Grazie al servizio Restoring Family Links del Comitato CRI di Cuneo, la nipote di Matteo Gallesio ha ricevuto l’ultima lettera scritta dallo zio nel gennaio del 1943
Ci sono parole che sembrano destinate a perdersi e che, invece, riescono ad attraversare il tempo.
È la storia di quattro pagine ingiallite, scritte il 10 gennaio 1943 dall’alpino cuneese Matteo Gallesio, classe 1917, durante la campagna di Russia. Una lettera rimasta per oltre ottant’anni all’interno di un archivio e che oggi è finalmente arrivata a Gisella, la nipote che quello zio non aveva mai potuto conoscere, se non attraverso i racconti del padre.
Nell’aprile 2026 la donna si è rivolta agli operatori del servizio Restoring Family Links del Comitato della Croce Rossa Italiana di Cuneo, con il desiderio di trovare informazioni, ricordi o documenti legati alla storia del familiare disperso.
Da quella richiesta è iniziato un percorso di ricerca che ha coinvolto anche la Fondazione Nuto Revelli. Nella casa dello scrittore e partigiano cuneese è infatti conservato un importante archivio dedicato alla campagna di Russia, composto da documenti e lettere inviate dagli alpini alle proprie famiglie.
Proprio tra quei fascicoli è stata ritrovata la lettera originale di Matteo Gallesio. Il 16 giugno la nipote ha potuto riceverne una scansione, ritrovando la voce dello zio a 83 anni di distanza.
Nato a Fossano, Gallesio aveva prestato servizio sul fronte occidentale, su quello greco-albanese e su quello italo-jugoslavo. Nell’agosto del 1942 era poi partito per la Russia con la Divisione Alpina Cuneense. Nelle ultime righe della lettera, indirizzata alla zia, aveva affidato alla carta i saluti da rivolgere a tutta la famiglia.
Restoring Family Links: ricostruire i legami spezzati
Restoring Family Links, letteralmente “ristabilimento dei legami familiari”, è il servizio attraverso il quale la rete internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa aiuta le persone separate dai propri familiari a causa di conflitti armati, violenze, calamità, migrazioni e altre emergenze umanitarie.
Grazie alla presenza capillare delle Società Nazionali e all’azione del Comitato Internazionale della Croce Rossa, il servizio può attivare ricerche, facilitare lo scambio di notizie, contribuire al ricongiungimento delle famiglie e cercare informazioni sulla sorte delle persone scomparse.
In Italia, l’attività comprende anche le ricerche storiche relative ai due conflitti mondiali, condotte attraverso la collaborazione con istituzioni, archivi e realtà specializzate.
Ogni ricerca è diversa. Talvolta conduce al ricongiungimento tra persone separate, altre volte consente di ritrovare un documento, una fotografia o una testimonianza. In tutti i casi, al centro rimane il diritto di ogni famiglia a conoscere la sorte dei propri cari e a conservare la propria storia.
La vicenda di Matteo e Gisella racconta proprio questo: non sempre è possibile riportare qualcuno a casa, ma è possibile restituirne la voce, la memoria e un ultimo saluto rimasto in attesa per più di ottant’anni.