Anna oggi è viva grazie a voi!

“Buonasera, sono Simona la mamma di Anna, una bimba di 2 anni che oggi per colpa di un cracker a forma sferica ha rischiato di soffocare”. Così recita l’inizio di una mail giunta oggi in Comitato. “È successo improvvisamente, in mezzo alla strada: Anna stava mangiando una merenda che aveva mangiato tante volte, ma di cui non mi ero resa conto della pericolosità. Sono stati secondi, minuti eterni, gridavo aiuto ed ero nel panico.

Ma alla nascita della bambina ho partecipato al vostro corso di distruzione organizzato a Gallarate e, anche se con manovre non proprio perfette, Anna ha espulso un cracker intero”. In poche righe -riprendiamo fiato e tiriamo un sospiro di sollievo. Una situazione tra tante, che ogni giorno accadono nella routine della vita reale.

Le simulazioni presentate durante i molti corsi che come Croce Rossa proponiamo alla popolazione, dalla disostruzione pediatrica al sonno sicuro, dalle manovre salvavita alla rianimazione, purtroppo diventano momenti di panico concreto, quando meno ce lo aspettiamo.  “Non siamo mai pronti a questi incidenti, ma soprattutto con i bambini dobbiamo stare sempre attenti”, ribadisce Simona, che con un pizzico di autorimprovero dice: “La mia bimba aveva una settimana di vita quando ho deciso di seguire il corso di manovre salvavita pediatriche e mi rendo conto che col passare del tempo ci si dimentica con esattezza la procedura da seguire, nonostante abbia appeso sulla porta della cucina il poster con il promemoria illustrato”.
Diamo ragione alla giovane mamma. Non praticando quotidianamente tali manovre e indubbiamente in uno stato di agitazione, non è semplice eseguirle perfettamente, ma l’aver frequentato gli incontri di formazione aiuta anche e soprattutto a sapere cosa NON FARE!  “Le persone intorno a me dicevano di prendere la bambina per i piedi, di scuoterla ed io ero confusa, nessuno chiamava il 112, ma alla fine è andato tutto bene”.

Questo è quello da non fare, e Simona, anche se confusa ha reagito e ha tenuto il comportamento corretto.  A noi giunge un ultimo l’appello della mamma, che potremmo ampliare a chiunque, perché in una situazione come quella a cui stiamo dando voce, non ha trovato il sostegno di nessuno tra i presenti, nemmeno per una semplice chiamata al 112. “Vi prego, vi scongiuro continuate a diffondere le vostre conoscenze a più persone possibili, cercate di insegnare le manovre anche nei corsi pre-parto per aiutare genitori come me e anche persone comuni che possono soccorrere bimbi in situazioni di emergenza”. Come spesso ci troviamo a ribadire che l’intervento immediato in una situazione di emergenza è fondamentale, spesso non c’è tempo per aspettare i soccorsi. Simona si trovava a pochi metri dall’ospedale, ma sarebbero stati comunque troppi per portare lì la sua piccola.

Un nostro particolare GRAZIE a Simona perché testimonianze come questa confermano positivamente il nostro operato e ci danno l’energia per continuare nella nostra missione migliorandoci giorno dopo giorno.

 

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