

"L'Annual Report non è solo un biglietto da visita per l'esterno. È anche e soprattutto un momento di riflessione su tutte quelle attività che la nostra Associazione ha portato avanti in un anno, sia nell'ordinario che durante le emergenze.
Prima di tutto questo è l'anno dell'acquisizione degli obiettivi strategici, una pietra angolare per il futuro della Croce Rossa Italiana, un percorso che dovremo seguire, tutti quanti insieme, soci, volontari e dipendenti, fino al 2020, un percorso basato sull'analisi delle necessità e delle vulnerabilità delle comunità in cui la C.R.I. opera e ispirato ai Principi Fondamentali e ai nostri valori umanitari. Per essere all'altezza della Strategia 2020 del Movimento Internazionale bisogna però saper osare e avere il coraggio di andare avanti, dotarsi di nuovi strumenti, razionalizzare, rispondere alle nuove sfide della globalizzazione, avere in poche parole una Società Nazionale forte, snella e consapevole.
Sotto questo punto di vista, l'anno che è appena passato è stato pieno di lavoro per arrivare a un risanamento amministrativo di cui la Croce Rossa Italiana aveva immediato bisogno. Proprio per questo penso all'immenso lavoro fatto per chiudere i bilanci del passato mai chiusi prima. Mentre stiamo andando in stampa, mi concederete una deroga alla cronologia stretta dell'Annual Report, possiamo anche registrare con soddisfazione la chiusura del conto consuntivo consolidato 2011 entro i termini stabiliti dalla legge: un traguardo che non si raggiungeva da ben 32 anni.
Ma il lavoro svolto non riguarda solo la parte amministrativa ed economica. Questo è stato l'anno delle tante emergenze, nazionali e internazionali, tra cui voglio ricordare quella che ha colpito il Nord Africa con i conseguenti flussi migratori verso l'Italia, e la grave siccità che ha colpito il Corno d'Africa.
I nostri volontari e operatori si sono distinti da Lampedusa a Ventimiglia in tutte le attività di assistenza sanitaria, psicologica, legale, umanitaria nell'accoglienza alle migliaia di migranti che provenivano dalle coste della Tunisia prima e della Libia dopo. L'isola di Lampedusa è stata l'icona del grande lavoro fatto dai nostri uomini e dalle nostre donne, ma in ogni angolo della nazione la Croce Rossa Italiana ha portato i propri valori, i propri principi e il proprio aiuto in ogni situazione, senza alcuna distinzione.
Nei giorni in cui si aprivano centri di accoglienza d'emergenza il lavoro è stato tantissimo, ma sempre c'è stata una risposta globale dal Comitato centrale ai territori. Il nostro emblema, riconosciuto in entrambe le sponde del Mar Mediterraneo, è stato simbolo di sicurezza e protezione per tutte quelle persone che mettevano a rischio la propria vita per tentare il viaggio della speranza verso l'Europa. La Croce Rossa Italiana ha voluto anche essere presente al confine tra Tunisia e Libia, nel campo profughi di Ras Jadir, con i pasti della nostra cucina da campo e l'acqua dei nostri potabilizzatori per far fronte all'emergenza che si stava creando su quella striscia di terra dopo lo scoppio del conflitto armato in Libia.
Il 2011 è stato anche l'anno della gravissima carestia e siccità nel Corno d'Africa che ha colpito decine di migliaia di persone, tra Etiopia, Eritrea, Somalia e Kenya. Proprio per questo siamo intervenuti al fianco della consorella kenyota nella regione del Turkana, dove le difficoltà per le comunità di pastori nomadi erano enormi e i bisogni urgentissimi.
In questa introduzione ho potuto illustrare solo alcune delle attività della Croce Rossa Italiana che è straordinaria anche nel suo lavoro quotidiano all'interno del tessuto sociale, per i più vulnerabili
e per gli ultimi. Queste sono ore di grande attesa per la riforma dell'Associazione, un nuovo percorso necessario per dotare la C.R.I. di strumenti che la facciano stare al passo con i tempi e che soprattutto diano risposte veloci e concrete ai suoi volontari.
È arrivato il momento di guardare avanti, senza paura, di mollare gli ormeggi e di affrontare un mare aperto pieno di sfide difficili e impegnative alle quali Croce Rossa saprà sicuramente dare una risposta degna della sua storia".
Avv. Francesco Rocca
Commissario Straordinario