Croce Rossa Italiana - Testata per la stampa

Storia

La costituzione del Comitato Femminile affonda le sue radici nella realtà storica che ha visto l'urgenza d'intervento umanitario, con l'apporto personale di soccorso, nelle vicende belliche che hanno sconvolto l'Europa dell'800.

 
Comitato Femminile - Storia 1

Le origini del contributo femminile alla Croce Rossa risalgono alla seconda metà dell'800 allorquando, durante la battaglia di Solferino, le donne lombarde assistettero al cruento scontro dell'esercito franco-piemontese contro l'armata austriaca, e, senza fare alcuna distinzione di nazionalità, contribuirono al soccorso dei feriti, sia militari che civili.

Anche Henry Dunant, quello stesso giugno del 1859, si ritrovò ad essere spettatore di quel tragico episodio della storia dell'indipendenza italiana. Egli, sconvolto dalla carneficina che ne seguì, scelse liberamente di partecipare all'opera di soccorso insieme alle donne che, uscendo dalle filande di Castiglione delle Stiviere con bende improvvisate e brocche d'acqua, si prodigavano nel dare sollievo agli innumerevoli feriti, il cui sangue bagnava quella terra, nel tentativo di lenire la loro inenarrabile sofferenza.

Queste furono le prime donne di Croce Rossa.

Se antesignani del Movimento internazionale possono essere considerati, fra gli uomini, oltre allo svizzero Dunant il medico italiano Ferdinando Palasciano, che operò a favore dei feriti nell'assedio di Messina del 1848, così, fra le donne, non si può non ricordare l'opera della Granduchessa Héléna Pavlowna, una nobildonna russa, che contribuì a finanziare, con 170.000 franchi oro, l'organizzazione assistenziale in Crimea (negli anni 1854-1856), e furono 250 le nobili volontarie, da lei scelte e preparate per l'assistenza negli ospedali di San Pietroburgo, che partirono per la Crimea.

Pioniera del messaggio di Croce Rossa fu anche la principessa italiana Cristina Belgioioso che, durante gli eventi bellici legati alla presa di Porta Pia (1870) si adoperò nell'assistenza ai feriti coadiuvata da un nugolo di giovani donne delle più varie estrazioni sociali.
I principi fondamentali della Croce Rossa sanciti dalle Convenzioni di Ginevra, nodo cardine del Movimento appartengono ormai alla storia dell'umanità e trovano il momento della loro realizzazione nell'opera dei Volontari tutti della Croce Rossa Italiana, e sono il filo conduttore dell'azione quotidiana delle donne che compongono il Comitato Femminile.

Pochi anni dopo la prima Convenzione di Ginevra e la conseguente nascita della nostra Società nazionale (Milano, 1864), fu istituita l'Unione delle Dame italiane sulla base e con le norme generali stabilite dallo Statuto dell'Associazione Italiana di Soccorso ai malati e feriti in guerra.

Il 19 gennaio 1879 entrò in vigore il primo regolamento delle Dame di Croce Rossa.

 
 
Comitato Femminile - Storia 2

Il 25 aprile del 1888, su invito di Sua Maestà la Regina Margherita diSavoia, nella Sala Gialla del Palazzo del Quirinale, alle quattropomeridiane, si svolse la prima adunanza della Commissione Superioredell'Unione delle Dame della CRI, analogo dell'odierno ConsiglioNazionale e da allora, ininterrottamente, donne appartenenti a tuttigli ambienti e fasce sociali, che insieme hanno sempre offerto unacostante opera di soccorso sia in tempo di guerra che di pace, hannoprofuso le loro energie nella crescita dei Comitati Femminili.

Losviluppo della storia ha cambiato scenari e sistemi: i teatri di guerraconvivono con realtà sociali dense di sofferenze, nuove povertà,disagi, deprivazioni, carenze di ogni genere.

Non sono,infatti, casuali i sette principi della Croce Rossa al servizio di unmondo inteso come laboratorio di Pace costruito nell'ottica della"convivialità delle differenze". E nessuno, forse, più della donna puòfacilitare la costruzione di questa dimensione nel pieno rispetto dellapersona umana come tale.

I Comitati Femminili Italiani hannoaperto centri di accoglienza, riabilitativi, assistenziali che sisostengono con i fondi raccolti dalle stesse Volontarie che ne fannoparte.

Esse operano inoltre negli Ospedali Pubblici, d'intesacon il personale sanitario, per offrire un sostegno ai degenti. Con lospirito umanitario e altruistico che le contraddistingue promuovonoiniziative di aiuto rivolto in particolare all'infanzia, agliemarginati, agli anziani, ai disabili, ai profughi, a tutti coloro chesono in difficoltà anche per uno stato di calamità.

IlComitato Femminile è presente anche laddove la Società e le stesseIstituzioni non riescono, talvolta, pienamente ad intervenire. Il lorolavoro silenzioso e costante ha radici nel cuore antico del passato,lungo le linee di una progettualità umanitaria che tenta di far in modoche la condizione della solitudine umana non si trasformi indisperazione, bensì intraveda il cammino della speranza,dellarigenerazione e del riscatto da una condizione di disagio.

Edè soltanto all'interno della solidarietà responsabile, che è propriadelle Volontarie del Comitato Femminile della Croce Rossa Italiana, cheè possibile incontrare e ascoltare l'Altro quale parte di sé,condividendone i problemi, la sofferenza e il dolore.

 
 
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