Nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, il naufragio della Costa Concordia davanti all’Isola del Giglio costò la vita a 32 persone e segnò per sempre la memoria collettiva del nostro Paese.
La nave da crociera, durante una manovra ravvicinata alla costa, urtò lo scoglio delle Scole alle ore 21:45, riportando una grave falla nello scafo. L’impatto causò l’allagamento di diversi compartimenti e la perdita di stabilità della nave, che si inclinò e si adagiò su un fianco vicino alla riva. A bordo c’erano oltre 4.000 persone tra passeggeri ed equipaggio e le operazioni di evacuazione furono complesse e caotiche.
In quelle ore drammatiche, mentre il sistema nazionale di Protezione Civile attivava una delle più grandi operazioni di soccorso mai viste, i Volontari della Croce Rossa Toscana furono tra i primi ad arrivare.
Fu il vicino Comitato della Costa d’Argento a intervenire immediatamente: in tempi rapidissimi furono mobilitati circa 250 operatori e 50 mezzi, tra cui 30 ambulanze. Giorno e notte, donne e uomini della CRI lavorarono senza sosta per soccorrere, accogliere, accudire.
Furono allestiti centri di accoglienza a Porto Santo Stefano, Orbetello e Grosseto. I Volontari distribuirono vestiti, cibo, beni di prima necessità e offrirono supporto logistico a chi era sceso dalla nave senza nulla.
Accanto al soccorso sanitario, all’impegno degli OPSA e dei Soccorsi Speciali, ci fu un altro lavoro fondamentale, spesso silenzioso: il sostegno psicologico. Oltre 30 persone, tra sopravvissuti e familiari delle vittime, furono seguite dai Volontari formati nel supporto psicosociale, capaci di stare accanto al dolore con rispetto, ascolto e presenza.
Oggi ricordiamo le 32 vittime e il dolore di una tragedia che ha segnato tutti. Ma ricordiamo anche il valore di chi scelse di esserci: i Volontari della Croce Rossa Toscana, insieme a tutto il sistema di risposta all’emergenza, che in mezzo al caos seppe portare ordine, umanità, cura e speranza.
