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Giovani

Diritto Internazionale Umanitario: saperlo diffondere è un dovere

Foto del workshop diffusione DIU nelle scuole e fra i giovani
Stilato un riassunto di che cos'è il DIU secondo i partecipanti

Fare diffusione bene è un dovere! Questa la sfida lanciata da Ludovica Lignite all'interno del workshop organizzato da Matteo Cavallo e Pietro Migliaccio sul tema della diffusione del DIU all'interno di scuole e fra i giovani.

Argomento sicuramente di non semplice trattazione, ma volto a comprendere il modo corretto di approcciare i giovani a questa materia soprattutto nelle scuole.

Il metodo scelto per affrontare il tema nel workshop è stato un gioco di ruolo, ipotizzando un finto processo con il diritto internazionale umanitario quale imputato. L'accusa, impersonata dai partecipanti stessi, ha dichiarato in primo luogo che il DIU è noioso sia dal punto di vista del contenuto e della formalità, sia per il pre-concetto che le persone possono avere ancora prima di approcciarsi ad esso, criticandolo inoltre della poca credibilità che potrebbe avere assumendo una fisionomia utopistica.

La difesa ha invece affermato che il problema della formalità è legato al metodo: se è appropriato si riesce ad evitare la noia di cui l'accusa ha parlato. L'esempio lampante è stato quello portato da Sonia del gruppo di Bolzano: il Raid Cross. Questo infatti è l'esempio di diffusione dove i ragazzi riescono a divertirsi e sperimentare le norme del DIU.

Il metodo è infatti legato, in maniera inscindibile, al target: ciò comporta inevitabilmente delle differenze di approccio a seconda di chi ci si trova davanti.

A questo proposito in Italia la commissione organizza corsi per diventare istruttori che poi andranno sul territorio per diffondere il DIU, inoltre effettua delle selezioni in modo tale da scegliere personale che vuole e si impegna a fare diffusione. Per fare l'istruttore DIU non è fondamentale avere una laurea in giurisprudenza ma l'importante è la capacità di saper porsi agli altri e di diffondere per incentivare l'approccio all'argomento.

 
 

Giulia Lorenzi
Foto di Serena Pomero

 
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