

Loro, il mare non lo hanno mai visto. Tutti e dieci infatti sono nati nei campi profughi Saharawi vicino a Tindouf in Algeria. Nati e cresciuti nell'inospitale deserto del Sahara costretti a vivere nelle tende e crescere lì così come i loro padri e i loro nonni cacciati dal Sahara Occidentale, dal 1975 conteso tra la popolazione autoctona, che ne rivendica l'autonomia, e il governo del Marocco.
Ospitati dai volontari dell'associazione "Rio de Oro" tra Sesto San Giovanni e Cologno Monzese, i dieci bimbi e i loro 4 accompagnatori partiranno domani mattina da Cologno Monzese alla volta di Chiavari, in Liguria.
L'assistenza è stata chiesta al Comitato Provinciale di Milano della Croce Rossa, che nonostante i servizi di soccorso sanitario e quelli sociali per i più vulnerabili sul territorio e l'impegno per il terremoto a Finale Emilia, è comunque riuscito a mettere a loro disposizione mezzi e personale per il trasferimento. Saranno infatti i volontari della Divisione provinciale CRI Emergenze e Protezione civile di stanza al CPE-CRI Parco Nord di Milano e della Delegazione intercomunale "Area sud milanese" a provvedere al servizio e all'accompagnamento dei bambini, alcuni dei quali disabili.
I piccoli Saharawi vedranno così, per la prima volta, il mare. Non quello dove i loro nonni pescavano, ancor oggi il più pescoso di tutta l'Africa. Ma il mar Ligure, contenti di passare dei momenti di allegria e spensieratezza.