Nella mattinata di mercoledì 21 maggio, 276 migranti sono sbarcati al porto di Ancona, salvati dalla nave Ocean Vikingdell’Ong SOS Méditerranée dopo una difficile traversata nel Mediterraneo. Tra loro, 93 minori, di cui 84 non accompagnati, provenienti da diversi Paesi tra cui Bangladesh, Egitto, Eritrea, Pakistan, Sudan, Somalia, Guinea Conakry, Etiopia e Marocco.
Ad attenderli, una macchina organizzativa ormai rodata, coordinata dalla Prefettura, con il coinvolgimento di numerosi attori istituzionali e del volontariato. Tra questi, la Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale Marche, presente al molo con un importante dispiegamento di forze.
Sono stati 55 i volontari CRI impegnati nell’operazione, tra cui 5 medici, 8 infermieri, 12 operatori sociali, 4 mediatori linguistici e 4 operatori RFL (Restore Family Links), incaricati di facilitare il ricongiungimento familiare dei migranti grazie alla rete internazionale della Croce Rossa. Presenti anche logisti, operatori dell’emergenza e soccorritori abilitati TSSA, ovvero esperti di soccorso in ambulanza. A supporto delle operazioni, sono stati impiegati diversi mezzi: un’ambulanza, un fuoristrada, un pulmino a nove posti e veicoli attrezzati per persone con disabilità.
Un contributo prezioso è arrivato anche dai Giovani CRI Marche, che hanno immediatamente attivato una ludoteca d’emergenza per offrire momenti di svago e serenità ai bambini, spesso traumatizzati dal lungo viaggio e dalla condizione di incertezza.
«Esserci sempre, accogliere con umanità e imparzialità sono parte fondante dei nostri valori di Croce Rossa – ha dichiarato Rosaria Del Balzo Ruiti, presidente della CRI Marche – Ogni nostro volontario oggi ha portato non solo competenza e professionalità, ma anche un sorriso a chi fugge dalla propria terra in cerca di pace e sicurezza. Continueremo a esserci, accogliendo sempre a braccia aperte chi cerca una speranza di vita migliore».
Ancora una volta, la Croce Rossa Italiana dimostra la propria capacità di rispondere alle emergenze con professionalità, organizzazione e, soprattutto, con profondo spirito umanitario.





