{"id":296,"date":"2017-09-18T00:00:00","date_gmt":"2017-09-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/sito.cri.intra\/sicilia\/2017\/09\/18\/diario-di-bordo-del-volontario-la-nascita-della-piccola-erica-al-centro-accoglienza-di-messina\/"},"modified":"2017-09-18T00:00:00","modified_gmt":"2017-09-17T22:00:00","slug":"diario-di-bordo-del-volontario-la-nascita-della-piccola-erica-al-centro-accoglienza-di-messina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cri.it\/sicilia\/2017\/09\/18\/diario-di-bordo-del-volontario-la-nascita-della-piccola-erica-al-centro-accoglienza-di-messina\/","title":{"rendered":"Diario di bordo del Volontario &#8211; La nascita della piccola Erica al centro accoglienza di Messina"},"content":{"rendered":"<h1 >Diario di bordo del Volontario &#8211; La nascita della piccola Erica al centro accoglienza di Messina<\/h1>\n<div >\n<div >\n<dl  style='width: 349px;'>\n<dt><img fetchpriority=\"high\"  src='http:\/\/cri.it\/wp-content\/uploads\/cri-content\/images\/b\/f\/9\/D.9244b54e5c3960886ec3\/WhatsApp_Image_2017_09_11_at_13.31.12__1_.jpeg'  width=\"349\" height=\"262\" alt='Benvenuta Erica Osariemen' \/><\/dt>\n<dd>Benvenuta Erica Osariemen<\/dd>\n<\/dl><\/div>\n<h2 > Dopo un lungo viaggio, Efe ha dato alla luce la sua bambina assistita dai Volontari <acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>CRI<\/acronym>. La testimonianza di Erica Milone, Volontaria di Messina <\/h2>\n<div >\n<p>\u00c8 un caldo pomeriggio di agosto a Messina. Uno come tanti altri, durante le settimane di ferie. Poche telefonate e si apre un nuovo scenario: un altro centro di accoglienza per persone migranti a Messina.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 tempo per fare i conti con il caldo, con gli imprevisti, con i dubbi: si deve iniziare. Indossi la divisa, prendi la borsa con i farmaci e vai, accompagnata dagli occhi di quelli che come te hanno fatto del volontariato uno stile di vita. In pochi giorni, quelle stanze che erano vuote si riempiono di volti e di voci. Sono in arrivo molte famiglie, mariti e mogli accompagnati da bambini di qualsiasi et\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Visitarli sembra quasi un\u2019impresa, tra guanti gonfiati per fare dei palloncini e il fonendoscopio usato per far sentire ai bambini pi\u00f9 spaventati il mio battito cardiaco. L\u2019ultima famiglia che arriva \u00e8 costituita da una coppia di giovani nigeriani, accompagnati da una bimba con un sorriso disarmante.<\/p>\n<p>Noto subito quel pancione, impossibile non vederlo! Iniziamo con la visita della piccola e proseguiamo con <strong >Efe, una delle donne pi\u00f9 forti che io abbia mai conosciuto<\/strong>. \u00c8 all\u2019ottavo mese di gravidanza, ha le gambe gonfie e si muove con difficolt\u00e0. <strong >Non abbiamo sentito mai un lamento di Efe, n\u00e9 un accenno di paura o stanchezza.<\/strong><\/p>\n<p>Completiamo con la visita di Joshua, il marito di Efe, l\u2019uomo dagli occhi buoni. Con un sorriso gli comunico che stanno tutti bene. Ma noto un\u2019espressione strana sui loro volti: dubbiosi, mi chiedono aiuto. <strong >Joshua mi chiede dove siamo, come mai sono arrivati l\u00ec<\/strong>. Mi confessa che il loro viaggio ha uno scopo diverso, raggiungere una citt\u00e0 nel nord Italia. L\u00ec vive suo fratello e Joshua ed Efe riuscirebbero a dare un futuro migliore alle loro bambine.<strong > Hanno intenzione di andare via subito<\/strong>. Non vogliono perdere altro tempo.<\/p>\n<p>Spiazzata, rimango per un attimo a fissare il suo sguardo deciso. Gli spiego che siamo a Messina, una citt\u00e0 della calda Sicilia, la regione d\u2019Italia pi\u00f9 vicina all\u2019Africa ma pi\u00f9 lontana dal posto in cui lui vuole arrivare. Gli faccio vedere quanto sia distante la citt\u00e0 che sognano, gli spiego che andare via dal centro senza aver fatto nessuno dei passi burocratici e legali per restare legittimamente in Italia \u00e8 un rischio per la sua famiglia.<\/p>\n<p>Poi guardo Efe e il suo pancione. <strong >Sono un medico, non posso consigliare a una donna all\u2019ottavo mese di avventurarsi in un altro viaggio di migliaia di chilometri<\/strong> con una bambina di 3 anni al seguito, senza assistenza e senza certezze. \u201cI\u2019m a strong woman. I can do it\u201d, mi dice. La sua frase mi congela. Quella donna ha attraversato terre desertiche ed \u00e8 salita su un barcone nel bel mezzo del Mediterraneo con tutte le incognite del viaggio, tenendo per mano sua figlia, accanto a suo marito. Adesso \u00e8 qui e <strong >l\u2019idea di un altro viaggio ai limiti del sopportabile e senza certezze, con il suo pancione e le sue gambe gonfie, non la spaventa per nulla.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019emozione quasi mi vince, ma non posso lasciarli andare, devo tutelare loro e la piccola che sta per nascere. <strong >Li convinco a restare<\/strong>, gli prometto che non li abbandoneremo\u2026 Croce Rossa non abbandona nessuno! <strong >Il rosso della mia divisa, allora, diventa per loro la speranza di poter realizzare il loro sogno, presto o tardi.<\/strong><\/p>\n<p>Passano i giorni e con loro anche finiscono le ferie. Arriva il momento di fare i bagagli per tornare al mio lavoro, a 700 km dal centro di accoglienza. Efe e Joshua sono spiazzati da questa notizia, pensano forse che la promessa di non essere abbandonati venga infranta dalla mia partenza. Ma non \u00e8 cos\u00ec. <strong >\u00c8 la mia divisa la loro certezza,<\/strong> <strong >quella che condivido con tanti altri Volontari<\/strong> che si alternano senza sosta al centro di accoglienza. Nessuno di noi li abbandoner\u00e0 e io ci sar\u00f2, anche se a distanza. I miei colleghi saranno i miei occhi e le mie orecchie. Avremo tutti cura della piccola in arrivo.<\/p>\n<p>\u00c8 in quel momento che che Joshua ed Efe hanno deciso di regalare a quei 5 quadrati rossi la loro totale fiducia, senza riserve. Hanno deciso di dimostrarci il loro rispetto e gratitudine verso l\u2019emblema che rappresentiamo, dando alla loro piccola il nome del primo volontario di Croce Rossa che hanno incontrato sul loro cammino.<\/p>\n<p><strong >Il 20 Agosto 2017, alle 2:43, \u00e8 nata Erica Osariemen.<\/strong><\/p>\n<p>Lei \u00e8 il simbolo della vita. La nuova vita di Efe, Joshua e Osa, arrivati qui con un sogno che adesso inizia a prendere forma.<br \/>La nuova vita della piccola Erica, che sar\u00e0 distante da quella parte di mondo che ha costretto la sua famiglia a fuggire. Erica potr\u00e0 sognare un futuro come qualsiasi altro bambino e crescere impegnandosi per costruirlo.<br \/>La \u00a0vita che noi Volontari di Croce Rossa abbiamo scelto e che onoriamo ogni giorno contribuendo a piccoli miracoli come questo, stando sempre in prima linea con il nostro rosso, sempre pi\u00f9 convinti e sempre pi\u00f9 insieme.<br \/>\u00a0<br \/><strong >Erica \u00e8 il simbolo di una forza incredibile, della splendida magia e della sconvolgente bellezza della vita. <\/strong>\u00a0<\/p>\n<p><em >di Erica Milone, Volontaria <acronym title='Croce Rossa Italiana' lang='it'>CRI<\/acronym> di Messina<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div >\u00a0<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Dopo un lungo viaggio, Efe ha dato alla luce la sua bambina assistita dai Volontari CRI. 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