Il feretro del Capitano Franco Adriano Zecchillo durante la cerimonia funebre a Milano, alla presenza di autorità militari.
Milano, 5 novembre 2026 – La cerimonia di ultimo saluto al Capitano Franco Adriano Zecchillo. Foto: Paolo Radaelli.

Milano, 5 novembre 2026 – Un silenzio carico di commozione, seguito da un lungo applauso, ha accompagnato l’ultimo saluto al Capitano Franco Adriano Zecchillo, appartenente al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, scomparso nel tragico incidente di un elicottero dell’Esercito Italiano durante una missione di pace in Bosnia-Erzegovina.

Dopo i Funerali di Stato celebrati a Roma, familiari, amici, colleghi, volontarie e volontari della Croce Rossa si sono riuniti a Milano per rendere omaggio a un uomo che, per oltre quarant’anni, ha dedicato tempo, competenze ed energie al servizio degli altri.

Alla cerimonia ha preso parte Maurizio Bonomi, Presidente del Comitato Regionale Lombardia della Croce Rossa Italiana, delegato dal Presidente Nazionale, Rosario Valastro, per esprimere alla famiglia la vicinanza e il cordoglio dell’intera Associazione.

«Ci sono momenti nei quali le parole sembrano inadeguate. Oggi è uno di questi», ha ricordato Bonomi durante il suo intervento, invitando i presenti a guardare oltre le circostanze della tragedia per ricordare soprattutto l’uomo, il professionista, il militare e la persona.

Una vita dedicata alla sanità, alla formazione e alla Croce Rossa

Franco Adriano Zecchillo aveva dedicato decenni alla professione sanitaria, lavorando come tecnico perfusionista presso la cardiochirurgia dell’Ospedale di Legnano e affiancando all’attività professionale l’insegnamento all’Università dell’Insubria.

Era inoltre Presidente della Commissione d’albo territoriale dei perfusionisti di Milano e Segretario nazionale della stessa, incarichi che testimoniavano il suo impegno nella formazione e nella rappresentanza della professione.

All’interno del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, prestava servizio nel ruolo di infermiere. La sua appartenenza all’Associazione, durata oltre quarant’anni, era caratterizzata da una costante disponibilità a mettere le proprie competenze al servizio della collettività, partecipando alle attività di formazione e assistenza.

Un particolare racconta la sua dedizione all’aggiornamento professionale: Franco si era iscritto ad alcuni corsi del Berghem Camp, il campo di formazione regionale organizzato a Dalmine negli ultimi giorni di ottobre. La chiamata alla missione in Bosnia-Erzegovina gli aveva però impedito di partecipare.

Il ricordo e le parole di cordoglio

A ricordarne il valore professionale e umano è stato anche il Tenente Colonnello Dario Funaro, Comandante del III Centro di Mobilitazione Lombardia del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, al quale Zecchillo apparteneva.

«Sono fermamente convinto che il Cap. Franco Adriano Zecchillo abbia consegnato a tutti noi un patrimonio umano e professionale di straordinaria importanza».

Con queste parole, Funaro ha voluto rendere omaggio alla memoria del Capitano, sottolineando come il suo esempio debba continuare a guidare quanti condividono gli stessi valori e lo stesso spirito di servizio.

Nel suo messaggio ha ricordato anche la capacità di Zecchillo di tradurre in gesti concreti i sette Principi Fondamentali della Croce Rossa, rappresentando con onore il Corpo Militare Volontario e contribuendo alla crescita dell’organizzazione.

Un significato ripreso anche dal Presidente Maurizio Bonomi, che ha evidenziato come l’appartenenza alla Croce Rossa non si esaurisca nell’assunzione di un ruolo, ma rappresenti una responsabilità morale che accompagna ogni scelta e ogni intervento.

«Indossare un’uniforme della Croce Rossa non significa soltanto assumere un ruolo o svolgere una funzione: significa portare con sé una responsabilità morale, quella di essere sempre dalla parte di chi soffre».

Il pensiero dell’Associazione è rivolto anche alla Sergente Laura Procacci, del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, e ai Sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, dell’Esercito Italiano, che hanno perso la vita nello stesso tragico incidente.

Nel ricordo di Franco Adriano Zecchillo e delle altre vittime rimane viva la testimonianza di un impegno fondato sulla professionalità, sulla solidarietà e sul servizio agli altri.

Un’eredità umana e professionale che la Croce Rossa Italiana continuerà a custodire e tramandare, nelle parole con cui Maurizio Bonomi ha concluso il proprio intervento:

«Noi continueremo a portare quella responsabilità. E continueremo a farlo anche nel tuo ricordo».

foto: Paolo Radaelli

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