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Giovani

Disagio giovanile e devianze: i "Giovani" per i giovani

Foto del workshop disagio giovanile e devianze
Partecipanti divisi in 3 gruppi per accettare le sfide che sono state proposte.

I Giovani di Croce Rossa possono essere "strumenti" per aiutare i ragazzi che vivono difficoltà legate al "disagio" e alle "devianze", potendo rappresentare esempi positivi. Per questo è necessario che i gruppi si rivolgano ai giovani più a rischio, puntando sulla formazione dei volontari.

"L'unico rischio che corre un giovane - ha aspiegato Santa Sicali - è quello di vivere l'adolescenza, e se a questo rischio si aggiungono delle 'devianze' si può arrivare ad un disagio maggiore".

"I giovani - ha spiegato lo psicologo Francesco Guerneri - si trovano ad affrontare molti problemi durante l'adolescenza, una vera e propria rivoluzione, dove ognuno deve riorganizzare la percezione che ha di se stesso, degli altri e dei rapporti che ne derivano. Per questo bisogna prendere in considerazione il percorso che i ragazzi hanno compiuto prima di compiere un determinato reato.
 
Ci sono ragazzi in cui i fattori di rischio sono maggiori: questi spesso arrivano a compiere anche reati perseguibili penalmente. Nella maggior parte dei casi si chiede la messa alla prova, momenti in cui si sospende il processo penale e si cerca di stimolare il giovane con attività di volontariato, dove il ragazzo ha la possibilità di crescere con aiuti esterni in maniera adeguata. Generalmente il risultato è positivo e si riscontra un reale mutamento.
 
Il volontario deve quindi accettare questa sfida in modo positivo per riuscire ad aiutare al meglio il ragazzo. Santa Sicali ha sottolineato che il dibattito deve aprirsi a caratteri generali e non dovrà emergere una "ricetta" su come comportarsi in quanto non è possibile generalizzare una proposta unica di miglioramento, poiché i gruppi non sono tutti uguali.

Tra le caratteristiche principali che deve avere un volontario in questo tipo di attività c'è innanzitutto la pazienza ma è ovviamente indispensabile che abbia ricevuto una formazione adeguata.

 
 

Anna Crovace
Foto di Gianmarco Mancin

 
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