nei contesti internazionali dedicati, tra i quali proprio il GGE LAWS. Tali discussioni stanno ora entrando in una fase decisiva, poiché alla Conferenza di Riesame della Convenzione sulle armi convenzionali che si terrà a novembre 2026 gli Stati saranno chiamati a decidere se avviare o meno dei negoziati per l’adozione di un nuovo trattato internazionale che regoli l’utilizzo delle armi autonome.
Sebbene il Diritto Internazionale Umanitario (DIU) già regoli e limiti il loro utilizzo, infatti, le norme attualmente esistenti non forniscono tutte le risposte alle complesse questioni giuridiche ed etiche da esse sollevate.
La CRI, in linea con il Movimento Internazionale e la posizione indicata dall’ICRC, è impegnata in prima linea in tal senso, tramite un’intensa attività di diplomazia umanitaria con le controparti istituzionali (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Ministero della Difesa) nonché l’organizzazione e la partecipazione a eventi nazionali e internazionali di sensibilizzazione. È infatti necessario agire fin da ora, prima che sia troppo tardi, per preservare il controllo umano nelle decisioni di vita e di morte nei contesti di conflitto armato, così da garantire il rispetto del DIU e salvaguardare la nostra Umanità.
