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Giovani

Leadership da oche..viaggiare sulla spinta l'uno dell'altro

Foto del workshop Identikit di un Giovane leader C.R.I.
Un momento del workshop

Vi siete mai chiesti per quale motivo le oche volano a V?! Perché guadagnano energia, raggiungono la meta più velocemente e sei mai l'uccello al vertice dovesse lasciare la testa dello stormo, ce n'è subito uno pronto nelle retrovie a prendere la guida del gruppo. Così si propongono di essere i nuovi leader di domani: coscienti che il futuro è adesso, pronti al confronto, non insostituibili.

Il workshop sulla leadership, tenuto da Flavio Ronzi, si è posto l'obiettivo di fornire la "ricetta" del giovane leader CRI. La discussione del "changing minds" di questo pomeriggio è risultata viva, divertente, seria senza essere troppo seriosa. Una serie di mini gruppi ha analizzato un plico di fogli zeppi di documenti, poesie, articoli, immagini su argomenti diversi e all'apparenza non pertinenti con la leadership; questi scritti sono stati letti, sviscerati, tradotti in concetti-chiave e confrontati con i cardini della strategia 2020. Ciascun gruppo ha dovuto scrivere su un cartellone il resoconto del proprio lavoro di squadra e condividerlo con l'intera platea.

Nonostante la peculiarità di ogni resoconto, ne è sorta un'idea comune circa il capogruppo "ideale": un vero e proprio agente di cambiamento per la CRI che tutti vorremmo veder cambiare in meglio, un capo che guida il suo gruppo verso una meta chiara e raggiungibile, che non dimentica la sua responsabilità di punto di riferimento e nel contempo responsabilizza chi lo circonda, che condivide orizzontalmente idee e gestione di attività attraverso deleghe a giovani CRI fidati. Un'innovativa strategia che parte dal basso e porta il gruppo ad emergere e il leader a farsi baricentro, ma non protagonista indiscusso. Un leader che risponde a nuove esigenze in maniera nuova, si forma e successivamente informa, un vero e proprio ponte tra tradizione e rinnovamento. Tutto ciò all'interno di un ambiente stimolato e stimolante grazie all'ottimo compromesso tra gerarchia e peer education; il capogruppo deve poi farsi portavoce della società in evoluzione prestando attenzione a tutti i temi caldi dello scenario internazionale, dall'ecologia alla migrazioni. Accanto alla motivazione c'è la capacità del leader di far da ago della bilancia, cercando di comprendere i meccanismi intervenuti nella demotivazione del volontario circa un servizio,ad esempio: a questo proposito subentra la difficile sfida di cogliere sempre il lato positivo dei fallimenti, di riuscire a "trasformare" il problema senza eliminarlo.

Dalla ricostruzione finale è emerso l'identikit del giovane leader CRI: un "superuomo" umile a capo della V, il quale insegna che ciò che vorremmo nel futuro lo dobbiamo intraprendere oggi.

 
 

Nicole Finesso
Foto di Sara Casiraghi

 
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