{"id":5029,"date":"2018-05-10T00:00:00","date_gmt":"2018-05-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/sito.cri.intra\/sicilia\/2018\/05\/10\/l8-maggio-croce-rossa-festeggia-la-giornata-mondiale-i-motivi-per-cui-festeggiamo-2\/"},"modified":"2018-05-10T00:00:00","modified_gmt":"2018-05-09T22:00:00","slug":"l8-maggio-croce-rossa-festeggia-la-giornata-mondiale-i-motivi-per-cui-festeggiamo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/2018\/05\/10\/l8-maggio-croce-rossa-festeggia-la-giornata-mondiale-i-motivi-per-cui-festeggiamo-2\/","title":{"rendered":"L\u20198 MAGGIO CROCE ROSSA FESTEGGIA LA GIORNATA MONDIALE: i motivi per cui festeggiamo"},"content":{"rendered":"<h1 >L\u20198 MAGGIO CROCE ROSSA FESTEGGIA LA GIORNATA MONDIALE: i motivi per cui festeggiamo<\/h1>\n<h2 >Pubblicato il 5 maggio 2018 su europeanaffairs.it,  di Rainer Maria Baratti<\/h2>\n<div >\u00a0<\/div>\n<div >\n<p >C&#8217;era una volta, molto tempo fa un giovane signore di nome <span lang='fr'>Henry Dunant<\/span> che viveva in Svizzera e lavorava in una banca a Ginevra. Una mattina di fine giugno Henry part\u00ec per un viaggio verso il nord Italia per incontrare il re Napoleone III. Nel corso del suo viaggio, si ritrov\u00f2 su un campo di battaglia con tantissime persone ferite, sole, bisognose di aiuto e di cure mediche. Decise con l\u2019aiuto di alcune signore e del parroco Don Barzizza di creare un gruppo di soccorritori per aiutare i feriti, curandoli e aiutandoli a tornare dalle loro famiglie. Tornato a casa, in Svizzera, si ricord\u00f2 del suo viaggio in Italia e decise di creare un\u2019associazione per sostenere tutte le persone bisognose di aiuto. Raccolse tutta la sua storia in un libro, \u201cUn ricordo di Solferino\u201d, che invi\u00f2 a tutti i capi di stato del mondo\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec inizia il racconto della Croce Rossa in un libro illustrato dai bambini della Scuola materna equiparata La Clarina e dalla Scuola materna canossiane di Trento. \u00c8 una storia che inizia il 24 giugno 1859, durante la 2\u00b0 guerra di indipendenza italiana, una delle battaglie pi\u00f9 sanguinose del 1800 che si consum\u00f2 sulle colline a sud del Lago di Garda, sulle colline di San Martino e Solferino. Fu una battaglia che lasci\u00f2 circa centomila fra morti, feriti e dispersi. A questo orribile scenario, aggravato dall\u2019inefficienza della sanit\u00e0 militare, assistette il protagonista della storia, il Signor Dunant, che descrisse il tutto in un libro tradotto in pi\u00f9 di 20 lingue. Dall\u2019orribile spettacolo nacque l\u2019idea di creare una squadra di infermieri volontari preparati, la cui opera potesse dare un apporto fondamentale alla sanit\u00e0 militare: la Croce Rossa. Dal Convegno di Ginevra del 1863 (26-29 ottobre) nacquero le societ\u00e0 nazionali di Croce Rossa, la quinta a formarsi fu quella italiana. Nella 1\u00b0 Conferenza diplomatica di Ginevra, che termin\u00f2 con la firma della Prima Convenzione di Ginevra (8-22 agosto 1864), fu sancita la neutralit\u00e0 delle strutture e del personale sanitario. Dal 1965 la conferenza internazionale della Croce Rossa ha adottato i sette principi fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa che ne costituiscono lo spirito e l\u2019etica e che sono garanzia e guida delle azioni del movimento. Il movimento si impegna nel portare soccorso senza discriminazioni ai feriti sui campi di battaglia e si adopera per prevenire e lenire in ogni circostanza le sofferenze degli uomini, per far rispettare la persona umana e proteggerne la vita e la salute in modo da favorire la comprensione reciproca, l\u2019amicizia, la cooperazione e la pace duratura fra tutti i popoli (Principio di Umanit\u00e0). Il movimento non fa distinzione di nazionalit\u00e0, razza, religione, classe o opinioni politiche e si impegna ad aiutare in base ai bisogni e all\u2019urgenza (Principio di Imparzialit\u00e0). Il movimento si astiene dal partecipare a qualsiasi ostilit\u00e0 o alle controversie politiche, razziali e religiose (Principio di Neutralit\u00e0). Il movimento si impegna ad essere indipendente e a mantenere la propria autonomia per poter agire in conformit\u00e0 con i propri principi (Principio di Indipendenza). \u00c8 un\u2019istituzione di soccorso volontario non guidato dal desiderio di guadagno (Principio di Volontariet\u00e0). Nel territorio nazionale ci pu\u00f2 essere una sola associazione di Croce Rossa, aperta a tutti e con estensione della sua azione umanitaria all\u2019intero territorio nazionale (Principio di Unit\u00e0). Inoltre, tutte le societ\u00e0 nazionali hanno uguali diritti in seno al Movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e hanno il dovere di aiutarsi reciprocamente (Principio di Universalit\u00e0). Per operare in maniera pi\u00f9 efficiente, la Croce Rossa Italiana ha basato gli obiettivi strategici 2020 sull\u2019analisi delle necessit\u00e0 e delle vulnerabilit\u00e0 delle comunit\u00e0 aiutate quotidianamente. Questi obiettivi identificano le priorit\u00e0 umanitarie dell\u2019Associazione, a tutti i livelli, e riflettono l\u2019impegno di soci, volontari ed operatori Croce Rossa Italiana a prevenire e alleviare la sofferenza umana, contribuire al mantenimento e alla promozione della dignit\u00e0 umana e di una cultura della non violenza e della pace. Gli obiettivi, formulati in linea con la Strategia 2020 della Federazione Internazionale delle Societ\u00e0 di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, forniscono il quadro strategico di riferimento che guider\u00e0 l\u2019azione della Croce Rossa Italiana verso il 2020. L\u2019adozione dei sei Obiettivi Strategici 2020 s\u2019inserisce nell\u2019ambito del processo di costruzione di una Societ\u00e0 Nazionale pi\u00f9 forte. L\u2019organizzazione intende tutelare e proteggere la salute e la vita; favorire il supporto e l\u2019inclusione sociale; preparare le comunit\u00e0 e dare risposta alle emergenze; disseminare il diritto internazionale umanitario; promuovere attivamente lo sviluppo dei giovani e una cultura della cittadinanza attiva; agire con una struttura capillare, efficace e trasparente, facendo tesoro dell\u2019opera del volontariato.<\/p>\n<\/div>\n<div >\u00a0<\/div>\n<div >\n<div ><img fetchpriority=\"high\"  src='http:\/\/cri.it\/wp-content\/uploads\/cri-content\/images\/e\/e\/5\/D.fac3b6ac00b7d8a77eee\/unnamed_1_300x195.jpg'  width=\"300\" height=\"195\" alt='L\u20198 MAGGIO CROCE ROSSA FESTEGGIA LA GIORNATA MONDIALE: i motivi per cui festeggiamo' \/><\/div>\n<div >\n<p>Da oltre 150 anni il motto \u00e8 \u201c<strong >Ovunque e per chiunque<\/strong>\u201d si trovi in una condizione di vulnerabilit\u00e0: questo \u00e8 lo spirito che anima milioni di volontari che contribuiscono quotidianamente alla crescita della pi\u00f9 grande organizzazione umanitaria del mondo. Questo impegno si festeggia ogni anno grazie alla Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, istituita l\u20198 maggio, in occasione dell\u2019anniversario\u00a0della nascita del fondatore.<\/p>\n<\/div>\n<div >\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<div >\u00a0<\/div>\n<div >\n<div ><img  src='http:\/\/cri.it\/wp-content\/uploads\/cri-content\/images\/d\/c\/5\/D.ad9533c34c94f34e1d5f\/Terremoto_Amatrice_24_agosto_300x200.jpg'  width=\"300\" height=\"200\" alt='L\u20198 MAGGIO CROCE ROSSA FESTEGGIA LA GIORNATA MONDIALE: i motivi per cui festeggiamo' \/><\/div>\n<h2 >Il lavoro sul territorio<\/h2>\n<div >\n<p>Tutti conoscono la Croce Rossa Italiana (<acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>CRI<\/acronym>) per l\u2019impegno nei servizi di ambulanza e nell\u2019operazione di soccorso durante calamit\u00e0 ed emergenze (tutti ricordiamo i difficili giorni successivi al terremoto in centro Italia), per\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 per lo sviluppo e l\u2019aiuto dell\u2019individuo si estende in altri servizi. Le azioni vanno dai corsi di primo soccorso alle attivit\u00e0 rivolte ai giovani, come le campagne contro il bullismo e le malattie sessualmente trasmissibili, dall\u2019invecchiamento attivo alla prevenzione delle dipendenze, dai <span lang='en'>clown<\/span> di corsia negli ospedali all\u2019empowerment delle persone diversamente abili, fino all\u2019inclusione sociale dei migranti, e molto altro ancora. Le attivit\u00e0 della Croce Rossa si intrecciano con le storie dei vari volontari che vi lavorano. Emblematica \u00e8 la storia di Giuseppe Schifone, originario della provincia di Taranto, che ora vive a Perugia e che dal 2013 e volontario della Croce Rossa Italiana. Giuseppe aveva diciassette anni quando gli hanno detto che avrebbe perso la vista ma non per questo si \u00e8 tirato indietro. \u201cSono felice di fare parte di questa famiglia. Erano i miei primi periodi in Umbria e desideravo essere utile al prossimo. Volevo dare una mano e il Comitato territoriale di Perugia era proprio quello che cercavo. Mi trovo benissimo con tutti. Poco alla volta sono riuscito a trasformare il mio limite in una forza e mi sono messo a disposizione degli altri\u201d. Giuseppe lavora come centralinista ed \u00e8 parte attiva di numerose iniziative promosse dal Comitato del capoluogo umbro, tra cui la raccolta alimentare e la distribuzione di viveri ai bisognosi. \u00c8 soprattutto nell\u2019ambito del rapporto con le disabilit\u00e0 che Giuseppe offre il suo prezioso contributo come l\u2019iniziativa dell\u2019aperitivo al buio, l\u2019iniziativa che a pi\u00f9 riprese il Comitato <acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>CRI<\/acronym> organizza nel corso di eventi pubblici: \u201c<em >In questa occasione sono io a guidare gli altri. La persona che accetta di mettersi in gioco viene bendata e portata in un bar per ordinare qualcosa da bere. L\u2019orientamento, il riconoscimento dei suoni, le relazioni con il prossimo: sono tanti gli aspetti da valutare quando non si pu\u00f2 fare affidamento sulla vista. Tuttavia, la cosa pi\u00f9 importante e difficile in queste esperienze, che consentono di poter toccare con mano ci\u00f2 che io e le persone come me affrontiamo ogni giorno, \u00e8 imparare a fidarsi dell\u2019altro soltanto attraverso la voce.<\/em><strong ><em > La fiducia: ecco il traguardo pi\u00f9 grande da raggiungere quando non si \u00e8 in grado di vedere<\/em><\/strong>\u201d. Per Giuseppe essere volontario <acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>CRI<\/acronym> significa \u201c<strong ><em >fare del bene e sentirsi bene<\/em><\/strong>\u201d. \u00c8 cos\u00ec, da esempio vivente per gli altri, che Giuseppe vive al massimo la sua vita e porta avanti il suo messaggio pi\u00f9 profondo: Cadere \u00e8 facile ma, per quanto difficoltoso, bisogna sapersi rialzare.<\/p>\n<p>Il 2017 ha visto la croce rossa italiana impegnata su vari fronti come la partenza del progetto ad Amatrice di un nuovo centro Polifunzionale, un luogo di cultura e aggregazione da dove ripartire per ritrovarsi e ricostruire il tessuto sociale in un territorio cos\u00ec duramente colpito dal sisma, o le chiamate andate a buon fine effettuate dal Tracing Bus, la cabina telefonica mobile della Croce Rossa Italiana, che ha percorso tutta Italia dando la possibilit\u00e0 a tantissime persone di parlare con la propria famiglia e i propri cari dopo aver perso i contatti con loro. Inoltre, a luglio, Come ogni anno nei mesi estivi, vi \u00e8 stato un considerevole arrivo di persone migranti nel nostro Paese e la Croce Rossa \u00e8 sempre stati l\u00ec, a ogni sbarco, accogliendoli, e prestando la prima assistenza.<\/p>\n<p>A questo punto non possiamo dimenticare l\u2019emergenza neve e il terremoto nel Centro Italia. Sono stati giorni difficili e intensi per gli operatori coinvolti nelle operazioni di ricerca dei dispersi e delle persone isolate, con la consegna dei pacchi viveri, l\u2019assistenza sanitaria e psicologica. La tragedia dell\u2019hotel Rigopiano, poi, ha spezzato le vite di 29 persone e tra loro anche Gabriele D\u2019Angelo, che lavorava in quell\u2019hotel ed era volontario della Croce Rossa Italiana. La tragedia di Rigopiano ha visto bambini che hanno perso entrambi i genitori e comunit\u00e0 che hanno perso familiari e amici. Un anno dopo i fatti sembra tutto fermo in un silenzio intriso di ricordi, vi \u00e8 una stasi surreale li nel resort nel cuore del parco nazionale del Gran Sasso. La tragedia di Rigopiano rimane nel cuore degli abitanti dei paesi limitrofi (Farindola e Penne) che in occasione delle proprie feste portano la maglietta con sopra un cuore che ricorda le vittime. Ad oggi c\u2019\u00e8 chi va a pregare in ginocchio davanti alla statua in legno di San Gabriele dell\u2019addolorata, il santo che d\u00e0 il nome al santuario ai piedi del Gran Sasso. La statua \u00e8 vicino al resort ma non \u00e8 stata sfiorata dalla furia della valanga. La Croce Rossa, fino ad oggi, ha continuato a non lasciare nessuno solo. Hanno continuato a rafforzare i servizi sanitari nelle localit\u00e0 gravemente colpite dal terremoto, continuando le attivit\u00e0 volte alla costruzione di punti di aggregazione, strutture sanitarie, centri polivalenti. Prevenzione e ricostruzione del tessuto sociale sono dunque i cardini attorno a cui si sta sviluppando l\u2019intervento della Croce Rossa in Centro Italia. In quest\u2019ottica sono stati attivati percorsi specifici per fornire alla popolazione gli strumenti per rispondere con efficacia a un eventuale futura emergenza. <acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>CRI<\/acronym> parte dai giovani, protagonisti del progetto <acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>CRI<\/acronym> SUMMER CAMP che ha dato la possibilit\u00e0 a tanti ragazzi e bambini tra gli 8 e i 20 anni, provenienti dai Comuni del cratere sismico, di passare gratuitamente una settimana in uno dei campi estivi attivati dai Comitati <acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>CRI<\/acronym>, vivendo momenti di svago e relax, alternati a formazione specifica sulle emergenze e a percorsi di superamento dello shock vissuto.<\/p>\n<\/div>\n<div >\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<div >\u00a0<\/div>\n<div >\n<div ><img  src='http:\/\/cri.it\/wp-content\/uploads\/cri-content\/images\/a\/6\/1\/D.e24c6a2e2f8fb242b5f9\/2_300x205.jpg' width=\"300\" height=\"205\" alt='L\u20198 MAGGIO CROCE ROSSA FESTEGGIA LA GIORNATA MONDIALE: i motivi per cui festeggiamo' \/><\/div>\n<h2 >Scenari interconnessi<\/h2>\n<div >\n<p>Il lavoro della Croce Rossa italiana interessa sia l\u2019Italia che il bacino del mediterraneo se pensiamo al fenomeno della migrazione. Nei primi sei mesi del 2017 la Croce Rossa ha accolto 83.360 persone migranti nei porti di Sicilia, Calabria, Puglia, Sardegna e Campania, garantendo la presenza di oltre 500 operatori e volontari in 191 sbarchi. Da giugno a dicembre 2016 la <acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>CRI<\/acronym> \u00e8 stata impegnata anche in una missione umanitaria congiunta con <strong ><acronym title='Migrant Aid Station Offshore' lang='it'>MOAS<\/acronym> (Migrant Offshore Aid Station)<\/strong> per la ricerca, il salvataggio e l\u2019assistenza sanitaria in favore delle persone migranti nel Mar Mediterraneo. La maggior parte dei morti in mare si sono verificate sulla rotta del mediterraneo centrale che va dalla Libia verso l\u2019Italia. I volontari sono saliti a bordo della Phoenix e della Responder per poter dare il primo soccorso e l\u2019assistenza medica. Non dobbiamo dimenticare che questo \u00e8 il tentativo di persone di raggiungere l\u2019Europa nella speranza di un futuro pi\u00f9 sicuro, in un altro paese con lingua e cultura differenti. \u00c8 un salto nel buio per poter sperare in un futuro migliore. I volontari lavorano per salvare tante vite ma hanno la consapevolezza che non \u00e8 una soluzione per la crisi in atto, \u00e8 dovere dei governi affrontare le cause profonde di questa crisi. Attualmente, sul territorio italiano la Croce Rossa accoglie migranti in 94 strutture per una capienza totale di circa 9500 posti letto. In ogni struttura vengono garantiti vitto, alloggio, assistenza sanitaria e psicologica, supporto legale e corsi di italiano. Inoltre, per favorire una migliore inclusione sociale degli ospiti, i Comitati organizzano attivit\u00e0 sportive, ludico-ricreative e provvedono, sempre in maggior numero, a formare le persone accolte con lezioni di primo soccorso.<\/p>\n<p>Rimane attivo in 190 Paesi nel mondo il servizio <strong >RFL (Restoring Family Links)<\/strong>. Si tratta di un\u2019attivit\u00e0 nata in tempo di guerra per cercare di ristabilire i legami familiari interrotti da un conflitto, ma che negli anni si \u00e8 evoluta trovando applicazione anche in situazioni come quelle emerse con il fenomeno migratorio. La <acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>CRI<\/acronym> ha portato il servizio direttamente sul molo, nei presidi umanitari e nei luoghi di transito (come Ventimiglia), grazie anche al Tracing Bus: una cabina telefonica a quattro ruote che ha viaggiato lungo tutto lo Stivale, permettendo a rifugiati, richiedenti asilo e persone migranti di ristabilire un collegamento con i propri familiari, usufruendo di una telefonata di tre minuti e del supporto di operatori e volontari della <acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>CRI<\/acronym>. Il tentativo \u00e8 quello di ristabilire i contatti, dare vita ai ricongiungimenti familiari o almeno chiarire le sorti dei dispersi. La Croce Rossa vuole quantomeno difendere la sofferenza di persone che non hanno notizie. Di persone che si chiedono dove sono e se sono al sicuro i propri cari.<\/p>\n<p>Nell\u2019agosto 2017, il Presidente Nazionale Francesco Rocca <a href=\"https:\/\/www.francescorocca.eu\/mio-incontro-guterres-allonu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha incontrato il Segretario Generale dell\u2019ONU<\/a>, Antonio Guterres, ed \u00e8 stato accolto nel Palazzo di vetro a New York. L\u2019incontro \u00e8 stata l\u2019occasione per discutere delle priorit\u00e0 umanitarie sulle due sponde del Mediterraneo. L\u2019incontro \u00e8 stato voluto in estate proprio per il momento delicato, questo perch\u00e9 aumentano i flussi migratori e le polemiche politiche. In questa occasione \u00e8 stato possibile fare un punto della situazione e riflettere su come intervenire al meglio. Si \u00e8 parlato della questione Libica e, in particolare, sull\u2019appropriazione da parte della guardia costiera libica di 70 miglia marittime, dove sono comprese anche le acque internazionali. In pratica, le navi delle Ong e la guardia costiera italiana non possono pi\u00f9 intervenire in uno dei luoghi dove si verificano il pi\u00f9 grande numero di tragedie: l\u2019unico risultato saranno pi\u00f9 morti e un aumento del costo dei viaggi. Inoltre, migliaia di persone vengono riportare in una zona di guerra, contro ogni regola del diritto internazionale. Altro tema sensibile affrontato \u00e8 stato quello del processo di criminalizzazione delle organizzazioni umanitarie che, in realt\u00e0, si occupano soltanto di salvare vite umane. L\u2019incontro \u00e8 stato importante per stabile un punto di partenza per mobilitare le nazioni unite e la comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Tra le storie delle persone migranti ricordiamo l\u2019esperienza di John Ogah, che sembra una favola e che, come per ogni racconto che si rispetti, da iniziali peripezie giunge al riscatto e al tanto agognato \u201clieto fine\u201d. Lo scorso 26 settembre l\u2019uomo, che per vivere chiedeva l\u2019elemosina davanti a un supermercato di Centocelle, nella periferia di Roma, ha affrontato un uomo armato di mannaia che aveva appena rapinato il negozio. Ogah lo ha disarmato e poi seguito fino allo scooter con cui stava per darsi alla fuga, bloccandolo e permettendo alle Forze dell\u2019Ordine di arrestarlo. Dopo avere affrontato il rapinatore per\u00f2 si era dileguato, perch\u00e9 non perfettamente in regola con i documenti, ma i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma lo hanno rintracciato e il suo gesto eroico \u00e8 stato premiato con l\u2019ottenimento del permesso di soggiorno per un anno. Da l\u00ec la sua vita \u00e8 cambiata. Da qualche mese ha un lavoro stabile presso la Croce Rossa Italiana. Inoltre, ha una casa e, sempre grazie all\u2019Associazione, sta perfezionando lo studio dell\u2019italiano. La sera di Pasqua, il trentunenne nigeriano migrante \u00e8 stato battezzato nella Basilica di San Pietro da Papa Francesco, il quale ha voluto accogliere il suo desiderio: il sogno di un ragazzo credente che ha vissuto le difficolt\u00e0 della fuga dal suo paese dove era perseguitato nel 2014 e il dramma di un viaggio che molti non riescono a portare a compimento. Francesco Rocca ha commentato dicendo: \u201cSono orgoglioso di John e felice che lavori per la nostra Associazione. E sono lieto che, ogni tanto, le difficili storie delle persone migranti siano narrate senza strumentalizzazioni e nella modalit\u00e0 giusta: quella di percorsi umani fatti di difficolt\u00e0, ma anche di riscatto e speranza. Perch\u00e9 dietro a coloro i quali si vogliono far passare soltanto come scomodi \u201cnumeri\u201d ci sono persone e, talvolta, anche eroi!\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div >\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<div >\u00a0<\/div>\n<div >\n<div ><img loading=\"lazy\"  src='http:\/\/cri.it\/wp-content\/uploads\/cri-content\/images\/7\/a\/d\/D.bf7215401f06376b5ebc\/ASSISTENZA_SBARCHI_MIGRANTI_2_300x200.jpg' width=\"300\" height=\"200\" alt='L\u20198 MAGGIO CROCE ROSSA FESTEGGIA LA GIORNATA MONDIALE: i motivi per cui festeggiamo' \/><\/div>\n<h2 >Il lavoro senza limiti della Croce Rossa Italiana<\/h2>\n<div >\n<p>Il lavoro della Croce Rossa Italiana sembra non avere limiti e si estende ancora pi\u00f9 in la dell\u2019Italia e del Mediterraneo. La Croce Rossa ha portato il proprio impegno con due missioni a Cox\u2019s Bazar, in Bangladesh, per dare supporto alle altre organizzazioni impegnate in una delle pi\u00f9 grandi crisi umanitarie in corso. L\u2019organizzazione si sta impegnando a ridare speranza e alleviare la sofferenza di pi\u00f9 di 700.000 persone fuggite dal Myanmar nel corso dell\u2019estate.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza della prima missione iniziata ad ottobre viene raccontata da Erika Della valle, medico specializzato in psicoterapia e medicina interna. La missione si \u00e8 svolta in tre settimane di lavoro nella clinica mobile in compagnia dell\u2019infermiere Fabio Antonucci e con la collaborazione del team della Mezzaluna Rossa Bengalese. Erika racconta: \u201c<em >Abbiamo visitato ogni giorno tra i 110 e i 170 pazienti. Numeri molto alti che rendono l\u2019idea di quanto sia stata intensa la nostra attivit\u00e0 di equipe. Molto spesso ci siamo anche recati direttamente nelle tende per effettuare diagnosi o cure particolari<\/em>\u201d. Tra le difficolt\u00e0 maggiori ci sono quelle incontrate in occasione dei trasferimenti in ospedale. I trasferimenti non potevano avvenire se non tramite lunghi percorsi a piedi in cui, per esempio, gli operatori si sono trovati a trasportare un bambino di pochi mesi in crisi respiratoria per 40 minuti. Erika parla delle persone che ha incontrato nel corso della missione: \u201c<em >Il contatto umano con questa gente ci ha arricchito tantissimo non solo come professionisti, ma soprattutto come individui. A Cox\u2019s Bazar ci sono persone che, nonostante la grande sofferenza e le incredibili difficolt\u00e0 incontrate, mantengono la loro dignit\u00e0 e continuano a guardare speranzosi al futuro. La loro forza d\u2019animo \u00e8 stata un esempio per tutti noi. Esiste tra di noi la barriera linguistica, questo \u00e8 vero, ma \u00e8 stata superata dal linguaggio non verbale. Ci siamo sentiti accolti e la loro riconoscenza nei nostri confronti \u00e8 stata una costante<\/em>\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div >\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<div >\u00a0<\/div>\n<div >\n<div ><img loading=\"lazy\"  src='http:\/\/cri.it\/wp-content\/uploads\/cri-content\/images\/f\/b\/3\/D.be813a870ee771e127cb\/unnamed_300x196.jpg' width=\"300\" height=\"196\" alt='L\u20198 MAGGIO CROCE ROSSA FESTEGGIA LA GIORNATA MONDIALE: i motivi per cui festeggiamo' \/><\/div>\n<div >\n<p>Altra testimone e operatrice della prima missione \u00e8 Rosaria Domenella, psicologa e psicoterapeuta della Croce Rossa Italiana, volontaria dal 2008 che ha l\u2019obiettivo di rafforzare la resilienza delle persone e aiutarle a ritrovare una strada per il futuro. Rosaria lavora in stretto contatto con il team giapponese e con i volontari del Bangladesh, coordinando le attivit\u00e0 del servizio di supporto psicosociale. Rosaria dice che \u201c\u00e8 importante concentrarsi non solo sulle sofferenze fisiche delle persone, ma anche sui dolori dell\u2019animo. Sono in molti ad andare dal dottore e a lamentare sintomi o malanni, ma alla fine si scopre che c\u2019\u00e8 solo il bisogno di parlare, di raccontare e condividere la propria storia\u201d. Nella missione in Bangladesh sono stati organizzati spazi protetti, momenti ricreativi, focus group e peer session. Vengono fatte anche attivit\u00e0 di \u201coutreach\u201d, ovvero uno sforzo per portare servizi alle persone dove vivono o trascorrono del tempo, in questo modo gli operatori si sono recati di persona nelle tende. Ogni nucleo familiare ha una storia di lutti e sofferenze e, dopo i primi giorni di ambientamento, ora sono le stesse persone ad andare incontro al personale con la voglia di parlare. Contrariamente a quanto si potrebbe credere, sono soprattutto gli uomini ad avere bisogno di particolare assistenza e supporto. A proposito Rosaria dice: \u201c\u00c8 forse la categoria che necessita di maggiore aiuto. Nella loro cultura, l\u2019uomo \u00e8 abituato a farsi carico totalmente dei bisogni e delle necessit\u00e0 della famiglia di cui \u00e8 responsabile. Ora, queste persone si ritrovano del tutto private della loro prerogativa. Un ruolo, quello di \u2018sostenitore economico\u2019 che \u00e8 stato annientato dagli eventi e che bisogna in qualche modo ricostruire. Attraverso degli incontri appositamente dedicati, cerchiamo di riorientarli al presente e di aiutarli a capire le necessit\u00e0 del momento, come la tutela dei pi\u00f9 deboli, dei bambini e dei disabili. Da parte loro, noto un interesse sempre maggiore. Comunico con il prezioso aiuto di un interprete e non sono per nulla intimiditi dal fatto che io sia una donna. Parliamo dei loro incubi, delle paure e di tutte le difficolt\u00e0 che incontrano ogni giorno\u201d. In oltre tre settimane, Rosaria ha incontrato migliaia di persone: \u201cFra le tante esperienze vissute, penso ai due fratelli orfani di 16 e 10 anni. Durante il nostro primo incontro sono rimasta in silenzio per diversi minuti, cercando di capire in che modo aprire un canale di confronto. La seconda volta ho portato un fischietto al bambino e li ho invitati a venire nei nostri spazi ricreativi. \u00c8 stato bellissimo, qualche giorno dopo, vederli arrivare da soli nel \u2018child friendly space\u2019. Eravamo riusciti a stabilire un contatto\u201d.<br \/>Negli ultimi mesi vi \u00e8 stata la seconda missione, visto dall\u2019alto il mega campo, a un\u2019ora dai resort di Cox\u2019s Bazar, assomiglia a un grande formicaio dove migliaia di persone, ormai vicine a toccare quota 1 milione, si adoperano tra le capanne di plastica e bamb\u00f9, in un intreccio informe di stradine che salgono e che scendono. Sono state settimane di grande lavoro per prepararsi ad affrontare, in una gi\u00e0 precaria situazione, il grande incubo della stagione delle piogge. La preoccupazione, infatti, era che smottamenti e frane potessero investire il campo creando danni alle infrastrutture idriche, igieniche e sanitarie e provocando epidemie, e ci\u00f2 ha mobilitato tutta la comunit\u00e0 residente che ha collaborato alla messa in sicurezza del territorio e all\u2019attuazione del piano di contingenza preparato dalle agenzie internazionali e dalle organizzazioni umanitarie. Le persone sono preoccupate, ma molto consapevoli e questo le rende pi\u00f9 resilienti e pronte a reagire. Spesso, nelle ultime settimane, molte tende sono state abbattute per far spazio a una strada pi\u00f9 robusta o anche per trasferire le abitazioni in zone pi\u00f9 alte, al riparo da eventuali inondazioni. Nelle ultime settimane purtroppo la situazione \u00e8 peggiorata con l\u2019arrivo delle violente piogge che precedono la stagione dei monsoni. L\u2019allerta \u00e8 arrivata da Save the Children che ha dichiarato: \u201cI bambini sono i soggetti pi\u00f9 vulnerabili e rischiano di separarsi dalle proprie famiglie e di ammalarsi gravemente\u201d. Le zone pi\u00f9 basse dei campi rifugiati si sono immediatamente allagate rendendo difficoltoso l\u2019accesso, dove il fango ha invaso molti spazi e dove si sono formate enormi pozze d\u2019acqua. La situazione vede enormi difficolt\u00e0 per le famiglie Rohingya rifugiatesi nei campi per fuggire dalle brutali violenze in Myanmar. Le famiglie devono vivere in campi sovraffollati dove dipendono unicamente dalle razioni di cibo per la sopravvivenza ma dove si trovano, ora, anche esposti alle tempeste, che provocano allagamenti e smottamenti. C\u2019\u00e8 anche il rischio che diventi pi\u00f9 difficile l\u2019accesso a servizi vitali come le cliniche mediche, i centri per la nutrizione e gli spazi protetti per i bambini, che sono l\u2019unico luogo tranquillo e felice per loro.<\/p>\n<\/div>\n<div >\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<div >\u00a0<\/div>\n<div >\n<h2 >Cosa celebriamo l\u20198 maggio<\/h2>\n<div >\n<p>In onore di queste storie di lotta e speranza, l\u20198 maggio \u00e8 un\u2019occasione di festa per celebrare l\u2019idea di Dunant e lo spirito di sacrifico e abnegazione dei <strong >17 milioni di volontari<\/strong>, di cui oltre <strong >160 mila in Italia<\/strong>, delle Societ\u00e0 nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. <strong >Senza il volontariato, nulla sarebbe possibile<\/strong>: dall\u2019intervento a sostegno delle popolazioni nelle zone di guerra, durante le emergenze dovute ai disastri naturali, fino all\u2019aiuto nelle tante vulnerabilit\u00e0 quotidiane che non fanno notizia. L\u20198 maggio \u00e8 anche il giorno in cui Croce Rossa vuole ricordare l\u2019importanza e l\u2019attualit\u00e0 dei propri Principi Fondamentali. E ancora, \u00e8 il giorno in cui vuole <strong >rilanciare il proprio appello per la protezione e il rispetto di tutti i soccorritori e delle strutture sanitarie<\/strong>. La Croce Rossa \u00e8 il simbolo di un\u2019Italia che aiuta, che ascolta le richieste di aiuto, piccole o grandi, che sono ovunque. Possiamo ricordare la recente celebrazione della \u201cGiornata mondiale della libert\u00e0 di stampa\u201d per comprendere tra quali rischi si muove il movimento per ascoltare le richieste di aiuto. Negli ultimi 15 anni i giornalisti uccisi nell\u2019esercizio del loro mestiere sono stati 1035, specialmente nei teatri di guerra. \u201cEsattamente come i tanti operatori umanitari del Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa \u2013 spiega Francesco Rocca sul Sito Ufficiale \u2013 che diventano un \u201ctarget\u201d delle parti in conflitto, ormai troppo spesso. Martiri moderni della Verit\u00e0 e dell\u2019Umanit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Croce Rossa Italiana, quest\u2019anno, ha deciso di celebrare l\u20198 maggio attraverso un \u201cdoppio binario\u201d, da un lato portando il bagaglio umano dell\u2019Associazione al Quirinale, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, parallelamente, nelle scuole di tutto il Paese, con iniziative di sensibilizzazione ed educazione, seguendo l\u2019invito della Federazione Internazionale delle Societ\u00e0 di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), che ha lanciato una campagna di comunicazione incentrata sul sorriso e sulla diffusione di storie positive di cambiamento e di speranza: \u201ccondividi cosa ti fa sorridere\u201d. Oggi la Croce Rossa la vediamo sulle ambulanze, per aiutare le persone che hanno avuto un grave problema di salute. Ma la troviamo anche nell\u2019aiutare i pi\u00f9 poveri e bisognosi, al fianco delle persone colpite da alluvioni, terremoti, nell\u2019insegnare la storia del diritto umanitario a grandi e piccini, nell\u2019aiutare i giovani nella loro crescita e nel comunicare al mondo che se facciamo del bene ci sentiamo meglio e diventiamo tutti amici e felici. Perch\u00e9 la missione dei volontari di Croce Rossa Italiana \u00e8 essere presenti, appunto, \u201covunque, per chiunque\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div >\u00a0<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><em class=\"userFormat2\">&#8211; Pubblicato il 5 maggio 2018 su &#8220;europeanaffairs.it&#8221; &#8211; di Rainer Maria Baratti &#8211;<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;era una volta, molto tempo fa un giovane signore di nome Henry Dunant che viveva in Svizzera e lavorava in una banca a Ginevra. Una mattina di fine giugno Henry part\u00ec per un viaggio verso il nord Italia per incontrare il re Napoleone III. Nel corso del suo viaggio, si ritrov\u00f2 su un campo di battaglia con tantissime persone ferite, sole, bisognose di aiuto e di cure mediche. Decise con l\u2019aiuto di alcune signore e del parroco Don Barzizza di creare un gruppo di soccorritori per aiutare i feriti, curandoli e aiutandoli a tornare dalle loro famiglie. Tornato a casa, in Svizzera, si ricord\u00f2 del suo viaggio in Italia e decise di creare un\u2019associazione per sostenere tutte le persone bisognose di aiuto. Raccolse tutta la sua storia in un libro, \u201cUn ricordo di Solferino\u201d, che invi\u00f2 a tutti i capi di stato del mondo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":5030,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[3,13,10,4,14,9,5,12,15],"tags":[],"class_list":["post-5029","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comitato-sicilia","category-emergenze","category-giovani","category-news","category-principi-e-valori","category-salute","category-secondo-piano-generico","category-sociale","category-sviluppo"],"interactive":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5029","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5029"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5029\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5030"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}