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Due anni di crisi, il conflitto e le conseguenze nei paesi circostanti hanno reso la crisi siriana tra le maggiori catastrofi umanitarie attualmente esistenti. La situazione è sempre più grave anche a causa delle continue difficoltà di accesso dei soccorsi ai quali viene impedito di portare aiuto ai feriti, allontanarli dalle aree di combattimento e recuperare i cadaveri. La situazione resta difficile in molte parti del Paese, le necessità sono enormi. L'intensificarsi dei combattimenti tra le forze governative ed i gruppi armati di opposizione hanno portato ad un incremento del numero delle vittime soprattutto tra i civili e le persone che non prendono parte alle ostilità.
Secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sono 4 milioni i siriani sfollati e moltissimi i bisognosi di assistenza umanitaria. Inoltre, il numero dei rifugiati diretti verso la Giordania, l'Iraq, il Libano e la Turchia è aumentato notevolmente raggiungendo i 1.200.000 (tre quarti sono donne e bambini); nella sola Turchia hanno raggiunto i 300.000. Se questa tendenza proseguirà, entro la fine dell'anno, i rifugiati potrebbero diventare 3,5 milioni e i siriani bisognosi di assistenza all'interno del Paese 6,5 milioni .
Al 15 maggio 2013, risultano ancora violenti scontri a Damasco; l'ultimo, una potente esplosione nei pressi di piazza degli Omayyadi, sarebbe stato causato da una autobomba esplosa davanti al teatro dell'Opera della capitale siriana e, secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, i ribelli hanno lanciato un ulteriore attacco contro la prigione di Aleppo, nel nord della Siria, nel tentativo liberare gli oltre 4.000 detenuti.
Ginevra - Un nuovo studio condotto dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), dal titolo "Violent Incidents Affecting Health Care" (Atti di violenza che coinvolgono l'assistenza sanitaria) rivela che nel 2012 si sono verificati almeno 921 episodi di violenza contro il personale sanitario, le infrastrutture e le persone ferite o malate. Lo studio condotto in 22 paesi anonimi interessati da conflitti armati sottolinea una tendenza preoccupante: assalti a personale sanitario, strutture e veicoli nei conflitti e altre emergenze lasciano milioni di persone in tutto il mondo senza cure proprio quando ne hanno più bisogno.
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La testimonianza del Presidente Nazionale CRI Francesco Rocca sulla drammatica situazione nel Paese colpito dal conflitto
Dal 15 marzo 2011 hanno perso la vita più di 94.000 persone circa la metà sono civili . Oltre 2 milioni sono i bambini colpiti dal conflitto di cui 1.800.000 in Siria e oltre 500.000 tra quelli fuggiti in Libano, Giordania, Iraq, Turchia ed Egitto . Marzo 2013 è stato il mese con il maggior numero di vittime dall'inizio del conflitto; l'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha registrato 6.005 morti. Tra le vittime 298 sono bambini, 291 le donne, 1.486 i ribelli e i disertori dell'esercito e 1.464 i soldati del governo. Le restanti vittime sono civili e combattenti non identificati .
I soccorsi da parte della Mezzaluna Rossa Araba Siriana (SARC) sono molto difficoltosi, nonostante ciò, i volontari e il personale della Mezzaluna Siriana continuano nella loro missione impegnandosi nel tentativo di raggiungere anche le zone più remote della Siria. Il dialogo stringente, instaurato negli ultimi mesi con le autorità e l'opposizione dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) e dalla Mezzaluna Rossa Araba Siriana, ha permesso ai volontari della SARC di raggiungere le zone più colpite dal conflitto, come Idlib, Aleppo, Homs, Hama, Deir Ezzor e la zona rurale di Damasco.
La Croce Rossa Italiana ha avviato, dal mese di marzo 2012, una campagna di raccolta di fondi per finanziare programmi di soccorso da realizzare in partenariato con la Mezzaluna Rossa Siriana e il Comitato Internazionale della Croce Rossa.
Nel novembre 2012 sono stati consegnati 350mila euro, dei quali 250mila donati direttamente alla Consorella siriana e 100mila impiegati nel fondo d'emergenza della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, con lo scopo di contribuire all'assistenza dei profughi e degli sfollati.
Il Presidente della C.R.I., Francesco Rocca, in Siria lo scorso aprile per visitare la Mezzaluna Rossa Siriana e valutare la possibilità di realizzare progetti di cooperazione, ha così descritto il grave stato del Paese: "la popolazione è allo stremo e il paese è paralizzato da un conflitto pesantissimo" - e ha aggiunto - "anche se di fronte a questa catastrofe ci si sente davvero impotenti bisogna assolutamente fare qualcosa". Dall'incontro a Damasco, avvenuto tra il Presidente della C.R.I. e la Mezzaluna Rossa Siriana, è nata un'intesa per la gestione di due centri per rifugiati; la C.R.I. dovrebbe farsi carico di circa 600 persone fornendo loro pasti, abbigliamento e sostegno psicologico.