{"id":4253,"date":"2016-06-16T00:00:00","date_gmt":"2016-06-15T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/sito.cri.intra\/sicilia\/2016\/06\/16\/da-una-tenda-pneumatica-al-cucchiaino-per-il-latte\/"},"modified":"2016-06-16T00:00:00","modified_gmt":"2016-06-15T22:00:00","slug":"da-una-tenda-pneumatica-al-cucchiaino-per-il-latte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/2016\/06\/16\/da-una-tenda-pneumatica-al-cucchiaino-per-il-latte\/","title":{"rendered":"Da una tenda pneumatica al cucchiaino per il latte"},"content":{"rendered":"<h1 >Grazie per averci dato la possibilit\u00e0 di crescere<\/h1>\n<div >\u00a0<\/div>\n<h2 >(&#8220;Io, volontario della Croce Rossa&#8221; &#8211; <acronym title='Infermiera Volontaria' lang='it'>IV<\/acronym> puntata)<\/h2>\n<div >\u00a0<\/div>\n<div >\n\t&#8220;Grazie per averci dato la possibilit\u00e0 di crescere&#8221;.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 stata l\u2019affermazione che ho sentito esprimere da una volontaria al suo docente in una delle aule dove si teneva uno dei tanti corsi che si sono svolti al secondo campo AE SIC 2014.<br \/>Questo \u00e8 stato il senso di una esperienza formativa diversa dalle precedenti.<br \/>Fatevelo spiegare dai partecipanti del corso di Team Building, cosa significa fare squadra e divertirsi nello stesso tempo, hanno eseguito in aula una rappresentazione teatrale degna di una importante compagnia, hanno rappresentato la vita, si sono veramente conosciuti, apprezzando i loro pregi e i loro difetti vicendevolmente.<br \/>Se fate loro questa domanda forse uno di loro vi risponder\u00e0 che il teatro e la rappresentazione della vita e che la vita \u00e8 una rappresentazione teatrale. Mauro Cacciola vi ripeter\u00e0 all\u2019infinito meno patacche pi\u00f9 formazione, Antonio Amadore vi dir\u00e0 a ripetizione che occorre essere qualificati per i vari compiti cui la <acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>CRI<\/acronym> verr\u00e0 chiamata a svolgere, Rosario Valastro vi esorter\u00e0 al confronto ed allo scambio continuo di esperienze per poter crescere ed essere pronti se ci sar\u00e0 una esigenza regionale o nazionale.<br \/>Io posso solo dire Grazie, per aver partecipato, per aver potuto dare il mio contributo, di aver capito che dobbiamo essere una Croce Rossa al passo con i tempi, motivata, preparata, che guarda al futuro. Attraverso questa formazione si \u00e8 fatto a mio avviso il primo passo.<\/p>\n<p>Questo \u00e8, caro Mauro il mio Feedback.<\/p>\n<div ><\/div>\n<\/div>\n<h1 >Da una tenda pneumatica al cucchiaino per il latte<\/h1>\n<div >\u00a0<\/div>\n<h2 >(&#8220;Io, volontario della Croce Rossa&#8221; &#8211; III puntata)<\/h2>\n<div >\u00a0<\/div>\n<div >\n\tDa una tenda pneumatica di protezione civile, ad un cucchiaino per il latte. E quasi 24 ore d\u2019attivit\u00e0: dalle 9.45 di mercoled\u00ec 9 aprile, alle 8.20 di gioved\u00ec 10.<br \/>Cinquanta Volontari. Dal Presidente, alla Delegata Area 3; dalla Squadra OPSA, che ha assistito i migranti in mare, a Logisti, OPEM e Istruttori del Gruppo Emergenza; dai Colleghi Volontari dell\u2019Unit\u00e0 di Strada e del Punto Mamma, alle II. VV., insieme ai nostri Colleghi Medici Volontari e agli Infermieri che hanno fornito il supporto sanitario. E infine: tre gazebo, due tende pneumatiche, quattro ambulanze, due mezzi tecnici.<br \/>Questi i numeri messi in campo dal Comitato Provinciale <acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>CRI<\/acronym> di Catania, per l\u2019ultimo, in ordine di tempo e primo della stagione, sbarco di migranti a Catania. Uno sbarco particolarmente impegnativo e drammatico, che ha messo alla prova tutti noi.<br \/>Li abbiamo attesi come sempre, con la nostra azione di accoglienza, neutrale e imparziale, mossa solo dal nostro Principio di Umanit\u00e0. Li abbiamo accolti tutti insieme. Erano in duecento novantacinque, in fondo pochi, ma dodici di loro erano feriti, tra ustionati e contusi, uno\u3000purtroppo deceduto, diversi i minori tra i 16 e 17 anni, e una, alla quale abbiamo dato il latte con un cucchiaino.<br \/>Noi di Croce Rossa, chiamati ad agire, saremo sempre presenti per assisterli ed accoglierli. In mare, sul molo, all\u2019interno delle nostre tende, per fornire loro i primi generi di necessit\u00e0 e l\u2019assistenza sanitaria.<br \/>E staremo accanto ai pi\u00f9 piccoli, i pi\u00f9 vulnerabili, per tentare con la professionalit\u00e0 e la competenza del nostro sorriso e del nostro gioco, di alleviare il trauma della fuga, del viaggio in mare, dello sbarco in una terra che non \u00e8 la loro.<br \/>Noi ci saremo sempre. Con il nostro Emblema, i nostri Sette Principi, la\u3000nostra Missione Umanitaria.<\/p>\n<p>Alfio Ferrara, <br \/>Volontario <acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>C.R.I.<\/acronym> di Catania<\/p>\n<div ><\/div>\n<\/div>\n<h1 >Un&#039;estate al mare<\/h1>\n<div >\u00a0<\/div>\n<h2 >(&#8220;Io, volontario della Croce Rossa&#8221; &#8211; II puntata)<\/h2>\n<div >\u00a0<\/div>\n<div >\n\tCome ogni estate universitaria quello di cui ti preoccupi maggiormente sono le materie da superare, gli esami da affrontare e il caldo atroce che in questa bella terra di Sicilia non manca mai.<br \/> Il primo pensiero libero dallo studio \u00e8 &#8220;oggi vado a mare!&#8221; e partono le mille telefonate e messaggi per organizzare con gli amici: dove andiamo? Cosa portiamo? Quanto stiamo? Ma chi siamo? Prendo la macchina o passi a prendermi?<br \/> Arrivi a mare e tranquillamente passi la giornata ad arrostire la pelle al sole e a guardare le onde che spingono il mondo all&#8217;orizzonte fino a dove la vista poi perde efficacia e parte l&#8217;immaginazione.<br \/> Vivo in una terra dove fin da piccolo ti abituano alle parole &#8220;sbarco&#8221;, &#8220;clandestino&#8221;, &#8220;carretta del mare&#8221; e guardi il telegiornale cercando di capire che succede, ma in realt\u00e0 non ti poni mai il problema.<br \/> Quest&#8217;anno \u00e8 stata un&#8217;estate diversa, tanto mare e tante novit\u00e0.<br \/> Tutto \u00e8 iniziato quando una mattina, mentre sudavo sui libri, \u00e8 arrivata una telefonata come tante, per andare a mare&#8230;destinazione Porto di Catania (ormai in spiaggia c&#8217;\u00e8 troppa gente e non ci piace la confusione).<br \/> In quel momento non pensi a nulla, dai il tuo ok e il primo pensiero \u00e8 &#8220;devo mettermi la divisa!&#8221;, le prime parole &#8220;Mamma! La divisa!&#8221;. <br \/> Eh si! Per andare a mare c&#8217;\u00e8 una nuova moda: una divisa rossa, che porta un caldo tremendo e che ti protegge da tutti i raggi solari e anche dalla traspirazione naturale della pelle, colpa delle mamme apprensive che pensano che ti scotterai e poi son dolori!<br \/> Quella mattina mi sono fatto accompagnare dalla mamma, non voleva andassi solo all&#8217;appuntamento, e mentre andavamo al Porto con gli amici decidevamo chi apriva il gazebo, chi prendeva guanti e mascherine (sempre tutta colpa delle mamme apprensive!) e chi doveva scaricare l&#8217;acqua, i succhi di frutta e le brioscine. Alla fine abbiamo anche aperto un bar con un bazar di vestiti!<br \/> I miei amici me l&#8217;avevano detto che durante la nostra giornata di mare sarebbe arrivata una barca con tanta gente e mentre eravamo li dovevamo dare una mano, fare accoglienza e far funzionare al meglio il bar con il bazar.<br \/> Ero pieno di ansia e paura, la mascherina non mi faceva respirare bene e quando mi mettevo a correre poco ci mancava che non respiravo pi\u00f9.<br \/> Ad un certo punto eccoli arrivare: uomini, donne, ragazzi e un po&#8217; di bambini.<br \/> Il primo pensiero \u00e8 &#8220;Quanta gente!&#8221;, le prime parole &#8220;Nando la spinale!&#8221; <br \/> Eh si! Ormai la gente quando viaggia si sente male e cade gi\u00f9 come le pere cotte al sole che cadono dall&#8217;albero. <br \/> Immediatamente il bar ha aperto e per ognuno che passava c&#8217;era una brioscina e una bottiglietta d&#8217;acqua. Per i bimbi anche i succhi di frutta. E tanti tanti tanti sorrisi!<br \/> Quella mattina andare al mare \u00e8 stata una fatica: sole ne ho preso poco se non in viso e correvo di qua e l\u00e0 per prendere garze, medicazioni, vestiti, cibo. <br \/> Visto che questi nuovi arrivati non parlavano l&#8217;inglese capirci era difficile e ci hanno raggiunto altri amici che parlando l&#8217;arabo ci aiutavano. <br \/> Qualcuno continuava a sentirsi male per via del mal di terra: \u00e8 risaputo che quando stai molto in mare appena sbarchi il mondo balla un po&#8217;. <br \/> Quando sono tornato a casa il bar aveva consumato tutte le scorte e i vestiti erano quasi finiti e mi sentivo soddisfatto del mio lavoro e di quello dei miei amici: i nuovi arrivati li hanno trasferiti in un altro stabilimento, perch\u00e9 al Porto era una cosa momentanea.<br \/> Dopo questa giornata di mare, tirando le somme, bagno non ne ho fatto, puzzavo di sudore e a stento avevo imparato come si salutava in arabo, eppure quando mi chiedono &#8220;Lo rifaresti?&#8221; io rispondo &#8220;Tutti i giorni della mia vita!&#8221;.<br \/> Fortunatamente quella volta i miei amici non mi avevano buttato gi\u00f9 dal letto, sanno quanto lo odio eppure se ti chiamano devi per forza rispondere.<br \/> La seconda volta che sono andato al mare, gli amici avevano gi\u00e0 deciso tutto e mi hanno buttato gi\u00f9 dal letto alle 7.30 del mattino.<br \/> Il primo pensiero \u00e8 stato &#8220;Che cavolo! Proprio oggi che dovevo studiare dobbiamo andare lontano e partire presto!&#8221;, le prime parole &#8220;Mamma, devo andare! La divisa dov&#8217;\u00e8?!&#8221;<br \/> Ma quale lontano e lontano!!\u00a0 Sempre al Porto di Catania siamo finiti, per\u00f2 in un altro molo: i miei amici si sono fissati con questo porto, per\u00f2 hanno l&#8217;accortezza di cambiare zona, anche perch\u00e9 dove eravamo l&#8217;altra volta si trovava ormeggiata una bellissima nave da crociera (di cui mi sono accorto solo quando dopo 3 ore che eravamo al molo uno dei miei amici me l&#8217;ha fatto notare).<br \/> In tutto questo ho degli amici monotoni, che fanno sempre le stesse cose: quindi abbiamo aperto il bar e il bazar aspettando l&#8217;arrivo di questi nuovi amici venuti da lontano. Questa volta tutti maschi e tutti giovani: finalmente qualcuno che parlava inglese! <br \/> Questa volta sembrava di stare come all&#8217;aeroporto, con quei recinti che obbligano la strada da prendere e ti smistano: li quelli che stanno bene, la quelli che stanno male, di qua chi deve esse ospedalizzato! <br \/> Ho conosciuto diversi ragazzi, forse pi\u00f9 giovani di me o della mia stessa et\u00e0 e sono stato cos\u00ec preso dalle cose che ho dimenticato di chiedere il loro nome! Uno di questi mi ha detto di come il viaggio sia stato pesante e di come sarebbe bello stare in Italia, dove ha una zia! Un altro ragazzo mi ha detto che gli piace giocare a calcio e di come voleva portarsi il pallone, ma che l&#8217;ha perso all&#8217;imbarco della nave.<br \/> Rispetto alla prima volta che sono andato a mare, quel giorno \u00e8 durato meno e tutti o quasi siamo tornati a casa per il pranzo.<\/p>\n<p> Beh si! Sono uno studente universitario e mi piace godere di quel po di mare che ogni tanto posso permettermi tra una materia e l&#8217;altra. Quest&#8217;estate sono stato a mare, ma niente bagno! Sono stato a mare, ma niente abbronzatura! Sono stato a mare, ma con i guanti e la mascherina! Sono stato a mare, con i miei amici per accogliere chi sbarcava a Catania! Sono stato a mare, a imparare l&#8217;arabo (ma non ricordo nulla)! Sono stato a mare, con quella divisa rossa e con le maniche lunghe che ti fanno sudare come non mai! Sono stato a mare&#8230;..ma nella foga di raccontarvelo mi sono dimenticato di dire che mi chiamo Carlo ho 21 anni! Sono stato a mare, io, volontario della Croce Rossa Italiana!<\/p>\n<p>Carlo Castruccio Castracani<br \/>\u00a0<br \/>Volontario\u00a0<acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>C.R.I.<\/acronym>\u00a0di Catania<\/p>\n<div ><\/div>\n<\/div>\n<h1 >La mia aula diventa la motovedetta e dentro la plancia facciamo lezione<\/h1>\n<div >\u00a0<\/div>\n<div >\u00a0<\/div>\n<h2 >(&#8220;Io, volontario della Croce Rossa&#8221; &#8211; I puntata)<\/h2>\n<div >\u00a0<\/div>\n<div >\n\tLampedusa vista dall&#8217;alto da l&#8217;impressione di essere un piccolo scoglio in mezzo al mare, sembra quasi che sia impossibile poterci camminare sopra. \u00a0Eppure una volta che percorri le sue strade, ti accorgi, che quest&#8217;isola rappresenta in piccolo l&#8217;assurdit\u00e0 del mondo in cui viviamo; ci sono due facce a Lampedusa, quelle dei turisti piene di sorrisi e rilassatezza delle musiche che si sentono nei pub per strada, \u00a0quelle delle folle nei bazar; e poi ci sono visi avvolti dalla disperazione, dall&#8217;incognita di quello che sar\u00e0 la vita di domani. Ci sono visi che trasudano \u00a0preoccupazione di chi per lavoro si trova a dover rischiare la propria vita perch\u00e9 altri possano vivere.<br \/>Il mio lavoro presso la Capitaneria di Lampedusa inizia nel peggiore dei modi; nella diffidenza di chi si aspetta di sentire la solita lezione fatta da qualche saputello che in condizioni di confort elenca gesti salvavita senza avere neanche l&#8217;idea del lavoro che qui la Capitaneria svolge.\u00a0 Come dargli torto;\u00a0 come si fa a parlare di soccorso a chi nel quotidiana affronta un emergenza sanitaria a 180 miglia da un isola con un numero di pericolanti nettamente superio al numero dei soccorritori. Qui per fare una lezione a &#8220;questi&#8221; era necessario rompere ogni schema e cercare una chiave che potesse attirare l&#8217;attenzione. Sforzarsi di cercare questa chiave era importante, \u00a0perch\u00e9 \u00a0ero sicuro che se fossimo arrivati ad avere l&#8217;attenzione il nostro lavoro sarebbe stato straordinario.\u00a0 Allora cercare di conoscere, di capire quale veramente sia il lavoro di questi ragazzi, quali siano gli strumenti che nel quotidiano utilizzano per dare un mano agli altri \u00e8 stato il punto di partenza, il &#8220;contratto che Croce Rossa stipula&#8221; con &#8220;loro&#8221; attraverso un semplice presentazione. \u00a0Iniziamo cos\u00ec aprendo le cassette in dotazione alle motovedette. Cento soccorsi l&#8217;anno, centinaia di persone salvate ed ancore le cassette di primo soccorso era perfettamente imballate con i loro cellofan. Gli occhi diffidenti a questo punto tendono a cambiare perch\u00e9 forse, noi della Croce Rossa, eravamo riusciti a catturare l&#8217;attenzione. A questo punto la lezione, partendo da una semplice cassetta di dotazione, non l&#8217;ho fatta io formatore, ma l&#8217;hanno fatta loro attraverso le domande che si susseguivano bramose dal desiderio di conoscere. Abbiamo utilizzato sul manichino il pallone ambu le canule e l&#8217;aspiratore manuale che a loro sembrava una pompa per gonfiare chiss\u00e0 cosa. Adesso avevo la loro attenzione ma ancora non li avevo conquistati. Durante il susseguirsi della lezione esaurendo il programma ci si accorgeva che manca qualcosa. Si arriva all&#8217;argomento scottante, le malattie che si posso trasmettere attraverso il contatto con i clandestini; ecco che nuovamente si alza un muro, non fanno che parlare e riparlare delle condizioni nelle quali operano, posso capirli ma loro a questo non badano; per capirli ci vuole altro;\u00a0 decido che la mia lezione\u00a0 non pu\u00f2 arrivare qui tra le quattro mura di quest&#8217;aula. Devo andare l\u00ec dove lavorano questi ragazzi; l\u00ec dove \u00e8 possibile capirli. La mia aula diventa la motovedetta e dentro la plancia facciamo lezione. Adesso quello che prevale \u00e8 l&#8217;entusiasmo perch\u00e9 nessuno prima si \u00e8 &#8220;abbassato a tanto&#8221; a fare lezioni l\u00ec dove loro lavorano. Ogni ragazzo ci tiene a mostrarmi le sue mansioni a farmi vedere la posizione durante la navigazione e durante lo sbarco; parlo seduto l\u00ec, dove soltanto un paio di giorni fa ci stava seduto qualcuno che affronta un viaggio faticoso verso un mondo che per cultura non potr\u00e0 mai capirlo. Adesso ho la mia classe; si sorride, l&#8217;aria \u00e8 pi\u00f9 distesa. Mi raccontano di tutti i soccorsi affrontati mi chiedo dell&#8217;assideramento delle ustioni delle ferite. Mangio una delle brioche offerte, le stesse che mangiano loro in 36 ore di navigazione bevo la stessa acqua calda che bevono loro durante la navigazione.\u00a0 Ogni ragazzo, ufficiale di comando ha voglia di parlare, forse perch\u00e9 fra tutti i formatori venuti l\u00ec la Croce Rossa ha avuto il grande merito di saper ascoltare e non di decidere cosa sia il meglio per &#8220;loro&#8221;. Questi ragazzi compio un lavoro atipico che non fa nessuna capitaneria, qui si organizzano i soccorsi con 50 nodi di vento e mare forza otto. Nella loro vita avranno salvato in un paio di interventi centinaia di persone eppure hanno la forza di condannarsi per la morte di chi non sono riusciti a salvare. Mi dicono che gli occhi di chi ha bisogno e si vede in difficolt\u00e0 sono gli stessi a prescindere dal colore della nostra pelle dal nostro carattere dalla nostra nazionalit\u00e0. Questi sono padri di famiglia che rischiano la loro pelle ed hanno soltanto voglia di non lasciare indietro nessuno. Mi chiedevano delle considerazioni sul loro operato non tenendo cura che \u00a0erano loro a portare un messaggio di vita a me. Nella mia vita di soccorritore sono sempre conscio di fare il possibile per gli altri. Ma qui loro apprendo in fretta perch\u00e9, &#8220;loro&#8221; non fanno il possibile, \u00a0&#8220;loro&#8221; vogliono l&#8217;impossibile. Terminati l&#8217;attivit\u00e0 del primo giorno potevo soltanto stare in silenzio; sono convinto cha delle volte il silenzio in certe circostanze \u00e8 meglio. Come si riesce attraverso le poche righe e due parole a trasmettere le emozioni vissute in cos\u00ec poche ore di lavoro. Come si pu\u00f2 trasmettere la sensazione provata da un ragazzo che ti stringe cos\u00ec forte la mano in segno di gratitudine per il lavoro svolto. Ritrovare all&#8217;indomani tutti quelli liberi ancora una volta in classe quando potevano benissimo starsene a mare e rilassarsi nei pochi momenti liberi \u00e8 stato davvero particolare. Ricevere un segno di gratitudine da chi compie qualcosa di straordinario e ti dice che &#8220;di corsi ne abbiamo fatti tanti e vero, ma questo \u00e8 stato il corso fra i corsi&#8221; non ha eguali. Sarebbe stato riduttivo esprimersi elencando gli atti relativi agli argomenti del corso perch\u00e9 la classe affidatami era molto preparata e la loro manualit\u00e0 circa i gesti salvavita era superiore alla sufficienza. Credo che l\u00ec il Nostro compito come Croce Rossa era ben altro; era quello di ascoltare perch\u00e9 nessuno ha ascoltato questi equipaggi, solo cos\u00ec i Nostri obiettivi potevano essere raggiunti. Ringrazio voi tutti perch\u00e9 chi non c&#8217;era non poteva capire &#8220;ed io c&#8217;ero&#8221;, grazie a chi ha creduto in me. Molte volte perdiamo tempo in guerre stupide dentro la Nostra Associazione quando la Croce Rossa \u00e8 in grado di arrivare dove gli altri non arrivano.<\/p>\n<p>Francesco Messina<\/p>\n<p>Volontario <acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>C.R.I.<\/acronym> di Siracusa<\/p>\n<div ><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(&#8220;Io, volontario della Croce Rossa&#8221; &#8211; III puntata)&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":4235,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_themeisle_gutenberg_block_has_review":false,"footnotes":""},"categories":[3,4,5,26],"tags":[],"class_list":["post-4253","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comitato-sicilia","category-news","category-secondo-piano-generico","category-sicilia"],"interactive":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4253","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4253"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4253\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4235"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4253"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4253"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4253"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}