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Giovani

Lavoro in rete: un passo necessario

Foto del workshop dei Giovani CRI nelle Istituzioni
Un momento del workshop

E' "Lavoro in rete" lo slogan che propone a gran forza il workshop pomeridiano incentrato sul ruolo dei giovani della C.R.I. nelle istituzioni; i partecipanti all'incontro hanno quasi tutti avuto già a che fare con altri enti, siano essi pubblici o privati, e raccontando le proprie esperienze sono emerse grosse differenze di punti di vista ma anche visioni comuni.
 
Ad esempio,alcuni dei presenti si sono impegnati nella presentazione e nella diffusione nei territori nei quali agiscono della Youth Declaration (la dichiarazione di intenti dei giovani di Croce Rossa firmata nel 2009 a Solferino) quasi come se fosse un "biglietto da visita" delle attività che ci riguardano, esponendole così in maniera sintetica e immediata.
 
Nel fare questo però si sono notate differenti modalità, da quella più diretta creando incontri ad hoc, ad una più graduale con la speranza di una richiesta attiva da parte dell'ente stesso.
Changing Minds è il topic degli incontri pomeridiani, ed è proprio un nuovo tipo di approccio che viene proposto: non aspettare passivamente che l'aiuto dei Giovani di Croce Rossa sia richiesto, ma essere noi stessi per primi a sondare il territorio trovando così quali possono essere quelle lacune da andare a colmare con il nostro intervento.

Il passo successivo è creare una solida consapevolezza del trovarsi in una fitta rete di risorse sia umane che economiche,passando così " dall'azione al miglioramento" sviluppando tavoli di lavoro, condividendo con altre associazioni progetti dal comune obiettivo cercando poi di conseguirlo lavorando in sinergia.

I relatori, Pietro Migliaccio e Federico Massari hanno stimolato lo scambio di battute dividendo in 5 gruppi la platea e chiedendo a questi di formulare, dopo uno scambio interno di vedute, pro e contro del lavoro fianco a fianco con un ente pubblico od un'altra associazione privata; i vantaggi che sono stati individuati sono la possibilità di creare progetti più ampi e con una copertura sia finanziaria che di risorse umane più ampia, così da poter coprire una domanda maggiore,l'avere a disposizione una maggiore esperienza e il poter analizzare in maniera più approfondita il territorio scovando quali sono i servizi necessari; di contro sono stati identificati anche alcuni tratti negativi, come l'eccessiva burocrazia che spesso soffoca sul nascere i progetti,il dover probabilmente scendere a patti e la possibilità che le persone con cui si vanno a progettare questi piani abbiano una formazione non all'altezza della situazione.

Infine, è intervenuta il vice ispettore Nazionale Ludovica Lignite che ha portato l'esempio positivo della collaborazione avvenuta questa estate con il Ministero per le Politiche Giovanili nel progetto Campus, tema ampiamente trattato anche all'interno della plenaria apertura della II Assemblea Nazionale dei Giovani della Croce Rossa.

 
 

Luca Carnevali
Foto di Serene Pomero

 
 
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