Il 22 febbraio, presso l’Università Pontificia Salesiana, non è stata soltanto una giornata di studio. Gli Stati Generali della Salute 2026, promossi dalla Croce Rossa Italiana Comitato Regionale Lazio, hanno rappresentato un momento di visione collettiva, in cui Istituzioni, professionisti sanitari e Volontari hanno condiviso una direzione comune per il futuro della sanità territoriale.
Tre le parole chiave emerse con forza nella sessione plenaria: prevenzione, intesa come promozione di corretti stili di vita; ascolto, come capacità di intercettare bisogni spesso silenziosi; umanità, cifra distintiva dell’azione sanitaria e volontaria, con un’attenzione particolare anche al benessere psicologico dei Volontari.
Sono intervenuti il Presidente del Comitato Regionale Lazio, Salvatore Coppola, e la Vice Presidente Nazionale Debora Diodati, che ha sottolineato come la salute non possa più essere relegata esclusivamente all’emergenza e al suono di una sirena. Il Comitato Regionale CRI Lazio ha dimostrato di saper fare rete e di saper guardare oltre la risposta immediata: la salute è un diritto, la prevenzione una scelta consapevole e strategica.
Nel suo intervento, il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha delineato con chiarezza la trasformazione in atto nel sistema sanitario regionale, evidenziando il ruolo strategico della Croce Rossa Italiana nelle attività di sensibilizzazione e screening sul territorio.
Ampio spazio è stato dedicato a un tema che continua a rappresentare una delle principali cause di mortalità prevenibile: la dipendenza da nicotina. Sigarette tradizionali e sigarette elettroniche – che producono non semplice vapore ma aerosol, comunque dannoso – agiscono su polmone, cuore, DNA e cervello. Un dato particolarmente significativo riguarda la mortalità prematura: ogni sigaretta fumata riduce l’aspettativa di vita di circa 17 minuti negli uomini e 22 minuti nelle donne.
Dall’ambulatorio di Malattie Infettive e Sessualmente Trasmissibili è arrivato un richiamo a un ambito spesso sottovalutato: informare significa abbattere stigma e disinformazione, favorendo diagnosi tempestive e comportamenti consapevoli.
Al centro del confronto anche la rilevazione dei fabbisogni di salute e l’analisi dei determinanti sociali, strumenti fondamentali per costruire screening sempre più mirati alle esigenze del territorio. Si è parlato inoltre di donazione degli organi, con presentazione e discussione di casi clinici, dal candidato donatore al ricevente, offrendo uno sguardo concreto sull’intero percorso.
La sessione parallela dedicata alla donazione di organi, sangue, midollo e capelli ha mostrato un approccio innovativo e partecipativo. Attraverso toolkit e strumenti educativi messi a disposizione dal Comitato Regionale, la sensibilizzazione si è trasformata in esperienza concreta.
Si sono alternati giochi come “Memory”, per spiegare in modo semplice il percorso del donatore; “Il gemello sconosciuto”, dedicato alla donazione di midollo; “Il regalo più grande”, che racconta il valore dell’incontro tra vite che non si conoscono. “Donato il donatore”, con l’utilizzo di un manichino, ha reso tangibile il tema della donazione di organi, mentre “Ma sono io?”, grazie all’uso di parrucche, ha restituito dignità e identità al gesto della donazione di capelli.
Tra gli interventi anche quello di TRICOSTARC – Tricologia Solidale ETS e ADMO realtà impegnate nel supporto alle persone che affrontano percorsi oncologici.
Nel corso della giornata si è tornati più volte sul tema degli screening oncologici, con focus su mammella e testicolo. La diagnosi precoce resta l’arma più potente: nel caso del tumore del testicolo, la sopravvivenza supera il 99% se la malattia viene intercettata in fase iniziale.
“Accanto alla prevenzione clinica, gli Stati Generali hanno posto al centro anche il benessere psicologico di chi aiuta. La salute mentale dei Volontari non è un aspetto accessorio, ma parte integrante della qualità dell’intervento. Ascolto e umanità diventano così strumenti operativi, non soltanto valori dichiarati”, afferma Alessio Agostini, Delegato Tecnico Regionale Salute.
Gli Stati Generali della Salute 2026 hanno restituito un’immagine chiara: la sanità del futuro si costruisce sul territorio, attraverso prossimità, innovazione e cultura della prevenzione. E la Croce Rossa nel Lazio continua a essere, in questo percorso, un ponte tra istituzioni e comunità, tra competenza tecnica e cura autentica della persona.

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