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Il sistema di soccorso e di emergenza sanitaria

 

Il sistema di soccorso e di emergenza sanitaria, come noi oggi lo conosciamo, è stato istituito con il DPR 27 marzo 1992. Questo documento autorizza il Governo ad emanare atti di indirizzo e di coordinamento per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria da assicurare con carattere di uniformità su tutto il territorio nazionale. Tale livello assistenziale è costituito da un complesso di servizi e prestazioni. Le attività di emergenza sanitaria sono organizzate nel:

  • sistema di allarme sanitario
  • sistema di accettazione e di emergenza sanitaria.

Il sistema di allarme sanitario è assicurato dalla Centrale Operativa, cui fa riferimento il numero unico telefonico nazionale "118" (CO118). Alla centrale operativa affluiscono tutte le richieste di intervento per emergenza sanitaria ed essa garantisce il coordinamento di tutti gli interventi nell'ambito territoriale di riferimento. La centrale operativa è attiva per 24 ore al giorno e si avvale di personale infermieristico adeguatamente addestrato, nonché di competenze mediche di appoggio.  Gli interventi di emergenza sono classificati con appositi codici (DM 15/maggio/1992) che ne definiscono la criticità sulla base delle condizioni del paziente che richiede l'intervento.

 
B
BIANCO
NON CRITICO
si definisce non critico un servizio che con ragionevole certezza non ha necessità di essere espletato in tempi brevi
V
VERDE
POCO CRITICO
si definisce poco critico un intervento differibile
G
GIALLO
MEDIAMENTE CRITICO
si definisce mediamente critico un intervento indifferibile
R
ROSSO
MOLTO CRITICO
si definisce molto critico un intervento di emergenza
 

L'attività di soccorso sanitario costituisce competenza esclusiva del Servizio Sanitario Nazionale.
Con l'Atto d'intesa Stato-Regioni del 17 maggio 1996 sono state attribuite alle Regioni maggiori competenze e responsabilità nell'ambito della pianificazione e dell'organizzazione dei servizi sanitari. L'Ospedale sede di pronto soccorso deve assicurare, oltre agli interventi diagnostico-terapeutici di urgenza compatibili con le specialità di cui è dotato, almeno il primo accertamento diagnostico, clinico, strumentale e di laboratorio e gli interventi necessari alla stabilizzazione del paziente, nonché garantire il trasporto protetto ad altra struttura di livello più adeguato.

 

Ruolo della CRI
La CRI è inserita nel sistema di soccorso e di emergenza: lo Statuto DPCM n. 97 del 6/maggio/2005, all'art. 2, definisce tra i compiti dell'Associazione in tempo di pace quello "... di concorrere, attraverso lo strumento della convenzione , ad organizzare ed effettuare con propria organizzazione il servizio di Pronto Soccorso e Trasporto Infermi [...] in ambito internazionale, nazionale, regionale e locale".
In varie Regioni, la CRI si è convenzionata con le ASL per l'espletamento del "Servizio Emergenza 118" e/o per il servizio Trasporto Infermi svolto con personale prevalentemente volontario. Tali attività sono svolte a cura dei Comitati Regionali, Provinciali e Locali della Croce Rossa Italiana.
Nel servizio di emergenza territoriale la CRI si avvale di veicoli di trasporto sanitario (ambulanze) con targa propria. Il personale alla guida di tali veicoli deve essere in possesso di una patente di guida speciale rilasciata dalla CRI.

 

Classificazione delle ambulanze
Il Ministero dei Trasporti e della Navigazione, con il Decreto n. 553 del 17 dicembre 1987 (normativa tecnica e amministrativa relativa alle autoambulanze), stabilisce la classificazione delle autoambulanze. In relazione alla funzione da assolvere, vengono definiti i seguenti due tipi di autoambulanze:

  • tipo A: con carrozzeria definita "autoambulanza di soccorso", attrezzate per il trasporto di infermi o infortunati e per il servizio di pronto soccorso, dotate di specifiche attrezzature di assistenza;
  • tipo B: con carrozzeria definita "autoambulanza di trasporto", attrezzate essenzialmente per il trasporto di infermi o infortunati, con eventuale dotazione di semplici attrezzature di assistenza.

Queste definizioni sono antecedenti la costituzione del Sistema di emergenza territoriale 118. Le Regioni, pur rispettando quanto stabilito dal Decreto n. 553, hanno implementato il sistema di soccorso applicando il decreto del Ministero dei trasporti del 5/11/1996 ed emanando norme regionali aggiuntive per l'ottimale adeguamento dei mezzi al servizio e alle esigenze territoriali.
In attesa di un aggiornamento della normativa nazionale vigente, si raccomanda nella nomenclatura e nell'allestimento il rispetto delle norme europee, in particolare:

  • UNI EN 1789: Veicoli di trasporto sanitario e relativa attrezzatura - ambulanze.
  • UNI EN 1865: Specifiche per le barelle ed altre attrezzature per il trasporto dei pazienti nelle ambulanze.

Secondo tale normativa le ambulanze sono classificate in:

Tipo A: ambulanza di trasporto pazienti. Ambulanza progettata per il trasporto di pazienti che non si ritiene possano trasformarsi in pazienti critici. Tale ambulanza si divide a sua volta in:

  1. Tipo A1 : adatta per il trasporto di un singolo paziente
  2. Tipo A2 : adatta per il trasporto di uno o più pazienti (su barella o sedia portantina)

Tipo B: ambulanza di soccorso. Autoambulanza progettata per il trasporto, il trattamento di
base e il monitoraggio dei pazienti.
Tipo C: unità mobile di terapia intensiva. Autoambulanza progettata e attrezzata per il
trattamento avanzato e il monitoraggio dei pazienti. La tipologia delle ambulanze di
trasporto deve essere definita specificando se è in grado di trasportare una persona (A1) o
due persone (A2 ) utilizzando in questo caso la seconda barella o la sedia portantina.

Le attrezzature minime delle ambulanze CRI
Per quanto riguarda le ambulanze CRI si ritiene opportuno che:

  1. sia prevista per le ambulanze di trasporto CRI sempre la categoria A2
  2. nella nomenclatura delle attrezzature sia rispettata la normativa UNI EN 1865 (vedi paragrafo da 3.1 a 3.9)
  3. sia rispettato per il sistema di supporto e fissaggio delle attrezzature nel comparto sanitario la norma EN (vedi paragrafo da 4.5.9. e paragrafo 6.3.5).

Tutti i dispositivi e le attrezzature devono essere trattenuti per evitare che siano scaraventati fuori dai loro alloggiamenti se sottoposti ad una azione di forza di 10 g.
Le ambulanze devono essere progettate e costruite per accogliere i dispositivi che consentano i seguenti livelli di trattamento:

  • ABZ di trasporto: attrezzature professionali di base per il primo soccorso e cure infermieristiche
  • ABZ di soccorso: trattamento di base e monitoraggio dei pazienti, secondo metodi di cura preospedaliera in uso
  • Unità mobile di cura intensiva: trattamento avanzato e monitoraggio dei pazienti secondo metodi di cura preospedaliera intensiva.

Terminologia
Vengono riportate di seguito alcune sigle che identificano diversi elementi del sistema di emergenza territoriale 118 e le definizioni dei servizi svolti dalla CRI con le loro caratteristiche.
ABZ - Ambulanza
IP - Infermiere
AST - Autorità Sanitaria Territoriale: è l'Ente con cui è stipulata la convenzione; può essere
USL - Azienda ospedaliera,
ARES - Azienda Regionale Emergenza Sanitaria Distretto sanitario
CO 118 - Centrale Operativa 118
MMG - Medici di Medicina Generale
DEA - Dipartimento Emergenza Accettazione

 
 
 
 
 
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