Il Presidente Lorenzo Andreoni e Riccardo Romeo Jasinski alla presentazione a Palazzo Vecchio. Nel libro, le loro due interviste raccontano l’impegno della Croce Rossa e l’evoluzione del volontariato nelle emergenze.
Anche il Comitato Regionale della Toscana della Croce Rossa Italiana ha partecipato oggi, 2 novembre, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, alla presentazione del volume de La Nazione “Firenze 1966-2026 – I giorni del fango e la bellezza ferita”, dedicato al sessantesimo anniversario dell’alluvione.
A rappresentare il Comitato erano presenti il Presidente Lorenzo Andreoni e Riccardo Romeo Jasinski, responsabile dell’Ufficio Storico regionale, che hanno contribuito alla pubblicazione con due interviste dedicate alla memoria dell’emergenza e all’evoluzione dell’impegno della Croce Rossa al servizio delle comunità.
Il volume raccoglie testimonianze e immagini della tragedia del 1966 e della mobilitazione solidale che accompagnò la rinascita di Firenze. In questo racconto trova spazio anche l’esperienza della Croce Rossa, attraverso una riflessione che collega i soccorsi di allora alle competenze e all’organizzazione di oggi.
Nell’intervista, Lorenzo Andreoni ripercorre la presenza della Croce Rossa nelle grandi calamità, ricordando come l’alluvione di Firenze si inserisca in una storia di interventi al fianco delle popolazioni colpite, che prosegue ancora oggi. Un impegno che si rinnova grazie all’ingresso dei giovani e alla loro partecipazione alla vita associativa. All’entusiasmo e alla disponibilità ad aiutare si affianca la formazione, indispensabile per operare in sicurezza e rispondere in modo efficace ai bisogni delle persone.
L’esperienza del 1966 ha contribuito a far crescere la consapevolezza dell’importanza di una risposta organizzata alle emergenze. Nel tempo il volontariato ha sviluppato competenze e specializzazioni, conservando quella dimensione di solidarietà che ne costituisce la base. Il contributo di Riccardo Romeo Jasinski parte invece da un ricordo personale: nel novembre del 1966 aveva appena quattordici anni quando, insieme a due compagni, raggiunse il centro di Firenze e si trovò davanti alla devastazione lasciata dall’acqua. Di fronte alle persone impegnate a liberare case e negozi dal fango, i tre ragazzi decisero di tornare a casa, cambiarsi e mettersi a disposizione. Furono giorni trascorsi a spalare, pulire e aiutare la popolazione: un’esperienza che avrebbe segnato profondamente il suo percorso. L’ingresso in Croce Rossa arrivò qualche anno più tardi, dando inizio a oltre cinquant’anni di servizio, tra attività nel Corpo Militare, interventi nelle emergenze, formazione e ricerca storica. Tra i ricordi condivisi nell’intervista, anche la distribuzione del latte nel quartiere di Santa Croce e l’abbraccio di una donna riconoscente per quell’aiuto essenziale. Gesti semplici che restituiscono il significato concreto della solidarietà e la forza dei legami nati tra chi affronta insieme un’emergenza. Dalla sua testimonianza emerge anche quanto sia cambiato il modo di intervenire: alla generosità spontanea si affiancano oggi preparazione, procedure e competenze specifiche, necessarie per tutelare sia chi presta aiuto sia chi lo riceve.
Le due interviste affidano così alle pagine del volume una memoria da trasmettere alle nuove generazioni: il racconto di ciò che è accaduto e delle esperienze che continuano a orientare il servizio della Croce Rossa.
